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Domande e risposte sui dazi proposti sulle importazioni di cereali dalla Russia e dalla Bielorussia

A quanto ammonteranno i dazi? Quali beni saranno interessati?

I dazi maggiorati si applicheranno alle importazioni di cereali, semi oleosi e prodotti derivati provenienti dalla Russia e dalla Bielorussia, attualmente classificati nei capitoli 10, 12, 14, 15 e 23 della nomenclatura combinata (NC).

I nuovi dazi sono concepiti in modo da essere sufficientemente elevati da scoraggiare le importazioni attuali. A seconda del prodotto specifico, essi raggiungeranno i 95 EUR per tonnellata o saranno dazi ad valorem del 50 %. Inoltre, la Russia e la Bielorussia non avranno più accesso ai contingenti OMC dell’UE sui cereali che offrono un migliore trattamento tariffario per alcuni prodotti.

Perché ricorrere a dazi anziché a sanzioni?

All’atto pratico, nel caso presente i dazi conseguono nel mercato interno dell’UE dei cereali lo stesso risultato delle sanzioni: vale a dire quello di limitare l’accesso della Russia al mercato dell’UE e di annullare i proventi delle sue esportazioni. Ciò è dovuto al fatto che i dazi sono così elevati da eliminare praticamente le esportazioni russe verso l’UE.

Tuttavia, a differenza dei divieti di importazione e di altri divieti adottati nell’ambito del regime sanzionatorio dell’Unione, l’imposizione di dazi all’importazione non incide in alcun modo sugli acquisti, sul trasporto o sulla fornitura di servizi accessori quali il finanziamento, l’assicurazione o il trasporto. Ciò significa che l’aumento delle tariffe proposto continuerà a consentire:

  • il transito senza ostacoli attraverso l’UE;
  • la libertà di acquisto e vendita di cereali russi;
  • il magazzinaggio nei depositi doganali dell’UE;
  • il trasporto su navi dell’UE; e
  • la prestazione di servizi assicurativi e finanziari per il commercio di cereali russi.

È importante sottolineare che i dazi proposti non incideranno pertanto sulla sicurezza alimentare mondiale, in particolare per i paesi in via di sviluppo. Al contrario, si prevede che essi creeranno un incentivo per la Russia a esportare verso mercati non UE, compresi i paesi in via di sviluppo.

Quali sono gli ultimi dati agro-commerciali disponibili per le esportazioni agricole russe verso l’UE? Come si situano rispetto alle importazioni complessive dell’UE?

Nel 2023 la Russia ha esportato nell’UE 4,2 milioni di tonnellate di cereali, semi oleosi e prodotti derivati, per un valore di 1,3 miliardi di EUR.

La Bielorussia che esporta nell’UE quantità limitate di cereali, semi oleosi e prodotti derivati, nel 2023 ne ha esportate 610 000 tonnellate per un valore di 246 milioni di EUR.

Considerando tutti i partner commerciali, nel 2023 l’UE ha importato 37,2 milioni di tonnellate di cereali e 39,1 milioni di tonnellate di prodotti a base di semi oleosi, mentre nel 2021 queste erano rispettivamente 21,7 e 39,6 milioni di tonnellate. I prezzi di tali prodotti nell’UE registrano una notevole progressiva diminuzione dal secondo semestre del 2022, quando i prezzi avevano raggiunto livelli record a causa della crisi alimentare causata dall’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina.

Occorre comunque notare che nel quadro generale della fornitura di questi prodotti nell’Ue le importazioni rimangono un elemento piuttosto esiguo, dal momento che annualmente 300 milioni di tonnellate di cereali, ossia la stragrande maggioranza, provengono da fornitori interni.

Si prevede un aumento delle importazioni di queste merci dall’Ucraina?

Le misure proposte comporterebbero una riduzione delle importazioni UE di cereali dalla Russia e dalla Bielorussia di quasi 5 milioni di tonnellate all’anno. Questa riduzione negli approvvigionamenti sarà parzialmente compensata dalla produzione interna dell’UE e, pertanto, andrà a vantaggio degli agricoltori dell’UE che potranno vendere nell’UE.  Si prevede inoltre che un’altra compensazione parziale verrà dalle importazioni dai paesi terzi che tradizionalmente riforniscono il mercato dell’UE, come gli Stati Uniti, il Brasile, l’Ucraina, la Serbia o l’Argentina.

Perché non avete proposto un aumento dei dazi sui cereali russi in precedenza?

Il mutare delle circostanze e un cambiamento dei rischi percepiti richiedono un adeguamento della politica dell’UE. Vi è ora un rischio più elevato che la Russia utilizzi le sue esportazioni di prodotti a base di cereali per creare perturbazioni nel mercato dell’UE. Poiché l’eccedenza di cereali della Russia aumenta, in parte a causa dei cereali ucraini sequestrati illegalmente, e la capacità del paese di vendere sui mercati mondiali è stata influenzata negativamente dal graduale ritorno dell’Ucraina all’accesso a tali mercati, vi è un rischio maggiore che il mercato dell’UE possa diventare una destinazione per le crescenti eccedenze russe.  

In particolare la comunità agricola dell’UE si è detta preoccupata per il rischio di destabilizzazione del mercato, preoccupazione condivisa da un numero crescente di Stati membri dell’UE.

L’Unione europea ha imposto ampie sanzioni nei confronti della Russia subito dopo l’inizio della sua invasione su vasta scala dell’Ucraina, ma finora i prodotti agroalimentari non sono stati oggetto di sanzioni.

Infatti, per sostenere la sicurezza alimentare globale, l’UE ha fatto in modo di garantire che le sue misure restrittive non incidessero sulla capacità della Russia di fornire al mondo i prodotti a base di cereali necessari, anche mediante operazioni commerciali che riguardano cereali russi e che iniziano o transitano nel territorio dell’UE.

Tale capacità non sarà pregiudicata dall’imposizione di dazi proposta.

Perché anche la Bielorussia è interessata da tali dazi?

La Bielorussia intrattiene legami politici ed economici molto forti con la Russia e sostiene anche militarmente la sua invasione dell’Ucraina. Non includere la Bielorussia nell’aumento dei dazi proposto nei confronti della Russia potrebbe far sì che la Russia utilizzi la Bielorussia per inviare le sue merci sul mercato dell’UE eludendo i dazi dell’UE.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA 

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