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Domande e risposte sul pacchetto europeo per l’energia eolica

 

Perché la Commissione presenta una nuova iniziativa a sostegno del settore eolico?

La situazione attuale del settore dell’energia eolica europeo richiede un’azione immediata da parte della Commissione in stretta collaborazione con gli Stati membri e le imprese. Ad oggi nell’UE sono stati installati oltre 200 GW di energia eolica, di cui 16 GW offshore, che nel 2022 hanno fornito il 16% dell’energia elettrica complessivamente prodotta nel territorio. La maggior parte delle attrezzature necessarie è stata consegnata da produttori europei, che sono anche importanti attori sulla scena mondiale. Tuttavia attualmente il settore fatica a essere redditizio e competitivo.

Come affermato dalla presidente von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione di settembre, pur rappresentando un successo europeo, il settore eolico si trova attualmente a far fronte a una combinazione unica di sfide che ne ha rallentato lo sviluppo.

In particolare gli impianti di produzione sono sottoutilizzati a causa della lenta diffusione dell’energia eolica e della difficoltà di prevedere con precisione la domanda di turbine eoliche nell’UE. Il divario tra gli obiettivi per il 2030 e l’effettiva diffusione, dovuto principalmente alla complessità e alla lentezza delle procedure di autorizzazione, crea uno stato di incertezza per i fabbricanti, rendendo più difficile la pianificazione della produzione e degli investimenti.

In secondo luogo, le difficoltà di accesso alle materie prime, l’elevata inflazione e le variazioni dei prezzi delle materie prime, insieme all’aumento dei tassi di interesse e al limitato accesso ai finanziamenti, hanno eroso la situazione finanziaria dei produttori. A ciò si aggiunge il fatto che la progettazione di gare d’appalto nazionali per sostenere le energie rinnovabili si basa quasi esclusivamente sui prezzi, ma non premia adeguatamente gli elevati standard ambientali e sociali dei prodotti europei. Le offerte negative senza tetti massimi e le sanzioni insufficienti in caso di mancata esecuzione possono poi mettere a repentaglio la piena e tempestiva realizzazione dei progetti.

Inoltre la pressione esercitata da concorrenti internazionali come la Cina rappresenta una sfida crescente per la produzione del settore eolico dell’UE. Alcune di queste imprese non europee beneficiano di vantaggi specifici legati alla loro integrazione verticale, alla loro posizione dominante sul mercato nazionale o a condizioni finanziarie attraenti. Se da un lato la concorrenza stimola l’innovazione e il miglioramento dei prodotti, dall’altro una disparità di condizioni potrebbe ripercuotersi negativamente sui produttori di impianti eolici dell’UE e persino ridurne la competitività. La carenza di lavoratori qualificati nel settore della produzione eolica, come gli operatori di navi, gru o ascensori pesanti, rischia infine di ostacolare il necessario aumento della capacità produttiva europea.

Negli ultimi anni, in particolare nel 2022, tutti i maggiori produttori europei di turbine eoliche hanno registrato perdite di esercizio significative. Inoltre, sebbene nel 2022 siano stati installati 16 GW (un aumento record del 47% rispetto al 2021), questa cifra è ben al di sotto dei 37 GW all’anno necessari per conseguire il contributo previsto dell’energia eolica all’obiettivo dell’UE per il 2030 in materia di energie rinnovabili, che a seguito della revisione del pacchetto “Pronti per il 55%” è ora salito al 42,5% con l’ambizione di raggiungere il 45%.

La situazione descritta impone un intervento immediato – ragion per cui la Commissione ha elaborato questo pacchetto, che comprende un piano d’azione europeo per l’energia eolica e una comunicazione sulla realizzazione degli obiettivi dell’UE in materia di energie rinnovabili offshore.

In che modo la Commissione intende accelerare la diffusione dell’energia eolica nell’UE?

Nell’ambito del Green Deal europeo, la Commissione ha promosso diverse iniziative legislative volte ad affrontare la questione della lentezza delle procedure di autorizzazione per i progetti nel settore delle energie rinnovabili, in particolare la revisione del regolamento TEN-E, la revisione della direttiva sulle energie rinnovabili e l’adozione di norme di emergenza in materia di autorizzazioni durante la crisi energetica del 2022. Ha inoltre presentato la normativa sull’industria a zero emissioni nette per accelerare il rilascio di autorizzazioni per i progetti di produzione di tecnologie a zero emissioni nette.

Questo piano d’azione mira ad attuare rapidamente la normativa che sta entrando in vigore, per garantire che produca risultati concreti e che gli obiettivi siano raggiunti. Con il pacchetto per l’eolico stiamo moltiplicando gli sforzi per accelerare la diffusione di queste tecnologie grazie a una maggiore prevedibilità e a procedure di autorizzazione più rapide. In particolare, nell’ambito della nuova iniziativa “Accele-RES”, la Commissione sosterrà gli Stati membri nell’attuazione rapida delle disposizioni in materia di autorizzazioni della direttiva riveduta sulle energie rinnovabili, ponendo un forte accento sulla digitalizzazione. Sosterrà inoltre finanziariamente la formazione delle autorità nazionali preposte al rilascio delle autorizzazioni e fornirà raccomandazioni e orientamenti aggiornati agli Stati membri in materia, senza tralasciare la designazione di zone di accelerazione per le energie rinnovabili.

Nell’ambito del piano d’azione, gli Stati membri dovrebbero aumentare la visibilità della riserva di progetti eolici attraverso impegni per l’eolico e la pubblicazione sia dei calendari delle aste a medio termine che dei piani a lungo termine per la diffusione delle energie rinnovabili. La Commissione lavorerà inoltre in stretta collaborazione con gli Stati membri per migliorare la progettazione delle aste, che inviano segnali di investimento all’intera catena del valore e sono fondamentali per garantire la redditività del settore. In particolare gli Stati membri saranno incoraggiati a includere criteri oggettivi e non discriminatori relativi, tra l’altro, alla cibersicurezza e alla residenza dei dati, alla sostenibilità e alla tutela dei bacini marittimi, oltre a misure per massimizzare il tasso di realizzazione dei progetti. In seguito a un dialogo con le autorità nazionali e le imprese del settore eolico, entro la fine di marzo 2024 la Commissione presenterà raccomandazioni e orientamenti. Infine aumenterà il ricorso agli appalti strategici nel contesto del Global Gateway così da garantire che i progetti siano realizzati nel rispetto di elevati standard ambientali, sociali e di governance e offrire ai contraenti e ai produttori che rispondono a tali standard un modello economico valido.

Le nuove misure destinate al settore offshore sono inoltre trattate in una comunicazione specifica. Gli Stati membri puntano ora a installare 111 GW di capacità di produzione di energia rinnovabile offshore entro il 2030, un obiettivo quasi doppio rispetto quello iniziale di almeno 60 GW stabilito nella strategia dell’UE sulle energie rinnovabili offshore del 2020. Per aumentare la diffusione dell’energia eolica offshore e dell’energia oceanica occorre una cooperazione regionale rafforzata, in particolare per quanto riguarda le reti offshore e i progetti transfrontalieri in materia di energie rinnovabili. La Commissione offrirà sostegno tramite orientamenti sull’analisi costi-benefici e sulla ripartizione dei costi per favorire la certezza per gli investitori e garantire un approccio regionale alla pianificazione dello spazio marittimo. Ciò deve essere compatibile con le altre attività economiche marine oltre che con gli obiettivi ambientali e di protezione e ripristino della natura in mare.  La Commissione affronterà inoltre il ruolo dei porti come elemento chiave nella catena di approvvigionamento energetico offshore, avvalendosi tra l’altro di uno studio volto a esaminare la capacità dei porti di sostenere la rapida diffusione dell’energia eolica offshore mediante la mappatura, la classificazione e la definizione di priorità relativamente alle esigenze in termini di infrastrutture portuali per lo sviluppo dell’energia eolica offshore.

In che modo il piano d’azione migliorerà l’accesso ai finanziamenti per il settore?

Il difficile contesto inflazionistico e dei tassi di interesse in generale, che colpisce in particolar modo il settore delle materie prime, nonché la frequente necessità di fornire garanzie iniziali per garantire i contratti rendono più difficoltoso per il settore della produzione eolica accedere ai finanziamenti a condizioni favorevoli.

Per far fronte a questo problema, la Commissione agevolerà l’accesso al finanziamento dell’UE per il settore, anche ampliando la possibilità di sostegno alla produzione di tecnologie per l’energia eolica nell’ambito del Fondo per l’innovazione, del piano strategico riveduto per le tecnologie energetiche (piano SET) e della nuova piattaforma “Tecnologie strategiche per l’Europa” (STEP). Per quanto riguarda il Fondo per l’innovazione, in particolare, la Commissione raddoppierà il bilancio per finanziare progetti di produzione di tecnologie pulite portandolo a 1,4 miliardi di €, includendo i progetti per la produzione di turbine eoliche e dei loro componenti nel prossimo invito a presentare proposte.

Secondariamente, entro la fine dell’anno la Banca europea per gli investimenti varerà un meccanismo di garanzia specifico per le esposizioni creditizie delle banche commerciali verso i principali fornitori del settore eolico. In terzo luogo, gli Stati membri possono sfruttare appieno le opportunità offerte dalle norme del quadro temporaneo di crisi e transizione per gli aiuti di Stato a sostegno della produzione eolica nell’UE.

La Commissione consoliderà infine il dialogo in corso con i portatori di interessi, in particolare gli investitori di capitale a lungo termine, nel contesto del dialogo con gli investitori, al fine di individuare soluzioni per rendere il settore eolico dell’UE più competitivo nell’attrarre investimenti a livello mondiale.

In che modo la Commissione intende garantire che il settore eolico operi in un contesto internazionale improntato alla concorrenza leale?

Negli ultimi anni la concorrenza a livello mondiale nel settore della produzione eolica è aumentata, in particolare con il ruolo crescente delle imprese cinesi nel loro mercato interno e non solo. La pressione della concorrenza può contribuire a rafforzare il settore eolico europeo, ma deve avvenire in condizioni di parità.

Per garantire che il settore eolico operi in un contesto internazionale improntato alla concorrenza leale, la Commissione, in stretta cooperazione con gli Stati membri e l’industria, farà pieno uso degli strumenti a sua disposizione, compresi gli strumenti di difesa commerciale e lo strumento per gli appalti internazionali, al fine di garantire parità di condizioni e agevolare l’accesso dei produttori dell’UE ai mercati esteri. In stretta collaborazione con le autorità nazionali, la Commissione garantirà inoltre la vigilanza per contrastare gli investimenti esteri diretti che minacciano la sicurezza e l’ordine pubblico.

Continueremo ad avvalerci degli accordi commerciali per rafforzare la competitività dell’industria eolica dell’UE, prestando particolare attenzione alle esigenze del settore nei negoziati in corso per nuovi accordi, e promuoveremo nel contempo l’adozione di norme UE e internazionali per il settore, anche attraverso il forum di alto livello sulla normazione europea. Le norme sono uno strumento fondamentale per garantire l’interoperabilità, ridurre i costi e accelerare la diffusione sul mercato delle tecnologie dell’energia eolica onshore e offshore.

In che modo la Commissione può contribuire a garantire che il settore disponga della necessaria manodopera qualificata?

Con l’aumento previsto della diffusione dell’energia eolica e delle corrispondenti capacità di produzione in Europa, dobbiamo garantire che nell’UE vi sia un numero sufficiente di lavoratori con le giuste competenze. Negli ultimi due anni la Commissione ha sostenuto la creazione di partenariati su vasta scala per le competenze per l’ecosistema industriale delle energie rinnovabili nell’ambito del patto per le competenze. La Commissione incoraggia questi partenariati a elaborare progetti che sostengano lo sviluppo delle competenze nel settore delle energie rinnovabili. Questa iniziativa è integrata dalla proposta di istituire programmi di formazione specifici attraverso accademie dell’industria a zero emissioni nette, che fa parte della normativa sull’industria a zero emissioni nette all’esame dei colegislatori.

Qual è il ruolo delle energie rinnovabili offshore nel conseguimento degli obiettivi climatici dell’UE e in che modo la Commissione intende promuoverle? 

Le energie rinnovabili offshore saranno fondamentali per conseguire gli obiettivi in materia di clima ed energia per il 2030 e il 2050, nonché per ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. La maggior parte della capacità supplementare proverrà dall’eolico, ma prevediamo anche di raggiungere 1 GW di capacità installata dall’energia oceanica entro il 2030.

All’inizio di quest’anno i paesi dell’UE hanno concordato nuovi obiettivi a lungo termine per la diffusione delle energie rinnovabili offshore con l’ambizione di raggiungere 111 GW di capacità complessiva di generazione entro il 2030, ossia quasi il doppio rispetto all’obiettivo di almeno 60 GW stabilito nella strategia dell’UE per le energie rinnovabili offshore del 2020. Entro il 2050 dovrebbe essere installata una capacità superiore a 300 GW da energie rinnovabili offshore. Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi, la diffusione delle energie rinnovabili offshore deve accelerare in modo significativo, e grossomodo decuplicare, passando da 1,2 GW installati nel 2022 a una media di 12 GW all’anno da qui al 2030.

La Commissione sta pertanto intensificando gli interventi a sostegno del settore. In primo luogo promuoverà la cooperazione regionale in materia di pianificazione delle infrastrutture e dello spazio marittimo, anche in relazione alla pubblicazione di aste per le energie rinnovabili offshore e fornendo orientamenti per un’analisi specifica costi-benefici e una ripartizione dei costi per i progetti di rete offshore. Rafforzerà inoltre il sostegno alle autorità nazionali nell’attuazione delle disposizioni aggiornate in materia di autorizzazioni a norma del regolamento TEN-E e della direttiva sulle energie rinnovabili, e cercherà di mobilitare gli Stati membri per piani regionali di monitoraggio delle infrastrutture offshore nel contesto degli sforzi volti a rafforzare la resilienza delle infrastrutture energetiche critiche.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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