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Conclusioni del Consiglio sulla relazione speciale n. 04/2023 della Corte dei conti europea sull’Alleanza mondiale contro il cambiamento climatico (plus)

  1. Il Consiglio accoglie con favore la relazione speciale n. 04/2023 della Corte dei conti europea sull’Alleanza mondiale contro il cambiamento climatico (plus).
  2. Il Consiglio ribadisce l’impegno dell’UE a sostenere tutte le persone in situazioni di vulnerabilità, senza lasciare indietro nessuno, e a rafforzare l’attuale assistenza ai paesi in via di sviluppo nella preparazione e nella risposta agli impatti climatici, in particolare attraverso la resilienza e lo sviluppo di capacità, nonché misure di adattamento. In tale contesto, il Consiglio riconosce che i paesi meno sviluppati e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo contribuiscono in misura minima alle emissioni di gas a effetto serra, tuttavia sono tra i più colpiti dagli impatti del cambiamento climatico.
  3. Il Consiglio ribadisce l’impegno dell’UE a intraprendere azioni decise e risolute per ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra e ricorda l’impegno assunto dall’UE e dai suoi Stati membri di proseguire la realizzazione dell’obiettivo di mobilitare collettivamente finanziamenti per il clima pari a 100 miliardi di USD all’anno quanto prima, fino al 2025, e provenienti da un’ampia gamma di fonti, e si aspetta che l’obiettivo sia raggiunto nel 2023. Il Consiglio ribadisce il suo impegno a rispondere all’invito contenuto nel patto di Glasgow per il clima ai paesi sviluppati che ne sono parti ad almeno raddoppiare, entro il 2025, la loro erogazione collettiva dei finanziamenti per il clima a favore dell’adattamento destinati ai paesi in via di sviluppo, rispetto al 2019.
  4. Il Consiglio ricorda inoltre che l’UE, i suoi Stati membri e la Banca europea per gli investimenti sono congiuntamente i principali erogatori di finanziamenti pubblici per il clima a livello mondiale, con 23,04 miliardi di EUR nel 2021, e rileva che oltre il 50 % del contributo è stato destinato all’adattamento ai cambiamenti climatici o ad azioni trasversali.
  5. In tale contesto, il Consiglio sottolinea che l’UE ha fornito 729 milioni di EUR tra il 2007 e il 2020 attraverso l’iniziativa dell’Alleanza mondiale contro il cambiamento climatico (plus) nell’ambito dei suoi sforzi per aumentare i livelli di finanziamento per il clima, con particolare riguardo all’adattamento.
  6. Il Consiglio sottolinea il forte sostegno dell’UE all’accordo di Parigi, all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e all’obiettivo di sviluppo sostenibile n. 13, che si prefigge di “promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico” e riconosce l’Alleanza mondiale contro il cambiamento climatico (plus) come uno degli strumenti attraverso i quali tale obiettivo è stato perseguito in passato. Il Consiglio ribadisce inoltre il suo invito ad attuare efficacemente il quadro globale post-2020 in materia di biodiversità e a sostenere l’attuazione del quadro di riferimento di Sendai per la riduzione del rischio di catastrofi.
  7. Il Consiglio riconosce talune limitazioni che caratterizzano iniziative globali quali l’Alleanza mondiale contro il cambiamento climatico (plus), come segnalato dalla Corte dei conti europea. Nel contempo, sottolinea che gli insegnamenti tratti dall’attuazione di tali iniziative sono stati determinanti per elaborare il nuovo approccio all’azione per il clima stabilito nell’ambito dello strumento NDICI-Europa globale, con un ambizioso obiettivo di spesa del 30 % per gli obiettivi climatici, e per spingere a indirizzare risorse significative verso iniziative in materia di clima attraverso programmi geografici che sostengono la dimensione esterna del Green Deal europeo e del Global Gateway.
  8. Il Consiglio accoglie con favore le conclusioni della Corte, in particolare quelle relative alla necessità di aumentare l’efficienza delle azioni per il clima nel settore trovando un attento equilibrio tra la realizzazione dei risultati e i relativi costi iscritti in bilancio, nonché le conclusioni che affrontano le carenze nel processo di potenziamento delle azioni di adattamento dalla fase pilota e di sviluppo di capacità. A tale riguardo, il Consiglio prende atto in particolare della raccomandazione della Corte di migliorare, nel caso di azioni successive, l’equilibrio tra sviluppo di capacità e altre attività, con l’obiettivo di potenziare le azioni di adattamento concrete che sono rivolte a più persone direttamente colpite dagli impatti del cambiamento climatico. In proposito, il Consiglio sottolinea inoltre che le azioni di adattamento dovrebbero essere incentrate sul rafforzamento di capacità nelle comunità e nelle istituzioni sulla base della scienza e della conoscenza locale e indigena.
  9. Il Consiglio prende atto in particolare della constatazione della Corte secondo cui l’Alleanza mondiale contro il cambiamento climatico (plus) non si è concentrata in modo sufficiente sulle necessità dei soggetti maggiormente colpiti dagli impatti del cambiamento climatico, specialmente i nuclei familiari più poveri e le donne. A tale riguardo, il Consiglio sottolinea l’importanza di misurare costantemente l’impatto e i risultati delle azioni per il clima finanziate dall’UE nei paesi partner attraverso un solido sistema di sorveglianza e valutazione e invita la Commissione a selezionare indicatori adeguati nonché a definire valori di partenza e valori-obiettivo per misurare gli effetti delle attività, anche utilizzando appieno a tal fine il Global Europe Monitoring Performance System (sistema di sorveglianza delle prestazioni di Europa globale).
  10. Il Consiglio riconosce l’importanza di attrarre ulteriori finanziamenti dagli Stati membri, dal settore privato e da altri donatori, anche attraverso fonti non tradizionali e meccanismi di finanziamento innovativi, al fine di mettere in campo azioni trasformative per il clima. Nel contempo, il Consiglio sottolinea che la diplomazia climatica ed energetica è una componente essenziale della politica estera dell’UE e che questa è determinata a dialogare e collaborare con i partner a livello globale per sostenere i più vulnerabili, in particolare nei paesi meno avanzati e nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo, nell’adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici. Il Consiglio pone in evidenza l’approccio Team Europa all’azione esterna, che fornisce un quadro solido per la creazione di partenariati significativi e paritari, e sottolinea inoltre la necessità di azioni collettive di comunicazione e sensibilizzazione in merito all’approccio Team Europa.
  11. Il Consiglio rileva altresì la necessità che le azioni per il clima affrontino in modo più sistematico la parità di genere e i diritti e le esigenze delle donne e delle ragazze, che sono colpite in modo sproporzionato dagli impatti del cambiamento climatico, pur essendo anche i principali utenti e gestori delle risorse naturali. A tale riguardo, il Consiglio prende atto degli ambiziosi obiettivi in materia di parità di genere nell’NDICI-Europa globale, secondo cui almeno l’85 % delle nuove azioni attuate dovrebbe avere quale obiettivo principale o significativo la parità di genere, nonché dell’intenzione della Commissione di attuare le pertinenti raccomandazioni della Corte. In tale contesto, il Consiglio prende inoltre atto degli obiettivi istituzionali e strategici stabiliti nel piano d’azione dell’Unione europea sulla parità di genere III (GAP III) “Un’agenda ambiziosa per la parità di genere e l’emancipazione femminile nell’azione esterna dell’UE”, accolto con favore dalle conclusioni della presidenza. Il Consiglio ricorda il suo impegno a sostenere la partecipazione piena, paritaria, effettiva e significativa delle donne e dei giovani, in tutta la loro diversità, anche in tutti gli ambiti della vita pubblica e politica, conformemente al piano d’azione dell’UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024.
  12. Il Consiglio sostiene l’invito a concentrarsi sui nuclei familiari più poveri nell’attuazione delle iniziative globali e accoglie con favore l’intenzione della Commissione di agire di conseguenza nel quadro delle attività da essa pianificate per affrontare le fragilità e le disuguaglianze strutturali. In relazione al finanziamento delle azioni in materia di cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo, il Consiglio invita i servizi della Commissione e il SEAE a stabilire valori obiettivo ambiziosi e a riferire in merito a livello di azione per la percentuale di donne e ragazze che beneficiano direttamente di tali azioni e a concentrarsi maggiormente sui nuclei familiari più poveri, tenendo conto del contesto di ciascun paese.
  13. Il Consiglio prende atto in particolare delle raccomandazioni della Corte di sfruttare gli insegnamenti tratti dall’esperienza dell’Alleanza mondiale contro il cambiamento climatico (plus) nelle future iniziative globali, compresa l’attuazione dell’obiettivo climatico dell’NDICI-Europa globale. A tale riguardo, il Consiglio invita i servizi della Commissione e il SEAE a:
    • riesaminare periodicamente gli obiettivi e rivederli quando è evidente, nel periodo di attuazione, che non sono disponibili finanziamenti sufficienti;
    • assegnare i finanziamenti in modo strategico applicando criteri oggettivi che tengano anche conto del sostegno finanziario ricevuto dai paesi partner da altre fonti per lo stesso settore;
    • analizzare e documentare sistematicamente i costi preventivati delle azioni per assicurarne la ragionevolezza e al fine di evitare la duplicazione degli strumenti di sostegno e dei flussi di finanziamento;
    • far meglio conoscere tali iniziative attraverso attività di comunicazione, comprese missioni congiunte, indirizzate ai paesi beneficiari e ai potenziali donatori, secondo un approccio Team Europa.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIO DELL’UE

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