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Domande e risposte sulla limitazione delle microplastiche aggiunte intenzionalmente

 

  1. In cosa consiste il divieto di microplastiche adottato oggi dalla Commissione?

La Commissione ha compiuto oggi un passo in avanti importante nella lotta all’inquinamento da microplastiche adottando misure che limitano l’aggiunta intenzionale di microplastiche a prodotti disciplinati dalla legislazione REACH dell’UE sulle sostanze chimiche.

Si stima che ogni anno nell’UE vengano rilasciate 42 000 tonnellate di microplastiche aggiunte intenzionalmente ai prodotti. Queste nuove norme impediranno il rilascio nell’ambiente di circa mezzo milione di tonnellate di microplastiche.

  1. Perché le microplastiche destano preoccupazione?

Una volta presenti nell’ambiente, le microplastiche non si biodegradano e non possono essere rimosse. Si accumulano negli animali, compresi pesci e molluschi, e di conseguenza possono essere assunte con il cibo dagli esseri umani.

Le microplastiche sono presenti negli ecosistemi marini, d’acqua dolce e terrestri, nonché negli alimenti e nell’acqua potabile. La loro continua dispersione nell’ambiente contribuisce all’inquinamento permanente dei nostri ecosistemi e delle nostre catene alimentari. Secondo studi di laboratorio, l’esposizione alle microplastiche è collegata a una serie di effetti (eco)tossici e fisici negativi sugli organismi viventi.

  1. Qual è l’obiettivo delle nuove norme?

Le nuove norme vietano la vendita di microplastiche in quanto tali e di prodotti contenenti microplastiche aggiunte intenzionalmente e che liberano microplastiche quando utilizzati. Fra i prodotti comuni interessati da questa restrizione vi sono cosmetici, detergenti e materiale da intaso per superfici sportive artificiali. I prodotti utilizzati nei siti industriali o che non rilasciano microplastiche durante il loro impiego sono esentati dal divieto di vendita, ma i relativi fabbricanti dovranno fornire istruzioni su come utilizzarli e smaltirli per evitare emissioni di microplastiche e indicare ogni anno le emissioni di microplastiche stimate.

  1. Quali prodotti contenenti microplastiche saranno interessati da questa restrizione?

La definizione di microplastiche alla base della restrizione ha un’ampia portata e comprende tutte le particelle di polimeri sintetici di dimensioni inferiori a cinque millimetri che siano organiche, insolubili e resistenti alla (bio)degradazione.

Tra i prodotti interessati contenenti microplastiche figurano:

  • il materiale granulare da intaso utilizzato per le superfici sportive artificiali, che costituisce la principale fonte di rilascio nell’ambiente di microplastiche aggiunte intenzionalmente. Il divieto si applica dopo 8 anni, per dare ai proprietari e ai responsabili degli impianti il tempo di adottare alternative e per fare in modo che la maggior parte degli impianti sportivi esistenti giunga al termine del proprio ciclo di vita;
  • cosmetici. Le microplastiche sono utilizzate nei cosmetici per molteplici scopi, quali l’esfoliazione o l’ottenimento di una specifica consistenza, fragranza o colore. Il divieto si applica immediatamente ai cosmetici contenenti micrograni, vale a dire perline di plastica utilizzate per l’esfoliazione. Si applica invece dopo 4-12 anni ad altri cosmetici, a seconda della complessità del prodotto, della necessità di riformulazione e della disponibilità di alternative adeguate.
  1. Quali prodotti NON sono inclusi nell’ambito di applicazione della restrizione?

Sono esentati dal divieto di vendita i seguenti prodotti:

  • prodotti che contengono microplastiche ma non ne rilasciano, oppure il cui rilascio può essere ridotto al minimo, come ad esempio materiali da costruzione;
  • prodotti utilizzati nei siti industriali;
  • prodotti già disciplinati da altre normative dell’UE, come medicinali, alimenti e mangimi.

Tali prodotti possono continuare ad essere venduti. I relativi fabbricanti dovranno comunicare ogni anno all’ECHA le emissioni stimate di microplastiche da tali prodotti. Dovranno inoltre fornire istruzioni su come utilizzare e smaltire i prodotti per evitare l’emissione di microplastiche.

I prodotti ai quali le microplastiche non sono aggiunte intenzionalmente ma vi si trovano al di là di atti intenzionali, ad esempio fanghi o compost, non rientrano nell’ambito di applicazione della restrizione.

  1. Quali sono le prove scientifiche che rendono necessaria questa restrizione?

Per affrontare il problema dell’inquinamento da microplastiche prevenendo nel contempo il rischio di frammentazione nel mercato unico, la Commissione ha chiesto all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) di valutare il rischio rappresentato dall’aggiunta intenzionale di microplastiche ai prodotti e l’eventuale necessità di un’ulteriore azione normativa a livello di UE. L’ECHA ha rilevato che le microplastiche aggiunte intenzionalmente a determinati prodotti sono rilasciate nell’ambiente in modo incontrollato, e ha raccomandato di limitarle.

I comitati scientifici dell’ECHA hanno analizzato e avallato la limitazione suggerita dall’ECHA delle microplastiche aggiunte intenzionalmente, formulando alcune raccomandazioni rivolte alla Commissione. La restrizione adottata dalla Commissione si basa sulle prove e sulle raccomandazioni dell’ECHA e dei relativi comitati scientifici.

  1. Quando si applicheranno le nuove norme?

Le prime misure inizieranno ad applicarsi tra 20 giorni, con l’entrata in vigore della restrizione. Nella maggior parte dei casi, però, il divieto di vendita si applicherà dopo un periodo transitorio più lungo, previsto per dare alle parti interessate il tempo di adeguarsi alle nuove norme e di individuare alternative.

Ad esempio, il divieto di vendita si applica immediatamente ai cosmetici contenenti micrograni (perline di plastica utilizzate per l’esfoliazione), in quanto il loro uso è già in fase di graduale eliminazione. Si applica immediatamente anche ai glitter sciolti di plastica.

Si applica invece dopo 4-12 anni ad altri cosmetici, a seconda della complessità del prodotto, della necessità di riformulazione e della disponibilità di alternative adeguate.

Per quanto riguarda il materiale da intaso per impianti sportivi, il divieto si applica dopo 8 anni, per dare ai proprietari e ai responsabili degli impianti il tempo di adottare alternative e per fare in modo che la maggior parte degli impianti sportivi esistenti giunga al termine del ciclo di vita.

  1. In che modo la Commissione sosterrà l’attuazione delle nuove norme?

Negli ultimi due anni la Commissione ha risposto a molte domande dei portatori di interessi e degli Stati membri per spiegare le norme previste e contribuire alla loro attuazione e applicazione.

Adesso la Commissione intende raccogliere tali risposte in un documento informale di domande e risposte che renderà disponibile sul suo sito web poco dopo l’entrata in vigore delle nuove norme, entro la fine del 2023.

  1. Nel corso della procedura sono stati consultati i portatori di interessi?

L’ECHA ha consultato complessivamente tre volte i portatori di interessi sul fascicolo concernente questa restrizione: con un invito a presentare contributi nel 2018 (marzo-maggio), con una consultazione sul fascicolo della restrizione in applicazione dell’allegato XV nel 2019 (maggio-settembre) e con una consultazione sul progetto di parere del comitato per l’analisi socioeconomica nel 2020 (luglio-agosto).

I portatori di interessi hanno trasmesso informazioni sulle conseguenze specifiche dell’eventuale restrizione per il settore di loro interesse e sul tempo necessario per disporre di alternative adeguate sul mercato dell’UE.

  1. Quali sono le implicazioni finanziarie di questa restrizione?

La Commissione ha estremamente a cuore la salute pubblica e la tutela dell’ambiente e si adopera per ridurre l’inquinamento da microplastiche. Al tempo stesso si impegna a legiferare meglio, e analizza attentamente tutte le conseguenze delle sue proposte, anche sulle imprese, prima di prendere qualsiasi decisione.

L’impatto della proposta di restrizione è stato stimato dall’ECHA e valutato dal comitato per l’analisi socioeconomica dell’ECHA tenendo conto anche del contributo dei portatori di interessi sugli elementi di prova disponibili.

I costi per tutti i portatori di interessi, l’industria, le società sportive e i comuni sono stati stimati in 19 miliardi di € per i prossimi 20 anni.

Il comitato per l’analisi socioeconomica dell’ECHA ha ritenuto i costi socioeconomici previsti della restrizione proporzionati ai benefici ambientali in termini di risparmio di emissioni di microplastiche nell’ambiente.

  1. Gli Stati membri e il Parlamento europeo sono stati coinvolti nella messa a punto di questa restrizione?

La Commissione ha redatto una proposta di restrizione basata sulle prove e sulle raccomandazioni dell’ECHA e dei relativi comitati scientifici. Il progetto di proposta è stato pubblicato sul registro Comitatologia alla fine di agosto del 2022 e notificato all’OMC.

È quindi stato discusso con gli Stati membri nell’ambito della procedura di comitato. Il comitato ha infine espresso, a maggioranza qualificata, parere positivo sulla proposta.

La proposta ha quindi superato lo scrutinio trimestrale del Parlamento europeo e del Consiglio prima di essere adottata dalla Commissione il 25 settembre 2023.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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