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Domande e risposte sulla normativa sull’industria a zero emissioni nette

  1. Cos’è la legge sull’industria a zero emissioni nette e come si ricollega agli obiettivi dell’UE in materia di energia e clima?

L’UE si è impegnata a conseguire la neutralità climatica entro il 2050. Questo obiettivo è al centro del Green Deal europeo e in linea con l’impegno dell’UE a favore di un’azione globale per il clima nel quadro dell’accordo di Parigi. La normativa sull’industria a zero emissioni nette mira ad aumentare la capacità di produzione dell’UE delle tecnologie necessarie per conseguire la neutralità climatica, tra cui pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, batterie, elettrolizzatori e tecnologie nucleari, comprese le componenti chiave di tali tecnologie, come le celle fotovoltaiche o le pale delle turbine eoliche. L’obiettivo è garantire che l’Unione possa trasformare la sua economia, mantenendo nel contempo l’autonomia strategica aperta dell’Unione, garantendo che i cittadini abbiano accesso a un’energia pulita, sicura e a prezzi accessibili ed evitando di creare nuove dipendenze. La legge sull’industria a zero emissioni nette è stata annunciata dalla presidente von der Leyen nell’ambito del piano industriale del Green Deal presentato nel febbraio 2023. Il piano illustra in che modo l’UE rafforzerà il suo vantaggio competitivo aumentando la capacità di produzione dell’UE per le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi climatici dell’UE. Oltre alla normativa sull’industria a zero emissioni nette, il piano industriale del Green Deal ha annunciato la normativa sulle materie prime critiche per garantire un accesso sufficiente a tali materie, come le terre rare, che sono essenziali per la fabbricazione di tecnologie chiave, e la riforma dell’assetto del mercato dell’energia elettrica, al fine di consentire ai consumatori di beneficiare dei minori costi delle energie rinnovabili. La normativa sulle materie prime critiche è entrata in vigore il 23 maggio 2024.

  1. In che modo la normativa sull’industria a zero emissioni nette rafforzerà la competitività dell’industria dell’UE?

L’obiettivo del regolamento è raggiungere almeno il 40 % del fabbisogno annuo di diffusione delle tecnologie a zero emissioni nette prodotte nell’UE entro il 2030.

La normativa sull’industria a zero emissioni nette semplifica il quadro normativo per attrarre investimenti e aumentare la produzione di tali tecnologie e contribuisce pertanto ad aumentare la competitività dell’industria delle tecnologie a zero emissioni nette in Europa.

Inoltre, le autorità pubbliche dovranno prendere in considerazione la sostenibilità, la resilienza, la cibersicurezza e altri criteri qualitativi nelle procedure di appalto per le tecnologie pulite, nelle aste per la diffusione delle energie rinnovabili e per altre forme di intervento pubblico.

Gli Stati membri potranno sostenere una serie di tecnologie a zero emissioni nette quali l’energia solare fotovoltaica, l’energia eolica, le pompe di calore, le tecnologie nucleari, le tecnologie dell’idrogeno, le batterie e le tecnologie di rete istituendo “progetti strategici” che beneficerebbero di uno status prioritario a livello nazionale, di tempi di autorizzazione più brevi, di procedure semplificate e di assistenza nell’accesso ai finanziamenti.

La creazione di valli di accelerazione a zero emissioni nette faciliterà ulteriormente la creazione di cluster di attività industriali a zero emissioni nette nell’UE.

La normativa sull’industria a zero emissioni nette comprende misure per investire nell’istruzione, nella formazione e nell’innovazione con l’istituzione di accademie dell’industria a zero emissioni nette per formare 100,000 lavoratori entro tre anni e sostenere il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali. Saranno istituiti spazi di sperimentazione normativa per testare tecnologie innovative a zero emissioni nette in condizioni normative flessibili. Infine, la piattaforma “Europa a zero emissioni nette ” fungerà da polo centrale di coordinamento, in cui la Commissione e i paesi dell’UE possono discutere e scambiare informazioni e raccogliere contributi dai portatori di interessi.

  1. Quali sono le tecnologie a zero emissioni nette contemplate?

La legge sostiene le seguenti tecnologie a zero emissioni nette:

tecnologie solari;

tecnologie eoliche onshore e rinnovabili offshore;

c) tecnologie delle batterie e dello stoccaggio dell’energia;

le pompe di calore e le tecnologie dell’energia geotermica;

e) tecnologie dell’idrogeno;

f) tecnologie sostenibili per il biogas e il biometano;

g) tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio;

h) tecnologie per le reti elettriche;

i) tecnologie per l’energia da fissione nucleare;

j) tecnologie per i combustibili alternativi sostenibili;

K) tecnologie idroelettriche;

le altre tecnologie per le energie rinnovabili;

m) tecnologie per l’efficienza energetica connesse al sistema energetico;

n) tecnologie per i combustibili rinnovabili di origine non biologica;

o) soluzioni biotecnologiche in materia di clima ed energia;

P) qualsiasi altra tecnologia industriale trasformativa per la decarbonizzazione;

q) tecnologie di trasporto e utilizzo di CO2;

R) la propulsione eolica e le tecnologie di propulsione elettrica per il trasporto; e

qualsiasi altra tecnologia nucleare.

In considerazione della necessità di aumentare la competitività in tutte le catene di approvvigionamento a zero emissioni nette, la normativa sull’industria a zero emissioni nette riguarda anche i fabbricanti di industrie ad alta intensità energetica come l’acciaio, le sostanze chimiche o il cemento che producono componenti utilizzati in tali tecnologie a zero emissioni nette e che investono nella decarbonizzazione.

  1. Cosa sono i progetti strategici per tecnologie a zero emissioni nette e come verranno finanziati?

La legge introduce il concetto di “progetti strategici per tecnologie a zero emissioni nette”, che sono progetti essenziali per migliorare e rafforzare la resilienza e l’autonomia dell’industria a zero emissioni nette dell’UE. Tali progetti possono essere proposti dai promotori dei progetti e saranno selezionati dallo Stato membro interessato in base al loro contributo all’aumento della capacità di produzione di (componenti) di tecnologie a zero emissioni nette laddove l’UE dipenda fortemente dalle importazioni da un unico paese terzo o in base al loro contributo alla competitività della catena di approvvigionamento dell’industria a zero emissioni nette dell’UE.

I progetti strategici per tecnologie a zero emissioni nette beneficiano di uno “status prioritario” a livello nazionale, che garantisce un trattamento amministrativo rapido e la più rapida autorizzazione possibile entro termini più brevi. Inoltre i progetti strategici per tecnologie a zero emissioni nette possono essere considerati di rilevante interesse pubblico. I promotori di progetti strategici per tecnologie a zero emissioni nette beneficeranno inoltre di un’ulteriore attenzione nell’ambito della piattaforma “Europa a zero emissioni nette”, anche per quanto riguarda la consulenza finanziaria. Inoltre, tali progetti dovrebbero essere trattati con urgenza, se necessario, in tutte le procedure giudiziarie e di risoluzione delle controversie, in linea con il diritto nazionale e dell’UE.

  1. Come sarà semplificato il processo di autorizzazione per tecnologie a zero emissioni nette?

Attualmente l’imprevedibilità, la complessità e, in alcuni casi, l’eccessiva durata delle procedure nazionali di rilascio delle autorizzazioni compromettono la pianificazione e la sicurezza degli investimenti necessari per uno sviluppo efficace dei progetti di produzione di tecnologie a zero emissioni nette nell’UE. Per aumentare l’efficienza e la trasparenza, la normativa sull’industria a zero emissioni nette imporrà pertanto agli Stati membri di istituire sportelli unici che fungano da punti di contatto unici per i promotori dei progetti entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge. Tali punti di contatto unici agevoleranno e coordineranno l’intera procedura di rilascio delle autorizzazioni e forniranno consulenza ai progetti per tecnologie a zero emissioni nette per quanto riguarda altre questioni importanti relative all’attrazione di investimenti e all’espansione dei progetti per tecnologie a zero emissioni nette nell’UE.

La normativa sull’industria a zero emissioni nette introduce limiti temporali vincolanti per gli Stati membri per l’intera procedura di rilascio delle autorizzazioni, a seconda dello status e delle dimensioni dei progetti:

  • Per i progetti strategici per tecnologie a zero emissioni nette: 9 mesi se la capacità produttiva annua è inferiore a 1 GW e 12 mesi se tale capacità è superiore a 1 GW o se la produzione non è misurata in GW.
  • Per altri progetti di produzione di tecnologie a zero emissioni nette: 12 mesi se la capacità produttiva annua è inferiore a 1 GW e 18 mesi se tale capacità è superiore a 1 GW o se la produzione non è misurata in GW.

Al fine di ridurre ulteriormente la burocrazia, la normativa sull’industria a zero emissioni nette garantisce che le autorità accettino tutti i documenti per via elettronica e che tengano conto degli studi pertinenti preesistenti e dei permessi per evitare duplicazioni. Consentirà inoltre ai promotori di progetti di accedere facilmente alle informazioni sulle procedure di risoluzione delle controversie.

Allo stesso tempo, le valutazioni e le autorizzazioni ambientali richieste dal diritto dell’UE, che costituiscono una garanzia essenziale contro gli impatti ambientali negativi, rimarranno parte integrante delle procedure di rilascio delle autorizzazioni.

  1. Quali sono le valli di accelerazione a zero emissioni nette e quali benefici apportano?

Gli Stati membri possono designare valli di accelerazione per tecnologie a zero emissioni nette per promuovere i cluster di attività industriali a zero emissioni nette. Queste valli di accelerazione a zero emissioni nette attireranno investimenti in aree in cui le infrastrutture e altre esigenze possono essere sfruttate tra gli attori industriali, razionalizzando ulteriormente le procedure amministrative attraverso i propri punti di contatto unici. Ai sensi della normativa sull’industria a zero emissioni nette, le autorità competenti dovranno effettuare valutazioni ambientali (ai sensi della direttiva sulla valutazione ambientale strategica e della direttiva Habitat) dell’area geografica, al fine di razionalizzare la successiva pianificazione dei singoli progetti.

Inoltre, le valli di accelerazione a zero emissioni nette e i progetti ivi ubicati possono essere considerati di rilevante interesse pubblico, indipendentemente dal fatto che si tratti di progetti strategici. Ciò significa che, se necessario, possono ottenere una valutazione semplificata per deroghe specifiche ai sensi della pertinente legislazione ambientale dell’Unione. Anche gli investimenti pubblici in queste valli di accelerazione a zero emissioni nette possono beneficiare dei tassi massimi di cofinanziamento nell’ambito del Fondo europeo di sviluppo regionale, del Fondo di coesione, del Fondo per una transizione giusta e del Fondo sociale europeo Plus.

  1. In che modo la legge incentiva l’acquisto di prodotti delle tecnologie a zero emissioni nette che sono sostenibili, sicuri e contribuiscono alla resilienza?

La normativa sull’industria a zero emissioni nette incentiva l’acquisto di tecnologie a zero emissioni nette da un insieme diversificato di fornitori, contribuendo in tal modo a catene di approvvigionamento resilienti e rispettando norme ambiziose per quanto riguarda diverse dimensioni, tra cui la sostenibilità ambientale, la cibersicurezza, l’innovazione e considerazioni sociali.

I criteri diversi dal prezzo di cui sopra dovranno essere presi in considerazione nell’acquisto di prodotti delle tecnologie a zero emissioni nette mediante appalti pubblici e i regimi di sovvenzioni volti a incentivare l’acquisto privato di tecnologie a zero emissioni nette. Inoltre, i criteri diversi dal prezzo dovranno essere presi in considerazione anche nelle aste per le energie rinnovabili (cfr. domanda 8).

Nel complesso, l’inclusione dei cosiddetti “criteri diversi dal prezzo” sottolinea che, accanto al prezzo e a un’offerta economicamente vantaggiosa, i criteri qualitativi svolgeranno un ruolo importante nell’acquisto di tecnologie a zero emissioni nette, conferendo un vantaggio ai produttori che offrono tali prodotti.

  1. In che modo la legge sostiene la diffusione delle energie rinnovabili?

Rafforzando la catena di approvvigionamento dell’UE delle tecnologie a zero emissioni nette che sono fondamentali per la transizione verso l’energia pulita, la normativa sull’industria a zero emissioni nette garantirà che l’approvvigionamento di tecnologie per le energie rinnovabili corrisponda alla domanda necessaria per conseguire gli ambiziosi obiettivi di diffusione stabiliti nella direttiva riveduta sulle energie rinnovabili. Contribuirà inoltre a evitare strozzature nella catena di approvvigionamento che rallentano la diffusione delle energie rinnovabili e ritardano in tal modo la transizione verso l’energia pulita.

In particolare per quanto riguarda le energie rinnovabili, la normativa sull’industria a zero emissioni nette introduce disposizioni sull’inclusione di criteri diversi dal prezzo nelle aste per le energie rinnovabili. Che sosterranno la diffusione di tecnologie per le energie rinnovabili con elevati standard di sostenibilità e resilienza, mentre attualmente le aste sono in gran parte incentrate sui criteri di prezzo. Le nuove norme impongono agli Stati membri di introdurre criteri relativi alla cibersicurezza, alla capacità di realizzare progetti pienamente e tempestivamente, alla condotta responsabile delle imprese, alla sostenibilità ambientale, all’innovazione, all’integrazione del sistema energetico e alla resilienza, sia nella fase di preselezione che nelle fasi di aggiudicazione delle aste. Gli Stati membri dovranno applicare tali norme al 30 % del loro volume d’asta o ad almeno 6 GW di volume messo all’asta. Preparando il terreno per l’entrata in vigore delle nuove disposizioni e per garantire l’armonizzazione, la Commissione ha recentemente formulato raccomandazioni e orientamenti per gli Stati membri sulla progettazione delle aste per le energie rinnovabili, con particolare attenzione all’inclusione di criteri diversi dal prezzo.

  1. In che modo la normativa sull’industria a zero emissioni nette sostiene la diffusione di progetti di cattura, trasporto e stoccaggio di CO2?

L’avvio di una catena del valore per la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio del carbonio richiede un coordinamento intersettoriale per ridurre il rischio degli investimenti privati nella cattura delleemissioni di CO2. La normativa sull’industria a zero emissioni nette stabilisce l’obiettivo a livello dell’UE di conseguire una capacità annuale di stoccaggio di CO2 di 50 milioni di tonnellate nei siti di stoccaggio geologico di CO2 nell’UE entro il 2030, al fine di rassicurare gli investitori del settore che le loro emissioni catturate possono essere stoccate nell’Unione. Introduce inoltre il concetto di progetti strategici per tecnologie a zero emissioni nette per le catene del valore del CO2 che comprendono la cattura, il trasporto e lo stoccaggio per accelerare lo sviluppo di soluzioni di gestione industriale del carbonio che le industrie possono utilizzare per decarbonizzare le loro attività.

La legge elimina un importante ostacolo allo sviluppo della cattura e dello stoccaggio di CO2 come soluzione climatica economicamente sostenibile, in particolare per le emissioni difficili da abbattere nelle industrie ad alta intensità energetica, in linea con gli obiettivi della comunicazione sulla gestione industriale del carbonio.

La trasparenza è creata riunendo le risorse più importanti per creare un mercato unico dei servizi di stoccaggio di CO2. Ciò comprende le informazioni fornite dagli Stati membri sulla potenziale capacità di stoccaggio di CO2 in termini di idoneità geologica e i dati geologici esistenti, in particolare quelli derivanti dalla prospezione di siti di produzione di idrocarburi. Gli investitori dei siti di stoccaggio beneficeranno delle informazioni sui progetti di cattura di CO2 previsti e le necessarie infrastrutture di trasporto di CO2 trarranno vantaggio dagli Stati membri e dall’UE che compiono ogni ragionevole sforzo per sostenerne la diffusione. Inoltre, la normativa sull’industria a zero emissioni nette impone ai produttori di petrolio e gas dell’UE di contribuire proporzionalmente alla creazione dei necessari siti di stoccaggio di CO2 nell’UE. Tali siti possono essere riconosciuti come progetti strategici per tecnologie a zero emissioni nette se sono ubicati nel territorio dell’UE, mirano a fornire una capacità di iniezione di CO2 disponibile a livello operativo entro il 2030 o prima e hanno chiesto un’autorizzazione per lo stoccaggio geologico sicuro e permanente di CO2, conformemente alla direttiva 2009/31/UE.

  1. Che cosa sono gli spazi di sperimentazione normativa Net-Zero?

Il regolamento conferisce agli Stati membri il potere di creare spazi di sperimentazione normativa per tecnologie a zero emissioni nette per testare tecnologie innovative a zero emissioni nette in un ambiente controllato per un periodo di tempo limitato. L’atto prevede che gli Stati membri introducano tali regimi normativi eccezionali e temporanei che consentono lo sviluppo, la sperimentazione e la convalida di tecnologie innovative a zero emissioni nette prima della loro immissione sul mercato. Tali spazi di sperimentazione possono essere istituiti dagli Stati membri di propria iniziativa o su richiesta di qualsiasi impresa che sviluppi tecnologie innovative a zero emissioni nette, rispettando una serie di criteri di ammissibilità e di selezione. Se ammissibili, le piccole e medie imprese beneficeranno di un sostegno supplementare per accedere agli spazi di sperimentazione.

Le modalità e le condizioni per l’istituzione e il funzionamento degli spazi di sperimentazione normativa per tecnologie a zero emissioni nette saranno chiarite nel diritto derivato, in particolare negli atti di esecuzione, derivanti dal regolamento. Inoltre, nel luglio 2023 la Commissione ha pubblicato una guida per gli Sandbox, come annunciato nella nuova agenda europea per l’innovazione. Sostiene gli Stati membri nella preparazione di spazi di sperimentazione normativa.

  1. In che modo la legge garantirà la disponibilità di una forza lavoro adeguata per le industrie a zero emissioni nette?

Non sarà possibile rafforzare la capacità di produzione delle tecnologie a zero emissioni nette in Europa senza una consistente forza lavoro qualificata. La normativa sull’industria a zero emissioni nette mira a mobilitare tutti gli attori: l’industria, le autorità degli Stati membri (anche a livello regionale e locale), gli erogatori di istruzione e formazione e le parti sociali, al fine di sviluppare e attuare rapidamente programmi di istruzione e formazione su larga scala attraverso le accademie europee dell’industria a zero emissioni nette.

La Commissione sosterrà, anche fornendo finanziamenti di avviamento, l’istituzione di queste accademie europee dell’industria a zero emissioni nette, ciascuna incentrata su una tecnologia a zero emissioni nette sulla base di una valutazione del fabbisogno di competenze nel settore. Le accademie svilupperanno programmi di apprendimento, contenuti e materiali di apprendimento e credenziali collegate per l’uso volontario da parte degli erogatori di istruzione e formazione in tutta l’UE.

La legge mira inoltre a promuovere il riconoscimento delle qualifiche professionali con particolare interesse per l’industria a zero emissioni nette. Gli Stati membri dovranno adoperarsi per verificare se i programmi di apprendimento delle accademie dell’industria a zero emissioni nette siano equivalenti alle qualifiche relative alle professioni regolamentate nel loro paese e, in caso affermativo, facilitare il riconoscimento.

La piattaforma “Europa a zero emissioni nette”, attraverso un sottogruppo permanente sulle competenze, sosterrà il funzionamento delle accademie e monitorerà le tendenze in materia di domanda e offerta di competenze pertinenti per le tecnologie a zero emissioni nette.

  1. In che modo intende la Commissione garantire l’attuazione della legge e il coinvolgimento dell’industria e delle parti sociali nel cammino verso l’azzeramento delle emissioni nette?

La piattaforma “Europa a zero emissioni nette ” riunisce gli Stati membri e la Commissione per assistere e scambiare congiuntamente le migliori pratiche in relazione alle azioni e all’attuazione della normativa sull’industria a zero emissioni nette, nonché per agevolare lo scambio di informazioni tra i portatori di interessi. I rappresentanti delle industrie a zero emissioni nette, delle organizzazioni, degli esperti, della società civile, del mondo accademico, dei sindacati e di altre parti terze o delle alleanze industriali consolidate possono essere invitati a partecipare alle riunioni della piattaforma. La piattaforma contribuirà inoltre a coordinare le accademie e i partenariati industriali per tecnologie a zero emissioni nette.

Nell’ambito della piattaforma vi sarà anche un gruppo per l’industria a zero emissioni nette. Il gruppo sarà composto da rappresentanti dell’industria a zero emissioni nette che forniranno raccomandazioni alla piattaforma.

Per contribuire a ridurre l’onere normativo per le industrie a zero emissioni nette, sarà istituito un gruppo consultivo scientifico sugli oneri normativi per tecnologie a zero emissioni nette che svilupperà pareri scientifici sull’impatto dell’onere normativo nell’Unione sulle industrie a zero emissioni nette.

Per rafforzare la cooperazione con l’industria europea e le parti sociali, la presidente della Commissione von der Leyen ha annunciato l’avvio dei dialoghi sull’energia pulita nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 2023, per discutere con esse di come rafforzare e sostenere l’attuazione del Green Deal europeo, contribuendo a un approccio industriale rafforzato. La Commissione ha fatto il punto di tali serie finora in una comunicazione dell’aprile 2024.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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