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Domande e risposte sulla relazione sullo Stato di diritto 2025

Cos’è la relazione sullo Stato di diritto?

La relazione sullo Stato di diritto è uno strumento annuale di prevenzione e monitoraggio che esamina gli sviluppi in materia di Stato di diritto in tutta l’UE e in diversi paesi dell’allargamento. Dalla sua prima edizione nel 2020, la relazione è diventata un punto di riferimento fondamentale a livello nazionale e dell’UE. Il suo monitoraggio specifico, che pone l’accento su un approccio preventivo e basato sul dialogo, ha portato a una comprensione comune più forte. La relazione aiuta a individuare i rischi, a sviluppare soluzioni e a fornire fin dall’inizio un sostegno mirato per rafforzare lo Stato di diritto nell’UE.

La relazione si compone di una comunicazione – che riassume le principali tendenze orizzontali – e di singoli capitoli per paese riguardanti i recenti sviluppi in materia di Stato di diritto in tutti gli Stati membri e in quattro paesi dell’allargamento (Albania, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia), che coprono quattro settori chiave: i sistemi giudiziari, il quadro anticorruzione, la libertà e il pluralismo dei media e altre questioni istituzionali legate al sistema di bilanciamento dei poteri. Nel caso degli Stati membri, la relazione contiene anche raccomandazioni specifiche volte ad assisterli nei loro sforzi per portare avanti le riforme in corso e individuare gli ambiti in cui sono necessari miglioramenti.

La relazione sullo Stato di diritto è uno strumento preventivo del pacchetto di strumenti dell’UE sullo Stato di diritto e un elemento centrale del ciclo annuale sullo Stato di diritto, un processo di monitoraggio e dialogo che coinvolge la Commissione, il Consiglio e il Parlamento, nonché gli Stati membri, i parlamenti nazionali, la società civile e altre parti interessate. La relazione funge da base per le discussioni nell’UE al fine di prevenire l’emergere o l’aggravarsi di problemi e di individuare e condividere le migliori pratiche.

Perché il mercato unico è incluso nella relazione sullo Stato di diritto?

Il rispetto dello Stato di diritto è essenziale per attuare politiche che promuovano la competitività e consentano ai cittadini di partecipare attivamente sia alla società che all’economia. Lo Stato di diritto ha un impatto diretto sulla prosperità e sulla competitività: un quadro giuridico equo e chiaro offre certezza alle imprese, fiducia agli investitori e rassicurazione ai consumatori. Lo Stato di diritto è anche un bene economico, che fornisce un ambiente stabile e basato su regole garantito da tribunali e istituzioni indipendenti. Lo Stato di diritto è una considerazione importante per le imprese che operano a livello transfrontaliero. Le imprese, in particolare le piccole e medie imprese, hanno bisogno di un contesto economico stabile e prevedibile.

Come indicato negli orientamenti politici della Presidente von der Leyen, la relazione di quest’anno pone l’accento in particolare su questioni che hanno un legame diretto con il corretto funzionamento del mercato unico, quali una sana regolamentazione, le norme in materia di appalti pubblici e la stabilità del contesto normativo. Sebbene dal 2020 siano state affrontate questioni direttamente collegate al corretto funzionamento del mercato unico, a partire da quest’anno gli aspetti pertinenti sono trattati in modo più evidente e sistematico in tutti i capitoli per paese nell’ambito dei quattro pilastri della relazione. Ad esempio, l’efficienza, la qualità e l’indipendenza dei sistemi giudiziari sono fondamentali per le prestazioni delle imprese e le decisioni di investimento. Le misure anticorruzione contribuiscono a garantire condizioni di parità per le imprese e un ambiente mediatico basato su norme chiare e aperte sarà nell’interesse commerciale dei fornitori di servizi di media. Controlli ed equilibri efficaci sono fondamentali per garantire la parità di trattamento ai sensi della legge e per l’applicazione imparziale della legge.

La relazione 2025 comprende una serie di nuovi settori della segnalazione, quali la gestione delle cause commerciali da parte della magistratura, la stabilità del contesto normativo, l’effettivo funzionamento e l’indipendenza delle autorità di regolamentazione e il controllo giurisdizionale delle decisioni amministrative.

Per sviluppare ulteriormente questa dimensione, la Commissione ha coinvolto strettamente gli Stati membri e le associazioni di imprese, con una sensibilizzazione specifica, un processo di consultazione e un questionario per fornire un riscontro scritto. Tale processo è stato condotto in complementarità con altri filoni di lavoro, quali il semestre europeo, la relazione annuale sul mercato unico e la competitività e il quadro di valutazione del mercato unico e della competitività.

Quali sono i principi per la scelta delle raccomandazioni?

La relazione e le sue raccomandazioni sono elaborate in linea con la metodologia della relazione. Si basano su un dialogo continuo con e tra gli Stati membri. In linea con la natura preventiva della relazione, l’obiettivo delle raccomandazioni è: i) sostenere gli Stati membri nei loro sforzi per portare avanti le riforme; ii) incoraggiare sviluppi positivi; e iii) individuare i casi in cui possono essere necessari miglioramenti o un seguito, anche al fine di affrontare le sfide sistemiche.

Le raccomandazioni mirano a guidare gli Stati membri ad adottare misure adeguate per affrontare le sfide e le preoccupazioni sollevate nei rispettivi capitoli per paese. Non vi sono raccomandazioni per i paesi dell’allargamento, in quanto tali raccomandazioni sono formulate esclusivamente nel contesto del pacchetto annuale sull’allargamento.

Nell’elaborazione delle raccomandazioni della relazione sullo Stato di diritto sono stati osservati i seguenti principi, come stabilito nella metodologia della relazione:

  • Tutti gli Stati membri sono soggetti a raccomandazioni specifiche per paese nel pieno rispetto dei principi di parità di trattamento e proporzionalità;
  • Le raccomandazioni si basano su una valutazione approfondita nei capitoli per paese e sull’applicazione di criteri oggettivi fondati sul diritto dell’UE o su norme europee e internazionali;
  • Le raccomandazioni sono proporzionate alle sfide individuate. Incoraggiano inoltre il perseguimento di sforzi di riforma positivi;
  • Le raccomandazioni sono sufficientemente specifiche da consentire agli Stati membri di fornire un seguito concreto e attuabile, tenendo conto nel contempo delle competenze nazionali, dei sistemi giuridici e del contesto istituzionale;
  • Nell’elaborare le raccomandazioni, la Commissione ha prestato particolare attenzione alla coerenza e alle sinergie con altri processi, quali il semestre europeo, il regolamento sulla condizionalità e i piani nazionali per la ripresa e la resilienza;
  • Le edizioni successive della relazione sullo Stato di diritto riguarderanno il seguito dato alle raccomandazioni.

Le raccomandazioni non pregiudicano in alcun modo i procedimenti che la Commissione può avviare nell’ambito di altri strumenti giuridici, quali le procedure di infrazione o il regolamento sulla condizionalità.

In che modo gli Stati membri hanno dato seguito alle raccomandazioni formulate nella relazione del 2024? In che modo la Commissione li valuta e in che modo contribuisce alla loro attuazione?

La relazione di quest’anno conferma che vi è una traiettoria positiva in molti Stati membri, in quanto sono state portate avanti importanti riforme nei quattro settori chiave oggetto della relazione: giustizia, lotta alla corruzione, libertà dei media e bilanciamento dei poteri istituzionali. Sebbene in alcuni Stati membri permangano sfide e in alcuni casi la situazione sia grave, l’impegno generale con il processo rimane forte e gli Stati membri hanno dato seguito, in tutto o in parte, a un numero considerevole di raccomandazioni del 2024.

La Commissione ha avviato un dialogo con gli Stati membri, sia a livello tecnico che politico, fornendo consulenza tecnica e sostegno, ove necessario, al fine di attuare le raccomandazioni del 2024.

La relazione comprende una valutazione dei progressi compiuti dagli Stati membri nell’attuazione delle raccomandazioni del 2024, sulla base di un’analisi qualitativa degli sviluppi dal luglio 2024 e tenendo conto del contesto generale negli Stati membri. Dalla relazione 2025 è emerso che gli Stati membri hanno dato seguito, in tutto o in parte, al 57 % delle raccomandazioni formulate nel 2024. In tale contesto, la Commissione riconosce inoltre che alcune raccomandazioni potrebbero richiedere più tempo per essere affrontate, ad esempio a causa dei cicli elettorali.

Sulla base dell’analisi contenuta nel capitolo per paese e della valutazione dei progressi compiuti rispetto alle raccomandazioni della relazione precedente, la relazione 2025 include nuovamente una serie di raccomandazioni specifiche per paese per ciascuno Stato membro.

In linea con l’annuncio contenuto negli orientamenti politici della Presidente von der Leyen,la nuova generazione di strumenti di spesa dell’UE, che sarà presentata nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale, garantirà che il rispetto del principio dello Stato di diritto rimanga un requisito imprescindibile per i fondi dell’UE. Il sostegno finanziario dell’UE agli investimenti e alle riforme per promuovere lo Stato di diritto può offrire un reale valore aggiunto. Ciò può contribuire a uno sforzo più ampio per monitorare l’effettiva attuazione delle raccomandazioni formulate nella relazione.

Esistono già diversi strumenti e opportunità di finanziamento per sostenere le riforme strutturali attraverso l’assistenza tecnica e il finanziamento di progetti. Ad esempio, dal 2017 la Commissione dispone di uno strumento di sostegno tecnico specifico per le riforme dello Stato di diritto negli Stati membri. Anche altri programmi della Commissione, come quelli per la giustizia e i cittadini, l’uguaglianza, i diritti e i valori, aiutano gli Stati membri ad affrontare le sfide, anche attraverso inviti a presentare proposte aperti alla società civile e ad altri portatori di interessi.

Per quanto riguarda i paesi dell’allargamento, la Commissione continuerà a dialogare con i partner nel contesto del processo di adesione. Lo Stato di diritto è anche un elemento essenziale del nuovo strumento per la riforma e la crescita dei Balcani occidentali. Per beneficiare appieno di questo meccanismo di sostegno senza precedenti, i paesi devono preparare e attuare un programma di riforme concordato, comprese misure concrete in materia di Stato di diritto. La Commissione sostiene inoltre le riforme dello Stato di diritto con l’assistenza finanziaria e tecnica nella regione dell’allargamento attraverso lo strumento di assistenza preadesione (IPA), che contribuisce a sviluppare le capacità dei paesi beneficiari durante l’intero processo di adesione.

Come sono stati selezionati i paesi dell’allargamento inclusi nella relazione e quando saranno aggiunti altri paesi?

Nel 2024 la Commissione ha invitato l’Albania, il Montenegro, la Macedonia del Nord e la Serbia a partecipare alla relazione 2024 sulla base di criteri oggettivi e meritocratici; sia per quanto riguarda la fase formale di avanzamento del rispettivo processo di adesione, sia per quanto riguarda il livello di preparazione, in particolare per quanto riguarda le questioni relative allo Stato di diritto.

Come annunciato dalla Presidente von der Leyen nei suoi orientamenti politici, altri paesi dell’allargamento saranno aggiunti alla relazione, se e quando saranno pronti.

In che modo la Commissione ha preparato la relazione sullo Stato di diritto 2025?

L’edizione 2025 è il risultato di un processo inclusivo con gli Stati membri, i quattro paesi dell’allargamento e le parti interessate, che segue la stessa metodologia delle relazioni precedenti.

Nel novembre 2024 gli Stati membri sono stati consultati in merito al questionario utilizzato per raccogliere contributi per la sesta relazione. Tra dicembre 2024 e gennaio 2025 la Commissione ha ricevuto contributi scritti dagli Stati membri e circa 270 contributi scritti dai portatori di interessi su sviluppi specifici, sia negli Stati membri che a livello dell’UE. Quest’anno i paesi dell’allargamento hanno ricevuto anche un questionario che integra le informazioni fornite nel contesto del processo di allargamento.

Per sviluppare ulteriormente la dimensione del mercato unico, la Commissione ha inoltre contattato le associazioni di imprese e gli Stati membri per individuare questioni di particolare rilevanza attraverso una sensibilizzazione specifica, un processo di consultazione e un questionario per fornire un riscontro scritto. Durante le visite virtuali nei paesi, la Commissione ha coinvolto in modo coerente le associazioni di imprese nazionali e altri pertinenti portatori di interessi aggiuntivi. Tra gennaio e aprile 2025 si sono svolte online oltre 650 riunioni in tutti i 27 Stati membri e nei quattro paesi dell’allargamento. In tale contesto, la Commissione ha discusso gli sviluppi dello Stato di diritto con oltre 980 autorità nazionali, comprese le autorità giudiziarie, le autorità di contrasto e altre parti interessate, quali le associazioni di giornalisti e giudici. A tutti i paesi è stata data l’opportunità di fornire aggiornamenti fattuali sui rispettivi capitoli nazionali prima dell’adozione.  

La rete dell’UE sullo Stato di diritto, istituita nel 2020, ha continuato a fornire un canale di comunicazione tra la Commissione e gli Stati membri. Anche i paesi dell’allargamento sono stati invitati a nominare un punto di contatto e dal maggio 2024 partecipano in qualità di osservatori a tale rete.

Quali portatori di interessi sono stati consultati in merito alla presente relazione?

La Commissione ha effettuato consultazioni mirate dei portatori di interessi, che hanno fornito contributi generali e specifici per paese da parte di varie agenzie dell’UE, reti europee, organizzazioni nazionali ed europee della società civile, associazioni professionali e attori internazionali ed europei. Tra questi figuravano: l’Agenzia per i diritti fondamentali, la rete europea dei Consigli di giustizia (ENCJ), la rete dei presidenti delle Corti supreme dell’Unione europea, la rete europea delle istituzioni nazionali per i diritti umani (ENNHRI), il Consiglio degli ordini forensi d’Europa (CCBE), il Consiglio d’Europa,  l’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE), nonché le organizzazioni nazionali e internazionali della società civile e dei giornalisti. Per l’inclusione della dimensione del mercato unico, la Commissione ha avviato un dialogo anche con le associazioni di imprese e altri portatori di interessi pertinenti, a livello sia dell’UE che nazionale.

Le fonti della relazione comprendono una serie di studi e relazioni, quali l’Osservatorio del pluralismo dei media, gli Eurobarometri pertinenti e il quadro di valutazione UE della giustizia.

In che modo la relazione sullo Stato di diritto si riferisce ad altre procedure?

La relazione sullo Stato di diritto è un meccanismo preventivo che sensibilizza e facilita soluzioni tempestive per prevenire il deterioramento. Esso integra diversi altri meccanismi e strumenti a livello dell’UE, ciascuno con le proprie finalità. Nell’elaborare le raccomandazioni della relazione, la Commissione presta particolare attenzione alla coerenza e alle sinergie con altri processi, quali il semestre europeo, i piani nazionali per la ripresa e la resilienza e il regolamento sulla condizionalità. La relazione sullo Stato di diritto è una delle fonti di informazione utilizzate dalla Commissione per individuare le violazioni dei principi dello Stato di diritto che possono essere pertinenti per il regolamento sulla condizionalità.

  • Articolo 7 del trattato sull’Unione europea (TUE)

La procedura di cui all’articolo 7 TUE rimane uno strumento di risposta eccezionale che consente all’UE di agire qualora sussista un evidente rischio di violazione grave, o l’esistenza di una violazione grave e persistente, dei valori di cui all’articolo 2 TUE, compreso lo Stato di diritto.

  • Procedure di infrazione

Le procedure di infrazione hanno uno scopo specifico, vale a dire garantire la corretta applicazione del diritto dell’Unione da parte degli Stati membri. A norma dei trattati, la Commissione può avviare un’azione legale nei confronti di uno Stato membro che non attua il diritto dell’UE avviando una procedura di infrazione e, in ultima analisi, deferendo la questione alla Corte di giustizia.

  • Regime generale di condizionalità

Il regime generale di condizionalità è uno strumento di bilancio destinato a porre rimedio agli effetti negativi delle violazioni dei principi dello Stato di diritto sul bilancio dell’Unione. Nell’individuare e valutare le violazioni dei principi dello Stato di diritto che possono essere pertinenti per l’applicazione del regime generale di condizionalità, la Commissione tiene conto della relazione, nonché di fonti provenienti da altre istituzioni (ad esempio l’Ufficio europeo per la lotta antifrode, la Procura europea e la Corte dei conti europea).

  • Dispositivo per la ripresa e la resilienza

Per rispondere a una serie di raccomandazioni specifiche per paese pertinenti in materia di Stato di diritto nell’ambito del semestre europeo attraverso riforme e investimenti concreti, diversi Stati membri hanno incluso traguardi e obiettivi concreti nei loro piani per la ripresa e la resilienza. Questi sono ora in fase di attuazione graduale.

  • Quadro di valutazione UE della giustizia

Il quadro di valutazione UE della giustizia presenta dati comparativi annuali sul funzionamento dei sistemi giudiziari nazionali e altri indicatori pertinenti per il mercato unico. È una delle fonti di informazione alla base della relazione sullo Stato di diritto, del meccanismo di condizionalità dello Stato di diritto e del semestre europeo.

  • Relazioni sull’allargamento

Le relazioni annuali sull’allargamento riguardano lo stato di preparazione e i progressi compiuti dai paesi candidati, anche per quanto riguarda tutti gli aspetti relativi allo Stato di diritto. Essi forniscono orientamenti ai paesi dell’allargamento sulle priorità di riforma per l’anno a venire. Il pacchetto annuale sull’allargamento e le relazioni per paese continueranno a svolgere lo stesso ruolo di prima nel processo di adesione. L’inclusione di un numero selezionato di paesi dell’allargamento si basa sul loro stato di preparazione e sui progressi compiuti nel processo formale di adesione. L’inclusione dei quattro paesi dell’allargamento nelle relazioni sullo Stato di diritto mira a metterli su un piano di parità con gli Stati membri e a sostenerne gli sforzi di riforma e il processo di adesione, contribuendo a mantenere un modello sostenibile di standard elevati dopo l’adesione. I due esercizi sono quindi complementari.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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