Perché la Commissione propone la legge sugli appalti pubblici?
Le autorità pubbliche dell’UE spendono circa 2 600 miliardi di euro (15% del PIL) all’anno per gli appalti pubblici. Ciò rende le norme in materia di appalti pubblici fondamentali per garantire che i fondi pubblici siano investiti in modo efficiente, in linea con i più ampi obiettivi politici dell’Unione.
Dalla valutazione della Commissione europea delle norme in materia di appalti è emerso che queste presentano carenze significative, tra cui elevati oneri amministrativi, incertezza giuridica e un uso strategico limitato degli appalti, che rispecchiano conclusioni analoghe della Corte dei conti europea.
Pertanto, la Commissione presenta oggi una nuova legge sugli appalti pubblici per rendere gli appalti pubblici uno strumento di investimento più efficiente e affrontare le carenze delle norme attuali. La nuova legge garantirà un miglior rapporto qualità/prezzo e promuoverà obiettivi strategici, tra cui l’integrazione del mercato unico, l’autonomia economica, la sicurezza, la sostenibilità sociale ed ecologica e l’innovazione. La legge riflette inoltre il ruolo centrale degli appalti pubblici evidenziato dalle relazioni di Mario Draghi ed Enrico Letta, che la identificano come uno strumento strategico per rafforzare la base industriale dell’Unione, sostenere l’innovazione e le transizioni pulita e digitale e rafforzare la sicurezza economica e l’autonomia strategica.
In che modo le nuove norme sostengono investimenti pubblici efficaci?
Per rendere gli appalti pubblici uno strumento di investimento più efficace, la proposta semplifica le procedure per gli acquirenti pubblici e le imprese, consentendo loro di concentrarsi sui risultati piuttosto che sull’amministrazione.
Uno strumento fondamentale è il nuovo mercato digitale degli appalti, uno sportello unico che collega acquirenti pubblici e imprese in tutta l’UE. Agevolando l’accesso e la partecipazione alle procedure di appalto, dovrebbe stimolare la concorrenza e quindi migliorare la qualità. Le nuove norme consentono agli acquirenti pubblici di porre maggiormente l’accento sulla qualità nell’aggiudicazione dei contratti, contribuendo a garantire che gli appalti offrano benefici ambientali, sociali, di sicurezza e di protezione più ampi, in linea con gli obiettivi strategici dell’Unione.
In che modo la legge semplifica il quadro giuridico in materia di appalti?
La nuova legge sugli appalti pubblici semplifica il quadro giuridico esistente in materia di appalti.
In primo luogo, sostituisce tre direttive vigenti in materia di appalti pubblici con un unico regolamento. Ciò crea un quadro semplificato, coerente e armonizzato, riducendo la frammentazione, limitando la sovraregolamentazione e aumentando la certezza del diritto. Un corpus unico di norme crea norme giuridiche e garanzie procedurali comuni, consentendo nel contempo agli acquirenti pubblici una maggiore libertà di soddisfare le loro esigenze.
La nuova legge consolida le disposizioni in materia di appalti contenute in atti giuridici settoriali, stabilendo una serie di norme in materia di appalti pubblici. Ciò comprende norme orizzontali su “come acquistare” (come i motivi di esclusione per la partecipazione delle imprese) e disposizioni su “cosa acquistare” da atti settoriali specifici (come l’efficienza energetica o la circolarità), nonché poteri conferiti in atti settoriali che consentono alla Commissione di adottare requisiti specifici in materia di appalti.
Le procedure e le condizioni radicalmente semplificate per il loro utilizzo consentiranno agli acquirenti pubblici di risparmiare tempo e risorse preziose e di ottenere un miglior rapporto qualità-prezzo.
Quali semplificazioni apportano le nuove norme agli acquirenti pubblici?
Le nuove norme consentono agli acquirenti pubblici una maggiore flessibilità nel modo in cui conducono i loro appalti, consentendo loro di scegliere quale procedura di appalto utilizzare. Le norme chiariscono le situazioni in cui è possibile ricorrere all’aggiudicazione diretta, in particolare per le emergenze e le crisi, e le modalità di attuazione degli aspetti relativi alla sicurezza.
In base alle nuove norme, gli acquirenti pubblici avranno maggiore flessibilità per negoziare i contratti in tutte le procedure di appalto, se lo desiderano. Gli acquirenti pubblici sono inoltre liberi di scegliere per ogni singola procedura di appalto i criteri di qualità in base al nuovo principio di aggiudicazione della valutazione della qualità del miglior prezzo che ritengono più adatti a soddisfare le esigenze del loro appalto.
I contratti interni e la cooperazione pubblico-pubblico rimangono completamente esclusi dall’ambito di applicazione delle norme in materia di appalti pubblici. Quando gli enti locali e regionali condivideranno le proprie risorse, anche solo a titolo oneroso, in futuro saranno esclusi dalle norme al fine di ridurre gli oneri amministrativi e agevolare la cooperazione.
Cos’è il nuovo Digital Marketplace?
La Commissione propone di creare, insieme agli Stati membri, un mercato digitale a livello europeo per semplificare le procedure di appalto in tutto il mercato unico. Questo sportello unico agevolerà l’accesso delle imprese alle procedure di appalto e semplificherà il processo per gli acquirenti pubblici. Il mercato consentirà agli acquirenti pubblici di effettuare controlli di ammissibilità automatizzati sulle imprese e di utilizzare dati integrati per garantire la trasparenza e la responsabilità, utilizzando nel contempo gli appalti in modo più strategico. Ad esempio, gli acquirenti saranno in grado di determinare quali imprese e beni di paesi terzi hanno accesso ai mercati degli appalti dell’UE alle stesse condizioni delle imprese e dei prodotti dell’UE, facilitando la sicurezza economica e le considerazioni sulle preferenze europee.
Il mercato degli appalti digitali istituirà una rete di sistemi interoperabili collegando le piattaforme nazionali o locali esistenti per gli appalti elettronici, riducendo in tal modo la frammentazione esistente. A tal fine, la Commissione e gli Stati membri elaboreranno norme comuni. Le stime della Commissione mostrano che il mercato degli appalti digitali potrebbe generare risparmi annuali ricorrenti pari a 220 milioni di EUR per gli acquirenti pubblici (4 700 EUR per acquirente pubblico o 700 EUR per procedura).
Perché le nuove norme fanno del miglior rapporto qualità/prezzo il metodo standard per l’aggiudicazione degli appalti?
La legge sugli appalti pubblici propone un nuovo approccio per l’aggiudicazione degli appalti pubblici, ponendo maggiormente l’accento sul beneficio pubblico a lungo termine piuttosto che concentrarsi solo sul costo iniziale più basso. Come regola generale, gli acquirenti pubblici dovrebbero prendere in considerazione le offerte sulla base di criteri sia di prezzo che di qualità e aggiudicare gli appalti di conseguenza. Tali criteri di qualità possono includere caratteristiche tecniche e pregi funzionali del prodotto o del servizio acquistato, nonché considerazioni ambientali, sociali o di sicurezza. Ciò contribuirà a rendere più efficiente la spesa pubblica e a promuovere gli obiettivi strategici dell’Unione.
Nell’aggiudicazione degli appalti, i criteri di qualità dovrebbero avere una ponderazione minima del 30 % (o del 50 % per gli appalti ad alta intensità di lavoro). Tuttavia, gli acquirenti pubblici sono autorizzati ad aggiudicare un appalto unicamente in base al prezzo, se la qualità dei lavori, delle forniture o dei servizi oggetto dell’appalto può essere sufficientemente garantita mediante specifiche o condizioni per l’esecuzione dell’appalto. Le norme offrono agli acquirenti pubblici ampia flessibilità e discrezionalità nella scelta di criteri di qualità adeguati in base alle esigenze di ciascun contratto.
In che modo le PMI beneficiano delle nuove norme in materia di appalti?
Le misure di semplificazione sopra descritte promuoveranno la partecipazione delle PMI alle procedure di appalto. Le nuove norme comporteranno una riduzione degli oneri amministrativi per le piccole imprese, in particolare grazie al nuovo mercato digitale in cui le PMI dovranno inserire i loro dati essenziali una sola volta. Gli acquirenti pubblici dovranno valutare attivamente la possibilità di suddividere i contratti in lotti più piccoli per facilitare la partecipazione delle PMI agli appalti. La nuova legge comprende inoltre disposizioni che facilitano la costituzione e la partecipazione di consorzi o gruppi e sugli obblighi di pagamento rapido lungo la catena di approvvigionamento, che dovrebbero andare specificamente a vantaggio delle PMI.
In che modo la proposta facilita le considerazioni ambientali e sociali?
La legge sugli appalti pubblici individua obiettivi ambientali, climatici e sociali ai quali gli appalti pubblici possono contribuire, garantendo la certezza del diritto per la loro integrazione nelle procedure di appalto. Uno strumento fondamentale consiste nel rendere standard il rapporto qualità-prezzo per l’aggiudicazione degli appalti, facilitando l’integrazione di considerazioni ambientali e sociali. La legge chiarisce inoltre come applicare tali considerazioni durante l’intera procedura di appalto, in linea con i principi generali, ad esempio collegandoli all’oggetto del contratto di appalto.
Per quanto riguarda le considerazioni ambientali, la legge incoraggia l’uso di etichette, in particolare il marchio Ecolabel UE, il sistema dell’UE per l’eccellenza ambientale. Un uso più ampio dovrebbe facilitare la valutazione delle offerte e ridurre la frammentazione del mercato interno.
Per promuovere l’approvvigionamento socialmente responsabile, viene fissata una soglia di qualità superiore di almeno il 50% dei criteri di aggiudicazione di qualità per i contratti ad alta intensità di lavoro. La legge specifica inoltre che le condizioni di lavoro che interessano i lavoratori coinvolti nell’esecuzione di un appalto pubblico sono considerate legate al suo oggetto, consentendo agli acquirenti pubblici di premiare condizioni di lavoro eque e posti di lavoro di alta qualità. La legge riconosce l’importanza del subappalto, ma vieta il subappalto di interi contratti senza contributo di valore proprio e introduce una maggiore trasparenza. Essa mantiene disposizioni sugli obblighi di accessibilità, riservando i contratti a determinate organizzazioni e regimi speciali per i contratti di servizi sociali, sanitari ed educativi.
In che modo la proposta sostiene l’innovazione?
Gli appalti pubblici sono una leva fondamentale per l’innovazione. La legge sugli appalti pubblici introduce una procedura di innovazione riformata e semplificata per l’acquisto di beni, servizi e lavori innovativi. Integra la procedura di appalto per i contratti relativi esclusivamente ai servizi di R&Amp;D, esentati dalla legge sugli appalti pubblici e disciplinati dalla legge europea sull’innovazione (VIA), anch’essa adottata oggi. Contrariamente alla procedura prevista dalla VIA per gli appalti di servizi di R&Amp;D, la procedura di innovazione ai sensi della legge sugli appalti pubblici consente agli acquirenti pubblici di acquistare nell’ambito di una procedura sia i servizi di R&Amp;D che i beni, i servizi e i lavori risultanti. La procedura di innovazione è uno strumento versatile in grado di accogliere diverse sfide, come i concorsi di progettazione. Nel complesso, l’atto comprende diversi strumenti per promuovere la partecipazione delle imprese innovative agli appalti, anche chiarendo che nelle procedure di innovazione i diritti di proprietà intellettuale derivanti dalla procedura dovrebbero generalmente rimanere di competenza delle imprese che le sviluppano.
In che modo la legge affronta il ruolo degli appalti nel garantire la sicurezza e la resilienza?
In una situazione geopolitica sempre più tesa e in un’evoluzione della gamma di rischi che possono incidere sulla sicurezza, la resilienza e la preparazione dell’UE, gli appalti rappresentano uno strumento importante per garantire che il denaro pubblico sia speso in modi che non compromettano la sicurezza dei cittadini europei.
Per rafforzare la sicurezza e la sicurezza pubblica, la legge individua un’ampia gamma di rischi che possono incidere sugli acquisti pubblici di tecnologie e infrastrutture critiche, quali la possibilità di attacchi informatici, spionaggio, ingerenze straniere dannose o l’eccessiva dipendenza da fornitori con sede in paesi terzi.
Inoltre, obbliga gli acquirenti pubblici a prendere in considerazione tali rischi durante l’intera procedura di appalto, dalle fasi iniziali di pianificazione all’esecuzione del contratto. Se tali rischi dovessero concretizzarsi, le nuove norme doterebbero gli acquirenti pubblici di un ampio pacchetto di misure efficaci, quali l’esclusione degli offerenti o la risoluzione dei contratti.
Cosa significa “preferenza europea” per l’UE e per i paesi terzi?
L’atto proposto istituisce un nuovo quadro comune dell’UE per i meccanismi di preferenza europei, al fine di garantire che la spesa pubblica sostenga la sicurezza, la resilienza e la concorrenza leale dell’UE riducendo le dipendenze dannose, contrastando le pratiche sleali e rafforzando la capacità industriale europea.
Tale quadro orizzontale stabilisce le norme generali per i casi in cui la legislazione settoriale richiede l’applicazione della preferenza dell’UE o di altre restrizioni, salvo diversa disposizione. Più specificamente, chiarisce quali operatori e prodotti sono coperti dagli impegni internazionali dell’UE in materia di appalti, come l’accordo sugli appalti pubblici dell’OMC o i pertinenti accordi di libero scambio, e hanno pertanto pieno accesso ai mercati degli appalti dell’UE, e quelli che non lo sono. Uno strumento online dedicato della Commissione aiuterà gli acquirenti a determinare l’origine del fornitore e del prodotto e a individuare i requisiti applicabili. Gli acquirenti pubblici avranno quindi la possibilità di escludere le offerte provenienti da paesi terzi con i quali l’UE non ha impegni in materia di appalti internazionali.
La legge codifica inoltre la giurisprudenza esistente, confermando che gli acquirenti pubblici possono applicare i requisiti di preferenza europea agli operatori, ai prodotti o ai servizi non contemplati. Qualora gli interessi strategici dell’Unione lo richiedano, ad esempio in caso di minacce alla sicurezza economica o alla sicurezza dell’approvvigionamento, o qualora un partner commerciale non conceda l’accesso ai suoi mercati degli appalti agli operatori dell’UE nonostante un impegno giuridico in tal senso, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati che rendano obbligatori tali requisiti, in linea con gli obblighi giuridici internazionali dell’UE.
Quali sono i principali cambiamenti apportati dalla legge al regime delle concessioni?
La nuova legge sugli appalti pubblici integra le norme in materia di concessioni nel quadro generale degli appalti per allineare le norme e semplificare il regime giuridico, mantenendo nel contempo disposizioni specifiche per le concessioni, ove necessario per tenere debitamente conto delle loro specificità.
La legge mira a rafforzare la capacità degli acquirenti pubblici di progettare, attuare e applicare concessioni efficaci che siano al servizio dell’interesse pubblico, garantiscano trasparenza e concorrenza leale e offrano il miglior rapporto qualità/prezzo. Allo stesso tempo, mira a rispecchiare meglio le priorità dell’UE quali la resilienza, la sostenibilità, la sicurezza dell’approvvigionamento e l’autonomia tecnologica nella progettazione, nell’aggiudicazione e nel controllo delle concessioni.
Le nuove norme forniranno garanzie sufficienti contro la frode e la corruzione negli appalti pubblici?
Pur conferendo agli acquirenti pubblici maggiore discrezionalità e flessibilità, la proposta rafforza il monitoraggio, lo scambio di dati e la trasparenza per garantire la responsabilità. Il mercato digitale consentirà la raccolta integrata dei dati e il monitoraggio del ciclo di vita, dalla pianificazione all’esecuzione dei contratti. Ciò fornirà dati di migliore qualità per rafforzare le informazioni di mercato, informare l’elaborazione delle politiche e contribuire a prevenire e individuare frodi, corruzione, collusione e altre irregolarità. Nel complesso, la proposta sposta gli appalti da un approccio frammentato e pesante in termini di controllo verso un sistema più digitale, basato sui dati ed efficiente, con maggiore trasparenza e vigilanza.
La proposta richiede misure proporzionate per prevenire e combattere le frodi, i favoritismi, la collusione e i conflitti di interessi, compreso l’uso di strumenti quali Arachne+ (uno strumento di estrazione di dati e valutazione del rischio concepito per contribuire a individuare e prevenire le frodi, i conflitti di interessi e le irregolarità negli appalti) e dichiarazioni di integrità elettronica obbligatorie per le procedure ad alto rischio
FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA