Oggi i rappresentanti degli Stati membri in sede di comitato speciale Agricoltura (CSA) hanno approvato il mandato negoziale del Consiglio su un regolamento concernente nuove norme volte a combattere le pratiche commerciali sleali transfrontaliere nella filiera agricola e alimentare.
Principali elementi della proposta
La proposta mira a istituire un insieme completo di norme per la cooperazione transfrontaliera contro le pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese all’interno della filiera agricola e alimentare, oltre a migliorare la cooperazione transnazionale nei casi in cui fornitori e acquirenti si trovano in Stati membri diversi.
Il regolamento proposto introduce un meccanismo di assistenza reciproca, che consentirebbe alle autorità nazionali di contrasto di chiedere e scambiare informazioni e di chiedere a un’altra autorità di contrasto di adottare misure per loro conto.
Introduce inoltre un meccanismo di azione coordinata per le pratiche commerciali sleali transfrontaliere su larga scala che coinvolgono almeno tre paesi dell’UE. In questi casi verrebbe designato un coordinatore per facilitare la risposta.
Principali modifiche concordate dal Consiglio
Il Consiglio sostiene i principali elementi della proposta della Commissione, ma nel suo mandato negoziale suggerisce una serie di miglioramenti.
In particolare, il Consiglio concorda sul fatto che il regolamento dovrebbe contenere norme per la cooperazione tra Stati membri in caso di pratiche commerciali sleali da parte di acquirenti di paesi terzi, al fine di proteggere meglio gli agricoltori europei.
Inoltre, il mandato del Consiglio introduce norme sulla copertura dei costi sostenuti in caso di assistenza reciproca. Lo Stato membro che chiede informazioni o misure di indagine o di esecuzione si farebbe carico dei costi sostenuti dallo Stato membro che ha effettuato l’indagine o l’esecuzione. In aggiunta, le eventuali sanzioni pecuniarie riscosse possono essere utilizzate per coprire tali costi.
Il mandato chiarisce poi le norme in base alle quali gli Stati membri possono rifiutarsi di dare seguito a una richiesta di informazioni presentata dall’autorità nazionale di un altro Stato membro o rifiutarsi di partecipare a misure di esecuzione.
Il mandato negoziale del Consiglio chiarisce inoltre le norme in materia di protezione dei dati e riservatezza.
Prossime fasi
Con questo accordo la presidenza è pronta ad avviare i negoziati con il Parlamento europeo, una volta che quest’ultimo avrà definito la sua posizione.
Contesto
Nel 2019 è entrata in vigore la direttiva in materia di pratiche commerciali sleali, finalizzata ad affrontare gli squilibri nel potere contrattuale tra fornitori e acquirenti di prodotti agricoli. In particolare, il suo obiettivo era proteggere gli agricoltori che, ad esempio, vendono i loro prodotti a grandi supermercati e imprese di trasformazione alimentare.
Sulla base dell’esperienza acquisita dall’entrata in vigore della direttiva, la Commissione ha ritenuto necessario affrontare la dimensione transfrontaliera delle pratiche commerciali sleali. In effetti, in media circa il 20% dei prodotti agricoli e alimentari consumati in uno Stato membro dell’UE proviene da un altro Stato membro.
La Commissione ha pubblicato la sua proposta nel dicembre 2024, nell’ambito degli sforzi dell’UE volti a migliorare la posizione degli agricoltori nella filiera agroalimentare. Le norme proposte riflettono inoltre direttamente varie raccomandazioni del dialogo strategico sul futuro dell’agricoltura dell’UE e rispondono ad alcune delle sfide più urgenti che il settore agricolo si trova ad affrontare.
Citazioni
“I nostri agricoltori meritano di raggiungere un tenore di vita equo grazie al loro lavoro. Con queste norme li proteggeremo più efficacemente dalle pratiche commerciali sleali a livello transfrontaliero e rafforzeremo la loro posizione nella filiera alimentare.”
Czesław Siekierski, ministro polacco dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale