1. Perché la Commissione propone ora un nuovo obiettivo climatico dell’UE per il 2040?
Ai sensi della normativa europea sul clima, l’UE e i suoi Stati membri si sono impegnati a fare dell’UE il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. La normativa sul clima ha stabilito un primo obiettivo intermedio per ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 e impone alla Commissione di proporre un prossimo obiettivo intermedio per il 2040 per proseguire il percorso concordato verso la neutralità climatica. La presente proposta è necessaria a seguito del primo bilancio globale dell’accordo di Parigi, svoltosi nel dicembre 2023.
Oggi la Commissione ha proposto una modifica della normativa europea sul clima, che fissa un obiettivo climatico dell’UE per il 2040 di riduzione netta delle emissioni di gas a effetto serra del 90 %rispetto ai livelli del 1990. La proposta prevede la possibilità di avvalersi di una serie di flessibilità e sostiene la creazione del giusto ambiente favorevole. Questo percorso pragmatico e flessibile verso un’economia decarbonizzata fornirà la prevedibilità e la stabilità necessarie per gli investimenti nella transizione dell’UE verso l’energia pulita e guiderà la competitività industriale.
A livello internazionale, l’UE è tenuta a presentare un contributo determinato a livello nazionale (NDC) aggiornato nel quadro dell’accordo di Parigi, in vista della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 30) che si terrà nel novembre 2025 in Brasile. La Commissione collaborerà ora con la presidenza del Consiglio per ultimare la comunicazione dell’NDC dell’UE.
La modifica della legge europea sul clima risponde anche al forte sostegno popolare all’azione per il clima in Europa. L’Eurobarometro sul clima 2025, pubblicato il 30 giugno, mostra che l’85 % dei cittadini dell’UE considera i cambiamenti climatici un grave problema e l’81 % sostiene l’obiettivo dell’UE di diventare climaticamente neutra entro il 2050.
Inoltre, la Commissione ha preparato accuratamente questa proposta giuridica prima di presentarla formalmente agli Stati membri dell’UE e al Parlamento europeo. Si basa su una valutazione d’impatto dettagliata e su consulenze quali il gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico e il comitato consultivo scientifico europeo sui cambiamenti climatici. La presente proposta legislativa fa seguito a un periodo sostanziale di consultazione e impegno con i paesi dell’UE, il Parlamento europeo, i portatori di interessi, la società civile e i cittadini, avviato con la comunicazione e la raccomandazione della Commissione sull’obiettivo climatico per il 2040 nel febbraio 2024.
2. Quali sono i principali elementi e benefici della fissazione di questo obiettivo climatico ora?
La proposta odierna di un obiettivo climatico dell’UE per il 2040 dà un forte segnale di stabilità e prevedibilità all’industria e agli investitori europei per guidare le decisioni e gli investimenti delle imprese. Mostra che l’UE mantiene la rotta con un chiaro percorso di transizione e mira a costruire un percorso verso la prosperità e la competitività in Europa a sostegno di una transizione equa per tutti.
La definizione dell’obiettivo climatico per il 2040 consentirà ora all’UE di mettere in atto le politiche e gli investimenti necessari per garantire che la transizione verso la neutralità climatica vada di pari passo con un’economia forte e stabile, un’industria competitiva e posti di lavoro adeguati alle esigenze future in Europa. un’economia che sarà più resiliente alle crisi future, agli shock dei prezzi e agli impatti dei cambiamenti climatici, con energia, prodotti alimentari e materiali sostenibili e a prezzi accessibili; e che rafforza l’indipendenza strategica dell’Europa, lontano dai combustibili fossili importati.
La proposta odierna offre il pragmatismo e la flessibilità necessari. Riconosce che esistono ulteriori misure per sostenere gli Stati membri dell’UE e l’industria nel conseguimento dell’obiettivo climatico per il 2040.
Introduce nuove flessibilità nel modo in cui gli obiettivi possono essere raggiunti. Questi includono un possibile ruolo limitato per i crediti internazionali di carbonio di alta qualità nella seconda parte del decennio 2030-2040, l’uso di assorbimenti permanenti nazionali nelsistema di scambio di quote di emissione dell’UE (EU ETS) e maggiori flessibilità in tutti i settori. La Commissione garantirà che tali flessibilità si riflettano nell’elaborazione della legislazione settoriale post-2030 necessaria per conseguire l’obiettivo climatico per il 2040 in modo efficace sotto il profilo dei costi e garantendo una transizione giusta e socialmente equa per tutti.
La Commissione ha posto in essere un’ampia gamma di condizioni abilitanti, in particolare garantendo la competitività industriale dell’UE, una transizione equa per tutti i cittadini dell’UE e condizioni di parità con i partner internazionali. L’obiettivo climatico del 90 % presentato oggi va di pari passo con il patto per l’industria pulita e con la bussola per la competitività e il piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili.
Nel febbraio 2025 la Commissione ha presentato il patto per l’industria pulita con misure globali per promuovere ulteriormente la decarbonizzazione e la competitività dell’industria europea. Garantirà all’UE un luogo attraente per la produzione, anche per le industrie ad alta intensità energetica, e promuoverà tecnologie pulite e nuovi modelli imprenditoriali circolari. La sua piena attuazione è fondamentale per raggiungere questi obiettivi. Oggi la Commissione ha pubblicato una comunicazione sulla realizzazione del patto per l’industria pulita con una panoramica della prima ondata di azioni realizzate, dei lavori in corso e sottolineando la determinazione a portare avanti con decisione le restanti misure.
A livello internazionale, la proposta relativa all’obiettivo climatico del 90 % dimostra che l’UE mantiene il suo impegno a favore dell’accordo di Parigi e del sistema multilaterale, apportando benefici geopolitici più ampi. La promozione dell’ambizione globale crea inoltre nuove opportunità per le imprese e gli investitori europei in tutto il mondo. Inoltre, considerando un uso limitato di crediti di carbonio internazionali di alta qualità, diamo anche una spinta agli investimenti sostenibili a livello globale in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi.
3. L’UE è in grado di raggiungere un obiettivo di riduzione delle emissioni del 90 % entro il 2040 e qual è il ruolo del patto per l’industria pulita?
L’UE si sta già avvicinando al conseguimento dei suoi obiettivi in materia di clima ed energia per il 2030 e, collettivamente, alla riduzione vincolante del 55 % delle emissioni di gas a effetto serra. Si tratta di una solida base per conseguire l’obiettivo proposto di riduzione netta delle emissioni di gas a effetto serra del 90 % entro il 2040, promuovendo nel contempo la competitività industriale attraverso il patto per l’industria pulita.
Secondo la valutazione della Commissione dei piani nazionali per l’energia e il clima (PNEC) degli Stati membri,la piena attuazione di tali piani nazionali definitivi, unitamente alle misure nazionali esistenti e alla legislazione dell’UE già in vigore, ridurrebbe le emissioni nette di gas a effetto serra di circa il 54 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 e amplierebbe in modo significativo le misure in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica. I piani aggiornati mostrano inoltre un migliore allineamento con il pacchetto “Pronti per il 55 %” e un maggiore coordinamento tra i settori. Permangono tuttavia lacune in termini di ambizione, in particolare per quanto riguarda l’efficienza energetica, gli assorbimenti di carbonio nel settore del suolo e l’adattamento, il che evidenzia la necessità di proseguire il rafforzamento delle politiche e gli investimenti.
Nell’ambito del contesto favorevole all’obiettivo del 90 %, la realizzazione del patto per l’industria pulita diventa fondamentale come motore per la crescita e la decarbonizzazione. Offre un sostegno mirato alla produzione di tecnologie pulite e alle industrie ad alta intensità energetica, anche attraverso infrastrutture per la gestione del carbonio, la semplificazione delle autorizzazioni e strumenti finanziari dedicati. La transizione pulita deve essere accompagnata da adeguate opportunità di finanziamento, che combineranno i meccanismi di sostegno esistenti con fonti di finanziamento nuove e innovative.
In un’apposita comunicazione, la Commissione ha fornito oggi lo stato di avanzamento e i lavori in corso per la realizzazione del patto per l’industria pulita e l’impegno a realizzare il resto delle azioni attraverso misure future. Il quadro per gli aiuti di Stato nell’ambito del patto per l’industria pulita, la semplificazione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, le misure sull’energia a prezzi accessibili per aumentare la produzione di componenti della rete e sostenere gli accordi di acquisto di energia elettrica, il progetto pilota per la prossima Banca per la decarbonizzazione industriale, il prossimo piano d’azione per l’industria chimica o il proseguimento dei dialoghi settoriali con le parti interessate sono tra le azioni che contribuiranno a realizzare la strategia dell’UE.
Tra i principali risultati, il 25 giugno la Commissione ha adottato il nuovo quadro per gli aiuti di Stato nell’ambito del patto per l’industria pulita per sostenere ulteriormente gli investimenti nella transizione verso l’energia pulita, semplificando il processo che consente agli Stati membri di concedere aiuti alle industrie ad alta intensità energetica e ai settori delle tecnologie pulite, riducendo i rischi di investimento per i progetti di decarbonizzazione e attirando finanziamenti privati.
A integrazione di tale quadro, la Commissione ha pubblicato la raccomandazione sugli incentivi fiscali per incoraggiare gli investimenti nelle tecnologie pulite e nella decarbonizzazione industriale, attraverso misure quali l’ammortamento accelerato e i crediti d’imposta. La comunicazione della Commissione ha inoltre presentato una raccomandazione e documenti di orientamento per accelerare l’uso di tecnologie e forme innovative di diffusione delle energie rinnovabili, nonché l’espansione e il rafforzamento delle reti elettriche in combinazione con la diffusione di soluzioni di stoccaggio e un uso più flessibile ed efficiente della rete.
La semplificazione è un altro pilastro fondamentale del patto per l’industria pulita. La semplificazione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere è stata concordata il 18 giugno, esentando il 90 % degli importatori dall’obbligo di ridurre la burocrazia e garantire un’attuazione agevole. Questa semplificazione è il primo passo prima di un riesame più generale del CBAM alla fine dell’anno, accompagnato da proposte legislative che estendono il CBAM ai prodotti a valle, introducono misure antielusione e un nuovo sistema per evitare il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio all’esportazione. La comunicazione odierna illustra i risultati dell’analisi della Commissione su come fornire una soluzione alla rilocalizzazione delle emissioni di carbonio delle esportazioni. Questa soluzione sarà proposta alla fine dell’anno e fornirà sostegno alle produzioni esposte a tale rischio.
Inoltre, il dettaglio dell’obiettivo climatico per il 2040 conferma che una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 90 % è necessaria e realizzabile, a condizione che le politiche siano pienamente attuate e che gli investimenti aumentino. Allo stesso tempo, la transizione porterebbe notevoli risparmi a lungo termine sulle importazioni di combustibili fossili e ridurrebbe i danni legati al clima.
Con i PNEC che forniscono una tabella di marcia, il patto per l’industria pulita che sblocca la trasformazione industriale e i benefici economici e di resilienza che superano i costi, l’UE è ben posizionata per conseguire una riduzione netta delle emissioni di gas a effetto serra del 90 % entro il 2040 e quindi rafforzare il suo vantaggio industriale globale.
4. Quale ruolo svolgeranno i crediti e gli assorbimenti internazionali di carbonio nel conseguimento dell’obiettivo climatico per il 2040?
La riduzione reale e tempestiva delle emissioni nazionali di gas a effetto serra all’interno dell’UE deve rimanere la pietra angolare dell’azione dell’UE per il clima, integrata dal potenziamento degli assorbimenti di carbonio, anche attraverso soluzioni naturali e tecnologiche. Dare priorità all’azione interna garantisce che gli investimenti confluiscano nella transizione europea verso l’energia pulita, stimolino l’innovazione e le competenze e rafforzino la competitività e la resilienza dell’UE.
La proposta della Commissione per l’obiettivo climatico per il 2040 prevede la possibilità di un uso limitato di crediti internazionali di carbonio di alta qualità da parte dei paesi partner con obiettivi e azioni per il clima in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi. Ciò può fornire una rete di sicurezza per garantire che un obiettivo del 90 % sia raggiungibile mentre ci stiamo avvicinando alla neutralità climatica. L’articolo 6 dell’accordo di Parigi disciplina specificamente la cooperazione internazionale volontaria in materia di mitigazione. La Commissione propone che a partire dal 2036 un contributo limitato del 3 % delle emissioni nette dell’UE del 1990 possa essere utilizzato per conseguire l’obiettivo dell’UE per il 2040, in linea con le norme di contabilizzazione dell’accordo di Parigi. Con questa aggiunta, l’UE mira a trovare il giusto equilibrio tra l’azione interna e la cooperazione internazionale.
Qualsiasi potenziale utilizzo dei crediti internazionali di carbonio sarà soggetto a una valutazione d’impatto dettagliata e approfondita e all’elaborazione di norme dell’UE che stabiliscano quando e come potrebbero essere integrate nella legislazione dell’UE vigente o futura in materia di clima. Tali norme comprenderebbero criteri e norme di integrità solidi ed elevati, nonché condizioni relative all’origine, alla tempistica e all’utilizzo di tali crediti. Questi crediti internazionali devono pertanto provenire da attività credibili e trasformative, come la cattura e lo stoccaggio diretti del carbonio nell’aria (DACCS) e la bioenergia con cattura e stoccaggio del carbonio (BioCCS) nei paesi partner i cui obiettivi e azioni in materia di clima sono in linea con l’obiettivo di temperatura dell’accordo di Parigi.
Per quanto riguarda gli assorbimenti di carbonio, sia naturali che industriali, essi svolgeranno anche un ruolo sempre più importante nel conseguimento degli obiettivi in materia di emissioni nette di gas a effetto serra, compresi gli assorbimenti permanenti nazionali di carbonio nell’EU ETS per compensare le emissioni residue dei settori difficili da abbattere. Esse sono essenziali per conseguire la neutralità climatica entro il 2050 e dovranno aumentare in modo significativo entro il 2040. La legislazione dell’UE comprende già quadri specifici per migliorare gli assorbimenti, come il regolamento sull’uso del suolo, il cambiamento di uso del suolo e la silvicoltura (LULUCF) e il quadro di certificazione dell’UE per l’assorbimento del carbonio.
5. In che modo l’obiettivo climatico dell’UE per il 2040 contribuirà al contributo determinato a livello nazionale dell’UE per il 2035?
Il primo bilancio globale nell’ambito dell’accordo di Parigi del dicembre 2023 ha concluso che, sebbene i paesi stiano attuando sempre più politiche climatiche efficaci, devono aumentare in modo significativo la loro ambizione di allinearsi a un percorso che metta il mondo sulla buona strada per conseguire l’obiettivo dell’accordo di Parigi di limitare l’aumento della temperatura a 1,5 °C.
L’UE, come tutte le altre parti dell’accordo di Parigi, è tenuta a presentare alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) un contributo determinato a livello nazionale aggiornato nel quadro dell’accordo di Parigi, in vista della COP 30 tenutasi nel novembre 2025 a Belém (Brasile).
L’NDC dell’UE includerà un dato indicativo per il 2035. La Commissione collaborerà ora con la presidenza danese del Consiglio dell’UE e con tutti gli Stati membri dell’UE per ultimare la comunicazione dell’NDC e la presentazione all’UNFCCC.
6. Quali sono i prossimi passi verso un quadro politico legislativo per il 2040?
La proposta della Commissione sarà ora presentata ai due colegislatori dell’UE – il Parlamento europeo e il Consiglio – per i negoziati e l’adozione secondo la procedura legislativa ordinaria.
Una volta fissato l’obiettivo climatico per il 2040 e sulla base di questa esperienza e di questi elementi, la Commissione esaminerà le modalità per rendere il nuovo quadro strategico per il 2040 più semplice e flessibile, garantendo nel contempo la conformità e promuovendo la convergenza tra gli Stati membri, tenendo conto delle loro specificità. La futura architettura dovrebbe inoltre riflettere le esigenze e le opportunità di investimento necessarie per affrontare gli impatti sociali, economici e ambientali della transizione.
L’obiettivo proposto per il 2040 fisserebbe il parametro di riferimento fondamentale per l’elaborazione del quadro strategico in materia di clima dopo il 2030. Ciò sarà concepito sulla base di consultazioni specifiche per proposta con i portatori di interessi e i cittadini, di valutazioni d’impatto specifiche e degli insegnamenti tratti dall’attuazione del quadro per il 2030.
La Commissione preparerà proposte per il quadro per le politiche dell’energia e del clima post-2030 al fine di conseguire l’obiettivo per il 2040 tenendo conto dell’equità, della neutralità tecnologica e dell’efficienza in termini di costi. Essa mirerà a rafforzare la competitività dell’UE, a garantire una transizione giusta e a rafforzare la sostenibilità ambientale. Gli atti legislativi esistenti in materia di clima comprendono disposizioni di riesame per il 2026. La Commissione fornirà pertanto ulteriori informazioni sulla tempistica delle proposte nel programma di lavoro della Commissione per il 2026.
FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA