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Contrastare le pratiche di pesca non sostenibili consentite dai paesi terzi: il Consiglio approva il mandato negoziale

Gli ambasciatori degli Stati membri presso l’UE hanno concordato oggi la posizione negoziale del Consiglio su una proposta volta a migliorare gli strumenti dell’UE che possono essere utilizzati nei confronti dei paesi terzi che autorizzano pratiche di pesca non sostenibili in relazione a stock ittici di interesse comune.

Elementi principali

Il mandato negoziale del Consiglio mantiene gli elementi principali della proposta della Commissione, che modifica le norme vigenti per affrontare le situazioni in cui i paesi terzi non cooperano nella gestione degli stock di interesse comune o non adottano le necessarie misure di gestione della pesca.

La revisione mirata chiarisce le norme applicate per identificare i paesi che autorizzano una pesca non sostenibile, aumentando in tal modo la certezza del diritto.

Più specificamente, la proposta chiarisce il concetto di “mancata cooperazione” e precisa che un paese, se non attua le misure necessarie, comprese le misure di controllo, può essere identificato come paese che autorizza una pesca non sostenibile. Una volta che un paese è identificato in tal senso, l’UE può imporre restrizioni, ad esempio divieti di importazione.

Un altro obiettivo della proposta è migliorare la cooperazione con il paese terzo interessato prima e dopo che l’UE adotti misure adeguate.

Il Consiglio migliora la proposta della Commissione, in particolare specificando ulteriormente i casi che costituiscono esempi di “mancata cooperazione” nella gestione di uno stock ittico di interesse comune.

Prossime tappe

L’accordo raggiunto oggi consentirà alla presidenza del Consiglio di avviare i negoziati con il Parlamento europeo, una volta che quest’ultimo avrà votato sul suo mandato.

Informazioni generali

Il regolamento (UE) n. 1226/2012 stabilisce un quadro per l’adozione da parte dell’UE di misure nei confronti dei paesi terzi che autorizzano pratiche di pesca non sostenibili. Tali misure possono comprendere l’identificazione di un paese in tal senso e l’imposizione di restrizioni quantitative sulle importazioni da tale paese di pesci e prodotti della pesca provenienti dallo stock in questione o da specie associate.

L’obiettivo della proposta, pubblicata dalla Commissione il 13 settembre 2024, è migliorare la chiarezza e la certezza del diritto della legislazione vigente.

Citazioni

“Le norme rivedute contribuiranno ad affrontare il problema della pesca eccessiva da parte di paesi terzi e a migliorare la sostenibilità a lungo termine degli stock ittici che condividiamo con i paesi al di fuori dell’UE. Grazie al quadro migliorato, garantiamo anche una concorrenza leale tra pescatori e operatori dell’UE e di paesi terzi.”

István Nagy, ministro ungherese dell’Agricoltura

FONTE: COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA

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