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Accordo di Consiglio e Parlamento sulla semplificazione degli obblighi relativi alla rendicontazione di sostenibilità e al dovere di diligenza per rafforzare la competitività dell’UE

Oggi la presidenza del Consiglio e i negoziatori del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio volto a semplificare gli obblighi relativi alla rendicontazione di sostenibilità e al dovere di diligenza per rafforzare la competitività dell’UE. L’accordo semplifica le direttive relative rispettivamente alla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD) e al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (CSDDD), riducendo l’onere di rendicontazione e limitando le ripercussioni a cascata degli obblighi sulle imprese più piccole.

Direttiva sulla rendicontazione societaria di sostenibilità

Per quanto riguarda la CSRD, la Commissione ha proposto di aumentare la soglia a 1000 dipendenti e di escludere le PMI quotate dall’ambito di applicazione della direttiva. Nell’accordo provvisorio i colegislatori hanno innalzato la soglia dei ricavi netti a 450 milioni di euro per alleggerire ulteriormente l’onere di rendicontazione a carico delle imprese.

I colegislatori hanno inoltre convenuto di esentare le imprese di partecipazione finanziaria dall’ambito di applicazione della CSRD e hanno concordato un’esenzione transitoria per le imprese che hanno dovuto avviare la rendicontazione a partire dall’esercizio finanziario 2024 (le cosiddette imprese della “prima fase”) che non rientrano nell’ambito di applicazione per il 2025 e il 2026.

Infine, l’accordo provvisorio introduce una clausola di revisione relativa a una possibile estensione dell’ambito di applicazione, sia della CSRD che della CSDDD.

Direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità

Sebbene la proposta della Commissione non riguardasse l’ambito di applicazione della CSDDD, l’accordo provvisorio aumenta la soglia a 5.000 dipendenti e a 1,5 miliardi di euro di ricavi netti. Secondo i colegislatori, queste grandi imprese hanno un’influenza maggiore sulla loro catena del valore e sono meglio attrezzate per aver un impatto positivo e assorbire i costi e gli oneri delle procedure di dovuta diligenza.

Individuazione e valutazione degli impatti negativi

La proposta della Commissione limita l’ulteriore valutazione della fase di identificazione alle attività proprie di una società, a quelle delle sue filiazioni e a quelle dei suoi partner commerciali diretti. Nell’accordo provvisorio viene meno tale limitazione. Le società possono invece concentrarsi sui settori delle loro catene di attività in cui è più probabile che si verifichino impatti negativi effettivi e potenziali. Per offrire flessibilità alle imprese, quando individuano impatti negativi ugualmente probabili o ugualmente gravi in vari settori, le imprese hanno la facoltà di dare priorità alla valutazione degli impatti negativi che coinvolgono partner commerciali diretti. Inoltre, le imprese non dovrebbero più essere tenute a svolgere un esercizio di mappatura completo, bensì a effettuare un esercizio esplorativo più generale. Le imprese dovrebbero basare i loro sforzi sulle informazioni ragionevolmente disponibili, il che ridurrà le ripercussioni a cascata delle richieste di informazioni sui partner commerciali più piccoli.

Piani di transizione climatica

Per consentire un alleggerimento significativo degli oneri, è stato soppresso l’obbligo per le imprese di adottare un piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici.

Responsabilità civile, sanzioni e recepimento

L’accordo provvisorio sopprime il regime armonizzato di responsabilità dell’UE e l’obbligo per gli Stati membri di garantire che le norme in materia di responsabilità siano di applicazione necessaria nei casi in cui il diritto applicabile non sia il diritto nazionale di uno Stato membro. È stata inserita una clausola di revisione sulla necessità di un regime armonizzato di responsabilità a livello dell’UE.

Per quanto riguarda le sanzioni, i colegislatori hanno concordato un limite massimo pari al 3% del fatturato netto a livello mondiale dell’impresa. Al riguardo, è previsto che la Commissione elabori i necessari orientamenti.

Infine, l’accordo provvisorio rinvia di un altro anno, ossia al 26 luglio 2028, il termine di recepimento della CSDDD. Le imprese dovranno conformarsi alle nuove misure entro luglio 2029.

Prossime tappe

L’accordo provvisorio deve ora essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo prima dell’adozione formale da parte delle due istituzioni.

Informazioni generali

Nell’ottobre 2024 il Consiglio europeo ha invitato l’insieme delle istituzioni, degli Stati membri e dei portatori di interessi dell’UE, in via prioritaria, a portare avanti i lavori, segnatamente per rispondere alle sfide individuate nelle relazioni di Enrico Letta (“Much more than a market”) e di Mario Draghi (“The future of European competitiveness”). Nella successiva dichiarazione di Budapest dell’8 novembre 2024 è stato chiesto di “avviare una rivoluzione di semplificazione” che garantisca un quadro normativo chiaro, semplice e intelligente per le imprese e riduca drasticamente gli oneri amministrativi, normativi e di informazione, in particolare per le PMI.

Il 26 febbraio 2025, a seguito dell’invito dei leader dell’UE, la Commissione ha presentato due pacchetti “omnibus”, volti a semplificare la legislazione in vigore rispettivamente nei settori della sostenibilità e degli investimenti. Il 20 marzo 2025 i leader hanno sollecitato i colegislatori a portare avanti, in via prioritaria e con un elevato livello di ambizione, i lavori sui pacchetti omnibus di semplificazione, nell’ottica di finalizzarli quanto prima nel 2025.

Nella stessa occasione il Consiglio europeo ha specificamente invitato i colegislatori ad adottare il meccanismo di rinvio dei termini (“stop-the-clock”) senza indugio e al più tardi entro giugno 2025. Il 14 aprile 2025 il Consiglio ha adottato il meccanismo e ha rinviato di due anni l’entrata in applicazione degli obblighi in materia di rendicontazione societaria di sostenibilità per le grandi imprese che non hanno ancora avviato la rendicontazione e le PMI quotate, e di un anno il termine per il recepimento e la prima fase di applicazione (per le imprese più grandi) della direttiva relativa al dovere di diligenza.

Citazioni

“Oggi abbiamo tenuto fede alla nostra promessa di eliminare oneri e regole e rafforzare la competitività dell’UE. Abbiamo fatto un passo importante verso l’obiettivo comune di creare un contesto imprenditoriale più favorevole che aiuti le nostre imprese a crescere e innovare.”

Marie Bjerre, ministra danese per gli Affari europei

“Le imprese europee affrontano da anni oneri burocratici continui, il che ha rallentato gli investimenti verdi e indebolito la nostra competitività. Ora stiamo compiendo un grande e importante passo nella giusta direzione. Grazie a norme chiare e semplici, le imprese possono concentrarsi sulla loro attività principale, in modo da ottenere un miglior rapporto costi/benefici nella transizione verde, creare posti di lavoro in Europa e rafforzare la loro capacità di crescere e investire. La presidenza danese si è adoperata per ottenere questo risultato e stiamo mantenendo il passo.”

Morten Bødskov, ministro danese dell’Industria, delle imprese e degli affari finanziari

FONTE: COMUNICATO STAMPA  DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA

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