Skip links

Domande e risposte sulla modifica dello status di protezione del lupo ai sensi della convenzione di Berna

 

Perché la Commissione propone di modificare lo status di protezione del lupo ai sensi della convenzione di Berna?

Dopo una lunga storia di persecuzione deliberata che ha portato all’estinzione del lupo nella maggior parte dei paesi europei, la combinazione di una serie di cambiamenti ecologici, sociali e legislativi (protezione giuridica, abbandono dei terreni, rimboschimento naturale, aumento delle popolazioni di ungulati selvatici, cambiamento dell’atteggiamento dell’opinione pubblica nei confronti di questa specie) ha permesso al lupo di sopravvivere e di subire un rapido recupero della popolazione alla fine del 20º secolo e in particolare negli ultimi dieci o vent’anni.

Oggi la specie è presente in tutti i paesi dell’Europa continentale, con alcuni paesi che ospitano grandi popolazioni di oltre 1,000 esemplari. Le popolazioni di lupi sono notevolmente aumentate negli ultimi due decenni e continuano a mostrare tendenze generalmente positive. Inoltre, occupano territori sempre più vasti. La continua espansione ha portato a crescenti conflitti con le attività umane, in particolare per quanto riguarda i danni al bestiame causati dal lupo. La predazione ha raggiunto livelli importanti, interessando un numero sempre maggiore di regioni, sia all’interno degli Stati membri dell’UE che delle parti contraenti di Berna non appartenenti all’UE. La predazione del bestiame da parte dei lupi è la causa principale dei conflitti con gli esseri umani, insieme all’espansione della popolazione e dell’area di distribuzione della specie. Sebbene l’impatto sia modesto a livello dell’UE e i danni complessivi al bestiame appaiano tollerabili a livello nazionale, la loro concentrazione a livello locale comporta una forte pressione su determinate zone e regioni.

Qual è la procedura giuridica per le prossime fasi?

In quanto parte contraente della convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa (convenzione di Berna), l’UE può presentare proposte di emendamento al “comitato permanente della convenzione”, ad esempio con l’attuale proposta sul lupo e per quanto riguarda il suo status di protezione.

La proposta di decisione del Consiglio presentata dalla Commissione deve essere approvata a maggioranza qualificata degli Stati membri in sede di Consiglio per consentire che la proposta di emendamento sia presentata dall’Unione europea alla prossima riunione del comitato permanente della convenzione e sostenerla nella votazione.

La prossima riunione del comitato permanente e pertinente per la proposta presentata è la 44a riunione, prevista per la fine del 2024. Tuttavia, se ritenuto necessario, l’UE potrebbe chiedere anche una riunione precedente.

Quali sono le implicazioni per la legislazione dell’UE?

Qualsiasi futura decisione di abbassare lo status di protezione del lupo nella legislazione dell’UE sarà subordinata a una decisione adottata dal Consiglio sulla proposta della Commissione presentata oggi e, in una seconda fase, all’esito della pertinente riunione del comitato permanente della convenzione di Berna. L’UE potrebbe quindi decidere in merito a un’eventuale modifica mirata della direttiva Habitat dell’UE. Ciò richiederebbe un processo di codecisione, a partire da una proposta legislativa della Commissione.

Le misure di prevenzione dei dannisaranno ancora ammissibili nell’ambito della politica agricola comune? Sarebbe ancora possibile per le autorità nazionali indennizzare i danni al bestiame mediante aiuti di Stato?

Il fatto che il lupo possa essere una specie protetta, e non più una specie rigorosamente protetta, non modifica in alcun modo la possibilità di accedere ai fondi dell’UE per sostenere la coesistenza e l’attuazione di misure di prevenzione. Il lupo rimarrà una specie protetta ai sensi della legislazione dell’UE e internazionale e continuerà a sussistere l’obbligo di conseguire uno stato di conservazione soddisfacente. Lo stesso vale per le norme sui regimi nazionali di aiuti di Stato autorizzati volti a compensare gli agricoltori per qualsiasi perdita connessa agli attacchi del lupo.

In una lettera congiunta inviata dai commissari Sinkevičius e Wojciechowski a tutti i ministri dell’Agricoltura e dell’ambiente dell’UE nel novembre 2021, la Commissione ha sottolineato la disponibilità del sostegno dell’UE e la necessità che le autorità nazionali programmino misure preventive adeguate per aiutare gli allevatori ad affrontare le sfide poste dalla presenza del lupo e di altri grandi carnivori. Tale invito agli Stati membri rimane pienamente valido.

Nell’ambito dei piani strategici della PAC, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) può fornire sostegno per azioni e investimenti preventivi volti ad attenuare il rischio di danni causati dai grandi carnivori all’allevamento di bestiame, nonché per misure pertinenti in materia di trasferimento di conoscenze, formazione, consulenza e cooperazione tra gli attori rurali. Inoltre, i pagamenti per pratiche di pascolo rispettose dell’ambiente possono coprire i costi supplementari del lavoro nel quadro del premio per il mantenimento delle recinzioni protettive o i costi regolari relativi alla manutenzione dei cani da guardia e dei pastori.

15 Stati membri si avvalgono di queste possibilità e hanno incluso interventi mirati nei rispettivi piani strategici della PAC (Austria, Belgio, Finlandia, Bulgaria, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia).

Il programma LIFE può inoltre fornire sostegno per facilitare la coesistenza dell’allevamento e dei grandi carnivori ed è già stato ampiamente utilizzato a tal fine. Infine, le norme dell’UE in materia di aiuti di Stato consentono agli Stati membri di compensare fino al 100 % dei costi diretti e indiretti dei danni causati da specie protette. È inoltre possibile finanziare fino al 100 % degli investimenti preventivi.

È possibile cacciare una “specie protetta”?

Secondo la Convenzione di Berna e la direttiva Habitat dell’UE, se una specie è “protetta” (anziché “rigorosamente protetta”), la caccia può essere autorizzata tenendo conto della conservazione delle popolazioni. La caccia a tale specie deve essere attentamente regolamentata dagli Stati membri, in quanto essi sono ancora tenuti a garantire il conseguimento e il mantenimento di uno stato di conservazione soddisfacente per le popolazioni nelle loro regioni biogeografiche.

La proposta di ridurre la protezione dei lupi rispecchia le opinioni espresse dalla maggioranza delle persone che hanno partecipato alla raccolta di dati annunciata il 4 settembre 2023?

L’obiettivo dell’esercizio svolto tra il 4 e il 22 settembre non era quello di raccogliere pareri favorevoli o contrari alla rigorosa protezione del lupo nell’UE, ma di raccogliere dati pertinenti per contribuire all’analisi completa della situazione del lupo. L’ analisi approfondita contiene una panoramica dei contributi ricevuti durante la raccolta dei dati.

Come viene stabilito lo stato di conservazione del lupo nell’UE?

In primo luogo, il monitoraggio dei grandi carnivori è effettuato regolarmente dalle autorità nazionali, ai sensi dell’articolo 11 della direttiva habitat.

Per quanto riguarda le specie protette, le autorità nazionali valutano lo stato di conservazione sulla base di dati di monitoraggio sulla popolazione (dimensioni, tendenze e struttura), sull’area di distribuzione (superficie e tendenza), sull’habitat disponibile (quantità, tendenza e qualità) e sulle prospettive future (pressioni e minacce).

Ogni sei anni gli Stati membri comunicano i risultati alla Commissione, sulla base di una metodologia e formati comuni, elaborati (e regolarmente aggiornati) nell’ambito del pertinente gruppo di esperti.

Sulla base di tali dati, la Commissione, assistita dall’Agenzia europea dell’ambiente, effettua una valutazione dello stato di conservazione per regione biogeografica dell’UE.

L’ ultima relazione, pubblicata nel 2020, presenta i risultati del 3º ciclo di relazioni per il periodo 2013-2018. I prossimi dati saranno comunicati dagli Stati membri nel 2025 per la pubblicazione della relazione dell’UE nel 2026.

L’analisi approfondita pubblicata oggi dalla Commissione si basa sui dati più aggiornati disponibili, compresi i risultati di una raccolta di dati effettuata dalla Commissione nel settembre 2023.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Leave a comment