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Domande e risposte sulla legge sul monitoraggio delle foreste

 

Perché abbiamo bisogno di una legislazione dell’UE in materia di monitoraggio delle foreste?

Le foreste europee sono sempre più sotto pressione a causa dei cambiamenti climatici, dell’impatto diretto o indiretto di attività umane non sostenibili e dei relativi cambiamenti d’uso del suolo. Pericoli quali incendi boschivi, focolai di parassiti, siccità e ondate di calore, che spesso si rafforzano a vicenda, causeranno probabilmente eventi catastrofici più frequenti e intensi che non si fermano alle frontiere nazionali. Tali pressioni compromettono la resilienza delle foreste e minacciano la capacità delle foreste di svolgere le loro diverse funzioni ambientali e socioeconomiche, compreso il loro ruolo di pozzi naturali di assorbimento del carbonio.

Le informazioni generali sullo stato delle foreste nell’UE sono frammentate. I dati sul loro valore ambientale, sociale ed economico, sulle pressioni cui devono far fronte e sui servizi ecosistemici che forniscono sono ampiamente eterogenei e incoerenti. I dati attualmente disponibili presentano lacune e sovrapposizioni e sono spesso forniti con notevole ritardo. Inoltre, anche i sistemi di monitoraggio avanzati mancano di copertura dei dati non forestali (ossia biodiversità e clima). In altre parole, l’UE non dispone di un sistema comune per la raccolta di dati forestali a lungo termine, accurati e comparabili. Ciò limita la capacità degli Stati membri, dei silvicoltori, dei gestori forestali e di altri portatori di interessi di prendere decisioni informate e di agire contro i fattori di stress e le minacce, anche per reagire in modo rapido ed efficiente al rischio di catastrofi.

Un sistema di monitoraggio completo, di elevata qualità e tempestivo che copra tutte le foreste e le altre superfici boschive nell’UE e garantisca la comparabilità dei dati contribuirebbe a contrastare tali minacce, a sostenere lo sviluppo rurale e la bioeconomia, a rispettare le norme e le politiche concordate dell’UE e a consentire l’adozione di nuovi modelli imprenditoriali quali il sequestro del carbonio nei suoli agricoli e i pagamenti per i servizi ecosistemici. Per migliorare la gestione dei rischi, l’adattamento e la ripresa post-catastrofe è particolarmente importante un monitoraggio sistematico delle foreste a livello di UE per individuare i pericoli, i rischi e i danni climatici ad alta risoluzione e frequenza.

Cosa propone la legge sul monitoraggio delle foreste?

Istituirà un sistema di monitoraggio completo e di alta qualità che garantisce dati standardizzati o armonizzati e copre tutte le foreste e gli altri terreni boschivi. Si baserà sugli insiemi di dati esistenti, sulle buone pratiche degli Stati membri e sul progresso tecnologico del telerilevamento, nonché sulla capacità dell’UE di fornire tali servizi.

Nello specifico, la legge sul monitoraggio delle foreste creerà:

  • Un sistema di mappatura e localizzazione delle unità forestali
  • Un quadro per la raccolta di dati sulle foreste, che combina:
    • Dati standardizzati, per i quali la Commissione assumerà il ruolo guida e fornirà un servizio efficace sotto il profilo dei costi, principalmente dall’osservazione della Terra (Copernicus)
    • Dati armonizzati, in gran parte provenienti dagli inventari forestali nazionali, comparabili in tutta Europa
  • Un quadro per la condivisione dei dati sulle foreste:

sia la Commissione che gli Stati membri pubblicheranno tali dati, anche nel sistema d’informazione forestale europeo (FISE).

Chi beneficerà della legislazione dell’UE in materia di monitoraggio delle foreste?

Per i responsabili politici, la nuova legge offrirà dati migliori e un migliore accesso alle informazioni, compresi dati più aggiornati, tra l’altro, su disturbi naturali, catastrofi forestali, capacità di assorbimento, condizione della biodiversità e bioeconomia in tutti gli Stati membri. Sulla base degli sforzi nazionali esistenti, il quadro offrirà dati e conoscenze migliori per il processo decisionale e l’attuazione delle politiche. Il quadro contribuirà a creare una governance integrata nel settore forestale, garantendo la cooperazione tra gli Stati membri e incoraggiandoli a istituire piani forestali a lungo termine, tenendo conto di tutte le pertinenti dimensioni strategiche e della multifunzionalità delle foreste.

I dati attuali mostrano che l’impatto dei futuri aumenti della temperatura su 32 specie arboree in Europa entro il 2100 dovrebbe ridurre del 27 % il valore dei terreni forestali europei a causa del previsto declino delle specie di valore economico. Un intervento strategico e informato oggi ridurrà questo declino.

I gestori forestali possono commercializzare i servizi ecosistemici forniti dalle loro foreste, come gli assorbimenti di carbonio, nell’ambito della certificazione dell’ UE per l’eliminazione del carbonio, sulla base di dati più credibili e accessibili, contribuendo ad aumentare il sequestro del carbonio nei suoli agricoli. Secondo la valutazione d’impatto che accompagna la proposta di regolamento, il valore economico del pozzo netto di assorbimento del carbonio della zona forestale dell’UE può essere stimato a 32.8 miliardi di EUR. I prodotti forestali e legnosi dell’UE eliminano attualmente circa 380 MtCO2 eq all’anno.

La legge sul monitoraggio rafforzerà la fornitura sostenibile di risorse e servizi forestali economici, sociali e culturali. Ad esempio, la fornitura di legname è stata stimata a circa 16 miliardi di EUR nel 2021 e il valore dei servizi ecosistemici normativi e culturali (ossia il controllo delle inondazioni, la depurazione delle acque e le attività ricreative, per i quali le foreste hanno contribuito maggiormente al valore totale delle attività ricreative basate sulla natura) è stato stimato a circa 57 miliardi di EUR.

Alle imprese attive nei servizi digitali, comprese le PMI, saranno offerte nuove opportunità basate su prodotti standardizzati/regolarizzati e sviluppando ulteriormente un mercato per gli strumenti di osservazione della Terra e monitoraggio aereo.

E gli inventari forestali nazionali esistenti?

La proposta si basa sui sistemi nazionali esistenti e non li sostituisce. Rafforza inoltre l’attuale sistema di informazione forestale per l’Europa (FISE). Integrerà, e non duplicherà, quanto già esiste a livello nazionale, nel pieno rispetto della sussidiarietà.

Il quadro si baserà sui sistemi di monitoraggio esistenti a livello nazionale e dell’UE e mira a ridurre l’onere di comunicazione gravante sulle amministrazioni nazionali applicando i principi della direttiva sull’apertura dei dati.

La legge comporterà costi aggiuntivi, restrizioni o burocrazia?

    Gli Stati membri saranno in grado di raccogliere dati armonizzati sulla base dei loro sistemi di raccolta dei dati esistenti, purché siano soddisfatti i requisiti di accuratezza dei dati. Gli Stati membri beneficeranno pertanto di una migliore comparabilità e coerenza in tutta l’UE, senza l’obbligo di modificare i loro metodi di monitoraggio, laddove esistenti.

La Commissione sosterrà inoltre gli Stati membri che necessitano di assistenza, tra l’altro, fornendo servizi di osservazione della Terra. Dati molto più dettagliati e frequenti possono essere disponibili grazie alle tecnologie più avanzate di osservazione della Terra, aprendo nel contempo la strada a notevoli riduzioni dei costi di monitoraggio. I servizi Copernicus saranno forniti gratuitamente dalla Commissione. Ciò ridurrà parte dei costi aggiuntivi a livello nazionale.

La proposta non introduce nuovi obblighi amministrativi diretti per le imprese, compresi i proprietari di foreste e i silvicoltori.

L’attuazione non comporterà inoltre notevoli costi aggiuntivi per gli Stati membri, molti dei quali dispongono già di sistemi e tecnologie di monitoraggio. Si prevede che alcuni avranno persino un vantaggio nel fornire tecnologie ed esperienze di monitoraggio ad altri Stati membri.

La legge imporrà ulteriori obblighi ai gestori forestali?

La proposta non disciplina la gestione delle foreste. L’iniziativa si concentra sui dati e sul monitoraggio, nonché sulla pianificazione forestale volontaria a lungo termine. Non interferirà con le scelte operative degli Stati membri in materia di gestione forestale, compresa la pianificazione.

Gli Stati membri dovranno presentare piani forestali alla Commissione?

Il quadro contribuirà a creare un approccio integrato alla pianificazione forestale incoraggiando gli Stati membri a elaborare piani forestali a lungo termine, tenendo conto di tutte le pertinenti dimensioni strategiche e sostenendo gli scambi e la cooperazione tra gli Stati membri.

Se gli Stati membri decidono di impegnarsi in un processo volontario di “piani integrati a lungo termine per le foreste”, tali piani sarebbero elaborati dalle autorità competenti degli Stati membri. Laddove tali piani esistano già, essi possono essere adattati in base agli elementi minimi proposti per i piani integrati a lungo termine. Esse non sarebbero soggette all’approvazione della Commissione.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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