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Domande e risposte — Identificazione di Trinidad e Tobago come paese non cooperante nella lotta contro la pesca INN

 

Sulla pesca INN

Cosa s’intende per pesca INN?

Per pesca INN si intende la pesca illegale, non dichiarata o non regolamentata quale definita nel piano d’azione internazionale della FAO del 2001 per combattere la pesca INN.

La legislazione dell’UE in materia di pesca INN si applica alla pesca INN e alle attività associate praticate da qualsiasi peschereccio in tutte le acque marittime.

In particolare, si presume che un peschereccio pratichi attività di pesca INN se risulta che svolge attività in violazione delle misure di conservazione e di gestione applicabili nella zona interessata. Ciò comprende, ad esempio, la pesca senza licenza valida, in una zona di divieto o durante un periodo di divieto, o l’utilizzo di attrezzi vietati, nonché il mancato rispetto degli obblighi di dichiarazione o l’ostacolo al lavoro degli ispettori.

Perché la Commissione europea s’impegna a contrastare la pesca INN?

La pesca INN non è solo una delle più gravi minacce allo sfruttamento sostenibile delle risorse acquatiche vive, Ma mette anche a repentaglio il fondamento stesso della politica comune della pesca (PCP) dell’Unione europea e gli sforzi intrapresi dall’UE a livello internazionale per promuovere una migliore governance degli oceani. Essa, inoltre, rappresenta un enorme rischio per l’ambiente marino, la sostenibilità degli stock ittici e la biodiversità marina E si traduce, oltretutto, in una concorrenza sleale per i pescatori — uomini e donne — rispettosi delle norme.

La lotta alla pesca INN rientra tra le azioni previste dall’UE nel quadro dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite Si tratta del contributo dell’UE all’obiettivo di sviluppo sostenibile (OSS) n. 14 di porre fine alla pesca INN e conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, il mare e le risorse marine. La tolleranza zero sulla pesca INN perseguita dalla Commissione è anche parte integrante del Green Deal europeo e della strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030.

In cosa consiste la politica di lotta alla pesca illegale perseguita dall’UE?

L’UE è il più grande mercato mondiale d’importazione dei prodotti della pesca e, in quanto tale, ha la responsabilità di garantire che i prodotti provenienti da attività di pesca INN non accedano al suo mercato unico. Gli Stati membri dell’UE sono anche importanti Stati di bandiera e di approdo.

Il regolamento dell’UE per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (regolamento INN) è entrato in vigore il 1º gennaio 2010. Si applica agli scambi di prodotti della pesca marittima con l’UE E ha lo scopo di garantire che solo i prodotti della pesca catturati legalmente raggiungano il mercato dell’UE.

A tal fine, il regolamento istituisce un sistema di certificazione delle catture che impone agli Stati di bandiera di attestare che il pesce catturato dalle loro navi e importato nell’UE non proviene da attività di pesca illegali. Con questo sistema si vuol garantire che le navi dei vari paesi rispettino sia le norme di conservazione e gestione nazionali e regionali che le norme concordate a livello internazionale.

In che modo l’UE garantisce che i paesi terzi che esportano i loro prodotti della pesca verso l’UE rispettino i loro obblighi internazionali?

Ad oggi, 93 paesi terzi hanno notificato alla Commissione di essersi dotati degli strumenti giuridici necessari, di procedure ad hoc e di strutture amministrative idonee a certificare le catture effettuate dalle navi battenti la loro bandiera.

La Commissione coopera con vari paesi terzi e svolge missioni di valutazione per verificare il rispetto dei loro obblighi internazionali in materia di lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata. Essa inoltre avvia un dialogo sulla pesca INN con i paesi terzi al fine di sostenerli nel rafforzamento delle politiche nazionali volte ad eliminare questo tipo di pesca. Dal novembre 2012 la Commissione intrattiene un dialogo con più di 60 paesi, che sono stati avvertiti della necessità di adottare misure incisive nella lotta alla pesca INN. Nella maggior parte dei casi sono stati osservati progressi significativi e la Commissione ha quindi potuto concludere positivamente la fase di dialogo formale revocando il cartellino giallo. Finora soltanto pochi paesi non hanno dimostrato l’impegno necessario a realizzare le riforme.

La Commissione insiste su una cooperazione che miri a risolvere i problemi. Ciononostante, in alcuni paesi terzi la situazione è ancora problematica anche dopo anni di cooperazione informale. In questi casi, la Commissione può ricorrere alle diverse azioni previste dal regolamento INN dell’UE nei confronti dei paesi terzi non cooperanti nella lotta alla pesca INN.

Concretamente, qualora disponga di prove del fatto che un paese terzo non coopera pienamente nella lotta contro la pesca INN, la Commissione emetterà un cosiddetto “cartellino giallo”. Con questa prima fase del processo, cosiddetta di pre-identificazione, essa avverte il paese del rischio di essere identificato come non cooperante. Con il cartellino giallo s’innesca un dialogo formale in cui la Commissione e il paese interessato collaborano per risolvere tutte le questioni che destano preoccupazione. Nella maggior parte dei casi il dialogo dà i suoi frutti e la pre-identificazione può essere annullata (cartellino verde).

Tuttavia, se i progressi non sono sufficienti, la Commissione identifica il paese terzo come non cooperante. Si tratta del cosiddetto “cartellino rosso”. La Commissione propone quindi al Consiglio di aggiungere tale paese all’elenco dei paesi non cooperanti. Da quel momento in poi, i prodotti della pesca provenienti dal paese in questione sono banditi dal mercato dell’UE.

In ogni fase del processo (cartellino giallo/rosso o inserimento nell’elenco), il paese terzo ha la facoltà di dimostrare che la situazione è stata sanata. In tal caso, esso viene cancellato dall’elenco (cartellino verde).

L’intero iter è sintetizzato in questa infografica.

Quanti paesi sono attualmente soggetti a un cartellino rosso?

Questo link contiene una panoramica completa di tutte le procedure, sia passate che in corso.

Sulla pesca INN e su Trinidad e Tobago

Perché la Commissione ha deciso di identificare Trinidad e Tobago come paese terzo non cooperante nella lotta contro la pesca INN?

La decisione della Commissione di identificare Trinidad e Tobago come paese terzo non cooperante nella lotta contro la pesca INN si basa sul persistere di gravi carenze individuate nella decisione del “cartellino giallo” del 2016.

Più specificamente, Trinidad e Tobago non ha adottato un quadro giuridico adeguato in materia di pesca che disciplini e controlli le attività dei pescherecci nazionali, le attività di pesca che si svolgono nelle acque soggette a giurisdizione nazionale e le attività dei pescherecci stranieri che fanno scalo nei porti del paese. Ciò rientra negli obblighi internazionali di Trinidad e Tobago ai sensi del diritto del mare.

In particolare, la legislazione in vigore non contiene le disposizioni necessarie per quanto riguarda la gestione e il controllo dei pescherecci, né nelle acque soggette alla giurisdizione nazionale di Trinidad e Tobago né al di fuori di esse. Esso non conferisce alle autorità di pesca il potere di effettuare ispezioni nel settore della pesca e non può garantire il rispetto delle misure regionali di conservazione e di gestione applicabili.

Infine, non garantisce un’attuazione efficace dell’accordo delle Nazioni Unite sulle misure di competenza dello Stato di approdo nei confronti dei pescherecci di paesi terzi.

La situazione compromette un controllo e una tracciabilità efficaci dei prodotti della pesca catturati, sbarcati o trasbordati, lasciando aperte le porte per l’ingresso sul mercato di prodotti della pesca potenzialmente derivanti dalla pesca INN.

Cosa succede poi?

La presente decisione non pone fine al dialogo con il paese. La Commissione esprime la propria disponibilità ad aiutare Trinidad e Tobago ad affrontare le carenze individuate. Nel frattempo, l’importazione di prodotti della pesca dalla Repubblica di Trinidad e Tobago sarà rifiutata, anche se accompagnati da certificati di cattura convalidati dalle autorità nazionali.

Nel contempo, la Commissione propone al Consiglio dell’UE di includere Trinidad e Tobago nell’elenco dei paesi non cooperanti nella lotta contro la pesca INN.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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