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Domande e risposte sulla valutazione delle proposte di piani nazionali aggiornati per l’energia e il clima

 

Perché gli Stati membri stanno aggiornando i rispettivi piani nazionali per l’energia e il clima (PNEC) e in che modo li valuta la Commissione?

piani nazionali per l’energia e il clima (PNEC) sono strumenti essenziali contenenti le politiche e le misure concrete che gli Stati membri attueranno per conseguire gli obiettivi in materia di energia e clima per il 2030, consentire la transizione verso l’energia pulita e garantire la certezza sulla sicurezza energetica e sugli investimenti per l’industria europea. I PNEC sono strumenti di pianificazione trasparenti e partecipativi che gli Stati membri sono tenuti a preparare a norma del regolamento sulla governance dell’Unione dell’energia e dell’azione per il clima.

I primi PNEC per il periodo 2021-2030 sono stati presentati nel 2019, seguiti da una valutazione dettagliata a livello dell’UE e da valutazioni individuali dei singoli piani nazionali. Gli Stati membri sono ora tenuti ad aggiornarli per tenere conto dei progressi compiuti, delle nuove sfide e del quadro rivisto nell’ambito della normativa europea sul clima, del pacchetto “Pronti per il 55%”, del piano REPowerEU, come pure del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

La comunicazione della Commissione presentata oggi comprende una valutazione aggregata a livello unionale volta a stabilire se l’UE sia collettivamente sulla buona strada per conseguire gli obiettivi dell’Unione dell’energia e gli obiettivi in materia di clima e energia per il 2030. Costituisce inoltre un’importante fonte di informazioni sulle riforme necessarie. L’analisi di cui trattasi è stata effettuata sulla base delle 21 proposte di piani nazionali aggiornati per l’energia e il clima presentate prima di metà novembre 2023.

La comunicazione odierna sulla valutazione a livello di UE delle proposte di PNEC è accompagnata da 21 raccomandazioni specifiche per paese e valutazioni individuali – una per ciascuno degli Stati membri che hanno presentato il rispettivo piano nei tempi previsti – riguardanti l’allineamento con gli obiettivi in materia di clima e di energia, neutralità climatica e adattamento. I sei Stati membri rimanenti riceveranno raccomandazioni soltanto sulle rispettive politiche di adattamento e sulla coerenza con l’obiettivo di neutralità climatica dell’Unione, consultabili qui e qui. Un altro documento di lavoro dei servizi della Commissione valuta inoltre i progressi in termini di adattamento in tutti i 27 Stati membri.

I PNEC devono garantire la comparabilità e la coerenza delle politiche, tendendo conto delle cinque dimensioni dell’Unione dell’energia: decarbonizzazione dell’economia, efficienza energetica, un mercato interno dell’energia pienamente integrato, sicurezza energetica, solidarietà e fiducia e ricerca, innovazione e competitività.

Gli Stati membri erano tenuti a includere nei PNEC aggiornati, per ciascuna dimensione, i rispettivi traguardi, obiettivi e/o contributi, nonché le politiche nazionali per conseguirli. Essi hanno inoltre valutato i rischi fisici derivanti dal riscaldamento globale che possono incidere sulla loro capacità di conseguire gli obiettivi dell’Unione dell’energia e di adottare misure adeguate per ridurre al minimo tali rischi. I PNEC dovrebbero basarsi su una solida analisi, valutando l’impatto previsto delle politiche proposte e individuando le lacune o il fabbisogno di investimenti. Inoltre, i piani dovrebbero basarsi su ampie consultazioni, a livello governativo, con i portatori di interessi locali e nazionali e gli Stati membri limitrofi.

L’UE è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi più ambiziosi in materia di energia e clima per il 2030?

Dalla valutazione emerge che gli Stati membri hanno adottato misure che vanno nella giusta direzione ma le proposte di pian evidenziano tuttora significative lacune per quanto riguarda gli obiettivi rivisti in materia di energia e clima nell’ambito del pacchetto “Pronti per il 55%” e di REPowerEU. Ciò significa che le misure esistenti e previste incluse nelle proposte di PNEC non sono ancora sufficienti per conseguire gli obiettivi dell’UE in materia di clima e energia per il 2030.

Sulla base delle proposte di piani oggetto di valutazione, le emissioni nette di gas a effetto serra si attesteranno nel 2030 a -51% rispetto al 1990, al di sotto dell’obiettivo del -55% fissato nella normativa europea sul clima. Sono necessarie maggiori ambizioni e ulteriori misure anche nei settori dei trasporti, dell’edilizia, dell’agricoltura, dei rifiuti e dell’assorbimento di carbonio. I piani attuali consentirebbero una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di -33,8% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005, a fronte di un obiettivo di -40% previsto dal regolamento sulla condivisione degli sforzi e mancherebbero circa -40/-50 MtCO2 equivalente per conseguire l’obiettivo di -310 Mt CO2 equivalente indicato nel regolamento LULUCF.

Le proposte di PNEC presentano attualmente un livello di ambizione insufficiente per quanto riguarda le energie rinnovabili e l’efficienza energetica. Sulla base delle proposte di piani oggetto di valutazione, la quota di energie rinnovabili potrebbe attestarsi tra il 38,6% e il 39,3% entro il 2030. Si tratta di un importo significativamente superiore al 32% fissato nella direttiva sulle energie rinnovabili del 2018, ma comunque inferiore all’obiettivo minimo del 42,5% fissato nella direttiva riveduta del 2023 sulle energie rinnovabili.

Sulla base delle attuali proposte di piani l’efficienza energetica dovrebbe migliorare a livello dell’Unione per attestarsi al 5,8%. Si tratta di un dato al di sotto dell’obiettivo della direttiva sull’efficienza energetica del 2023, che fissa un miglioramento dell’efficienza energetica pari all’11,7%.

L’UE è sulla buona strada per diventare climaticamente neutra entro il 2050?

In linea con la normativa europea sul clima, la Commissione ha valutato i progressi compiuti dall’UE e dai suoi Stati membri verso la neutralità climatica. Nel complesso, le emissioni nette interne di gas a effetto serra dell’UE sono in costante diminuzione. Le emissioni nette (comprese le attività LULUCF) sono diminuite di circa il 3% nel 2022 rispetto al 2021, proseguendo la tendenza al ribasso su 30 anni.

Sebbene le emissioni di gas a effetto serra continuino a diminuire, e vi siano segnali incoraggianti di interventi sul campo, la Commissione ritiene che gli attuali progressi verso l’obiettivo della neutralità climatica dell’UE restano insufficienti. È necessario intervenire soprattutto nei settori che richiedono ancora riduzioni significative delle emissioni o che negli ultimi anni hanno evidenziato una tendenza negativa, come nel caso del pozzo di assorbimento del carbonio (ad esempio, uso del suolo, cambiamento di uso del suolo e silvicoltura). La proposta di normativa sul ripristino della natura aiuterà, tra l’altro, gli Stati membri a ripristinare la natura con modalità il più possibile compatibili con l’aumento del pozzo naturale di assorbimento del carbonio, come previsto dagli obiettivi concordati in ambito LULUCF.

Per progredire verso la neutralità climatica entro il 2050, l’UE e i suoi Stati membri devono accelerare in modo significativo il ritmo dei cambiamenti, come sottolineato nella relazione sui progressi dell’azione dell’UE per il clima, e intensificare gli sforzi verso la riduzione delle emissioni. La Commissione ha pubblicato oggi pertinenti raccomandazioni (qui e qui) agli Stati membri nell’ambito della normativa europea sul clima.

Gli Stati membri stanno compiendo progressi sufficienti per adattarsi ai cambiamenti climatici e rafforzare la resilienza climatica?

Gli Stati membri dovrebbero utilizzare i PNEC per pianificare meglio l’azione di adattamento e rafforzare la resilienza, anche nel sistema dell’energia. I piani dovrebbero individuare le vulnerabilità e i rischi climatici pertinenti, includere obiettivi di adattamento e allinearli alle misure a livello nazionale.

Pochi paesi hanno tenuto conto di questi requisiti nelle rispettive proposte di piani aggiornati, proponendo interventi adeguati. La maggior parte degli Stati membri non ha definito in modo sufficientemente dettagliato le politiche di gestione delle risorse idriche e quelle per contrastare l’impatto delle carenze idriche stagionali, del calore, della siccità o degli eventi meteorologici sulla produzione di energia e sulle interruzioni delle forniture. Si tratta di una questione di grande importanza se si considera che la siccità e gli eventi meteorologici estremi sono sempre più frequenti e richiedono investimenti adeguati.

In linea con la normativa europea sul clima, la Commissione ha inoltre valutato più in generale i progressi compiuti dagli Stati membri in materia di adattamento ai cambiamenti climatici, concludendo che i progressi sono insufficienti. La Commissione ha pubblicato raccomandazioni agli Stati membri (qui e qui) in materia di adattamento che tengono conto dei risultati di tali valutazioni.

L’UE promuove la transizione verde con investimenti nelle tecnologie?

Per conseguire gli obiettivi in materia di energia e clima saranno necessari ingenti investimenti nelle tecnologie verdi e pulite, per le quali si registrerà un rapido aumento della domanda. Secondo la valutazione a livello dell’UE e le raccomandazioni della Commissione, nei PNEC sono necessari maggiori sforzi per stimolare gli investimenti fondamentali in vista della transizione verso la neutralità climatica con stime affidabili degli investimenti.

La Commissione ha sottolineato la necessità di rafforzare con urgenza la competitività delle catene del valore europee dell’energia pulita, il sostegno alla decarbonizzazione delle industrie e gli sforzi in materia di ricerca e innovazione, anche per quanto riguarda la preparazione di una forza lavoro qualificata, in modo che le imprese dell’UE possano concepire, sviluppare e espandere le capacità di produzione per le tecnologie pulite e garantire l’approvvigionamento di componenti e materiali lungo l’intera catena del valore, in linea con la normativa sull’industria a zero emissioni nette e la normativa sulle materie prime critiche.

Molti piani descrivono gli investimenti previsti nell’elettrificazione, nell’idrogeno, nella cattura, nell’utilizzo e nello stoccaggio del carbonio e in altre tecnologie. Illustrano inoltre una serie di misure a sostegno della ricerca e dell’innovazione nelle tecnologie pulite e nella loro diffusione. Molti Stati membri, ad esempio, hanno fornito proiezioni sulla cattura attesa di CO2 mentre altri hanno valutato la necessità di sviluppare una rete di gasdotti per il trasporto di CO2 verso siti di uso o stoccaggio. Tuttavia, è necessario illustrare e quantificare meglio gli obiettivi di spesa per la ricerca e l’innovazione e per misure concrete atte a promuovere l’ampliamento delle capacità di produzione delle tecnologie pulite in Europa.

I PNEC dovrebbero inoltre fornire certezza, chiarezza e prevedibilità a livello normativo per le imprese e gli investitori, nonché agevolare la pianificazione dell’uso dei fondi pubblici (programmi nazionali e dell’Unione) per contribuire a mobilitare gli investimenti privati necessari. Saranno necessarie ulteriori misure per attrarre finanziamenti privati, in quanto la maggior parte degli investimenti necessari per conseguire gli obiettivi dell’UE in materia di clima ed energia deve provenire da fonti private.

Quali sono le altre conclusioni della valutazione a livello dell’UE e le raccomandazioni agli Stati membri?

La valutazione della Commissione indica inoltre che la sicurezza energetica è affrontata in modo molto diverso nelle proposte di piani. Le importazioni di energia dell’UE dalla Russia sono notevolmente diminuite a seguito della risposta coordinata dell’UE attraverso il piano REPowerEU plan. Tuttavia, gli Stati membri dovrebbero fornire piani più dettagliati sulle modalità di diversificazione del loro approvvigionamento energetico. Il lato della domanda nel settore dell’energia elettrica e lo stoccaggio dell’energia non sono sufficientemente trattati nonostante la crescente importanza della flessibilità. La maggior parte degli Stati membri indica nei rispettivi piani l’adozione della flessibilità e la gestione della domanda come caratteristiche fondamentali del mercato interno dell’energia per garantire una rapida diffusione delle energie rinnovabili, mentre alcuni Stati membri hanno proposto chiari obiettivi nazionali per sostenerne la diffusione a livello nazionale. Tuttavia, in una serie di piani mancano ancora obiettivi chiari e un quadro normativo completo.

Le sovvenzioni ai combustibili fossili rimangono un ostacolo significativo alla transizione verso l’energia pulita e un freno agli obiettivi climatici dell’UE. Sulla base delle proposte di PNEC aggiornati è necessario uno sforzo collettivo di tutti gli Stati membri per stabilire il prima possibile un calendario chiaro e credibile per l’eliminazione graduale delle sovvenzioni ai combustibili fossili che non permettono di affrontare la povertà energetica o la transizione giusta, adottando nel contempo le necessarie misure accessorie per proteggere le famiglie vulnerabili e salvaguardare la competitività.

In materia di contrasto della povertà energetica, la grande maggioranza degli Stati membri non ha ancora stabilito obiettivi chiari, un metodo per la definizione e la valutazione delle famiglie vulnerabili e un quadro più solido per la responsabilizzazione dei consumatori. Infine, per sostenere una transizione giusta, gli Stati membri devono fornire una valutazione più completa degli impatti socioeconomici della transizione verde sulle persone, le famiglie e le imprese e presentare una serie più completa di misure per affrontare tali effetti. La Commissione ha pertanto raccomandato di fare di più per proteggere le persone, le famiglie e le imprese vulnerabili e di adottare un approccio maggiormente strategico e lungimirante alla transizione giusta. Con le giuste politiche, gli Stati membri possono accompagnare la transizione pulita, creare nuove opportunità sul mercato del lavoro e valorizzare il potenziale delle diverse regioni d’Europa.

Quali sono le prossime tappe verso le versioni definitive dei PNEC aggiornati?

Tutti gli Stati membri devono presentare i rispettivi PNEC definitivi aggiornati entro giugno 2024, come stabilito dal regolamento dell’UE sulla governance.

Tutti gli Stati membri che non l’hanno ancora fatto (Austria, Bulgaria, Poloniadevono presentare senza ulteriori indugi le rispettive proposte di PNEC aggiornati. La Commissione, che ha intrattenuto contatti con tali Stati membri, sta valutando le prossime tappe. Ai sensi delle raccomandazioni contenute nella normativa europea sul clima, tali Stati membri hanno ricevuto raccomandazioni sulla presentazione delle rispettive proposte di PNEC aggiornati.

A causa di una presentazione tardiva, non è stato possibile esaminare i PNEC di Belgio, Lettonia e Irlanda nell’ambito della valutazione a livello dell’UE. La Commissione intende pubblicare valutazioni e raccomandazioni individuali per questi paesi all’inizio del 2024.

Al momento di finalizzare i piani, tutti gli Stati membri devono tenere conto delle raccomandazioni della Commissione. Gli Stati membri dispongono di sei mesi per rivedere le rispettive proposte di piani e innalzare il livello di ambizione nazionale. Il nostro obiettivo comune è che la somma dei contributi nazionali presentati nei PNEC definitivi corrisponda almeno al livello degli obiettivi concordati dell’UE per il 2030.

La Commissione rimane pienamente disponibile a coadiuvare gli Stati membri nella messa a punto dei PNEC aggiornati. La Commissione intensificherà i contatti con gli Stati membri e utilizzerà i consessi pertinenti per consentire lo scambio delle migliori pratiche, in particolare su questioni trasversali quali gli investimenti, l’energia pulita a prezzi accessibili e la pianificazione delle relative reti e di altre infrastrutture. Continuerà inoltre a promuovere un dibattito inclusivo sui PNEC, a sostenere la cooperazione regionale fra Stati membri e a prestare l’assistenza tecnica richiesta. Raccomanda agli Stati membri di migliorare il processo di consultazione pubblica, finalizzando nel contempo i PNEC.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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