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Domande e risposte sull’influenza aviaria

Cos’è l’influenza aviaria?

L’influenza aviaria è una malattia virale che si manifesta principalmente nei volatili. I virus dell’influenza aviaria sono virus ad alta o bassa patogenicità (rispettivamente influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) e influenza aviaria a bassa patogenicità (LPAI)) a seconda della loro capacità di causare una diversa gravità della malattia e della mortalità nei polli.

Gli uccelli selvatici, in particolare gli uccelli acquatici, sono la causa principale dell’evoluzione e della diffusione di tali virus. Il pollame infetto da LPAI può presentare segni lievi o nulli della malattia. Le infezioni causate dall’HPAI possono causare gravi malattie e la morte nel pollame.

Perché l’influenza aviaria è motivo di preoccupazione?

L’influenza aviaria nei volatili può avere conseguenze sanitarie ed economiche a causa delle perdite di produzione negli allevamenti infetti. I virus dell’influenza aviaria hanno una maggiore capacità di evolvere/mutare e di mescolare con altri virus dell’influenza aviaria. Ciò aumenta il rischio di nuovi ceppi più infettivi o potenzialmente infettivi di altre specie, tra cui l’uomo. La crescente individuazione dell’influenza aviaria nei mammiferi (ad esempio vacche, alpacas, topi, gatti) è una tendenza che viene tenuta sotto stretta sorveglianza.

La Commissione, insieme al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), monitora attentamente la situazione dell’influenza aviaria nell’UE. Esistono norme dell’UE sulle misure da adottare in caso di focolaio negli uccelli detenuti, nonché un solido quadro di misure di prevenzione e preparazione in caso di infezioni negli animali. Per quanto riguarda la salute umana, la legislazione dell’UE in materia di sicurezza sanitaria garantisce la sorveglianza, la risposta rapida e il coordinamento a livello dell’UE, qualora venga individuato un caso.

L’influenza aviaria può infettare specie diverse dai volatili?

L’influenza aviaria colpisce generalmente gli uccelli, ma altri animali (mammiferi quali vacche, alpacas, topi, gatti) possono essere infettati da virus dell’influenza aviaria, tra cui suini, visoni, foche, cinghiali, volpi e gatti. Anche gli Stati Uniti hanno recentemente segnalato per la prima volta casi di HPAI nei bovini.

L’influenza aviaria rappresenta un rischio per l’uomo?

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ritiene attualmente basso il rischio per il grande pubblico e il rischio per coloro che lavorano con uccelli e mammiferi infetti o sono esposti ad essi come da basso a moderato. La maggior parte dei ceppi del virus dell’influenza aviaria è relativamente innocua e non infetta l’uomo.

Tuttavia, alcune varianti possono sviluppare mutazioni che aumentano il loro potenziale di infettare altre specie, compresi gli esseri umani.

I casi umani possono variare da sintomi asintomatici o molto lievi (congiuntivite, sintomi respiratori lievi) a sintomi gravi (polmonite che richiede un ricovero ospedaliero) e, in alcuni casi, alla morte.

Ad oggi non è stata confermata la trasmissione del virus H5N1 da uomo a uomo e non sono stati segnalati casi attivi di infezione da influenza aviaria nell’uomo nell’UE/SEE.

Le persone a stretto contatto con animali infetti dovrebbero indossare dispositivi di protezione individuale ed evitare un contatto diretto non protetto con animali malati o morti, carcasse, feci e ambienti potenzialmente contaminati. Gliorientamenti dell’ECDC raccomandano la sorveglianza attiva delle persone esposte (come il monitoraggio dei sintomi o i test), le misure preventive e/o la vaccinazione dei gruppi a rischio.

L’ECDC monitora costantemente la situazione e aggiorna di conseguenza le proprie valutazioni dei rischi. La Commissione ha inoltre istituito sistemi di sorveglianza e di allarme rapido ben funzionanti per consentire l’allarme rapido di qualsiasi evento nell’uomo o negli animali. In caso di comparsa di un ceppo di influenza aviaria ad alta patogenicità infettivo tra gli esseri umani, la preparazione e un’azione rapida sarebbero fondamentali.

Maggiori informazioni sui rischi per la salute pubblica derivanti dai virus dell’influenza aviaria sono disponibili sulla pagina web dell’ECDC dedicata all’influenza aviaria.

Come ha risposto la Commissione ai recenti casi di influenza aviaria nell’uomo negli Stati Uniti e in altri paesi terzi?

La Commissione opera sulla base di un approccio “One Health” per migliorare la prevenzione, la previsione, l’individuazione e la risposta a qualsiasi minaccia emergente. Tale approccio si basa sul principio che la salute umana, animale e ambientale è strettamente interconnessa: e devono essere affrontate insieme. A tal fine occorre lavorare in tutte le politiche e in tutti i settori, tra cui la sanità pubblica, la salute degli animali e la sicurezza alimentare.

La Commissione sta monitorando attentamente la situazione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità in tutto il mondo, in stretta collaborazione con gli Stati membri, l’EFSA, l’ECDC, l’EMA, il laboratorio di riferimento dell’Unione europea (EURL) per l’influenza aviaria, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l’Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH). Sta inoltre monitorando attentamente qualsiasi evoluzione genetica del virus.

La Commissione mantiene contatti regolari con gli Stati membri ed è pronta a reagire molto rapidamente in caso di evolversi della situazione. Dal luglio 2023 il comitato per la sicurezza sanitaria (CSS) dell’UE tiene riunioni periodiche per discutere delle misure di prevenzione e preparazione contro l’influenza aviaria, comprese riunioni congiunte con le autorità veterinarie dell’UE (capi dei servizi veterinari) ogniqualvolta necessario. Nel dicembre 2023 il comitato per la sicurezza sanitaria ha formulato un parere sull’influenza zoonotica contenente raccomandazioni per azioni coordinate da parte degli Stati membri al fine di promuovere la prevenzione e la preparazione contro eventuali focolai.

La Commissione e gli Stati membri sono inoltre regolarmente in contatto con le autorità degli Stati Uniti e di altri paesi terzi, nonché con le organizzazioni internazionali, per scambiare informazioni sulla situazione della malattia, comprese le misure di prevenzione e gestione. Ad esempio, alla fine di maggio la Commissione ha invitato le autorità statunitensi, nonché la FAO e l’OMS, a presentare le loro attività di sperimentazione e preparazione alla riunione congiunta del comitato per la sicurezza sanitaria dell’UE e dei capi dei servizi veterinari dell’UE.

È stato inoltre istituito un nuovo gruppo di lavoro dell’Iniziativa per la sicurezza sanitaria globale sulle infezioni respiratorie con potenziale pandemico, al fine di agevolare lo scambio rapido di informazioni da parte dei paesi del G7.

Qual è lo stato di preparazione dell’UE in materia di contromisure mediche?

L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha autorizzato alcuni medicinali antivirali per il trattamento dell’influenza umana nell’UE (Dectova, Ebilfumin, Tamiflu, Xofluza).

La Commissione ha organizzato contratti di aggiudicazione congiunta firmati con Seqirus (2019) e GSK (2022) per i loro vaccini contro l’influenza pandemica, Foclivia e Adjupanrix, rispettivamente. Tali appalti congiunti garantiscono che le imprese forniscano agli Stati membri partecipanti vaccini adeguati contro le pandemie una volta dichiarata una pandemia dall’OMS. L’HERA ha inoltre firmato, per conto degli Stati membri partecipanti, un contratto quadro di aggiudicazione congiunta per le dosi pre-pandemiche del virus dell’influenza zoonotica aggiornato, destinato a coloro che sono più esposti a potenziali trasferimenti di influenza aviaria da volatili o animali, come gli allevatori avicoli e i veterinari.

Inoltre, nell’ambito di rescEU sono organizzate scorte di contromisure mediche, che possono essere rilasciate in caso di pandemie.

Quali misure devono essere adottate quando si riscontra l’influenza aviaria nel pollame per prevenire la diffusione dell’infezione?

Ai sensi della legislazione dell’UE in materia di sanità animale, non appena viene individuata l’influenza aviaria ad alta patogenicità, devono essere adottate misure di eradicazione.

Le autorità degli Stati membri devono attuare immediatamente misure per eliminare la malattia nello stabilimento infetto, tra cui l’abbattimento di tutti i volatili, lo smaltimento sicuro delle carcasse e dei materiali potenzialmente contaminati, nonché la pulizia e la disinfezione. Inoltre, deve essere istituita una zona soggetta a restrizioni di almeno 10 km attorno allo stabilimento interessato, con l’applicazione di misure di controllo supplementari agli stabilimenti situati in tale zona in cui sono detenuti volatili. Le restrizioni degli spostamenti devono essere applicate dalle autorità nazionali per quanto riguarda lo stabilimento infetto e gli altri stabilimenti situati nella zona soggetta a restrizioni. Se ritenuto necessario, le misure di abbattimento totale possono essere estese anche alle aziende avicole situate nelle vicinanze o alle aziende che hanno avuto contatti con un’azienda infetta.

Sono messe in atto ulteriori misure di monitoraggio e sorveglianza nei volatili per valutare la situazione della malattia e controllare la diffusione. Tali misure siano mantenute per almeno 30 giorni dopo l’eradicazione del virus dallo stabilimento infetto.

Inoltre, la zonizzazione dell’UE è effettuata per prevenire la diffusione della malattia ed evitare inutili perturbazioni degli scambi. La regionalizzazione/zonizzazione dell’UE (che separa le zone indenni da malattia da quelle con infezione) è pubblicata regolarmente nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

Esistono norme sugli scambi di volatili e di animali infetti dall’influenza aviaria?

Il commercio internazionale di pollame e prodotti a base di pollame deve essere conforme alle norme dell’Organizzazione mondiale per la salute animale. La presenza di HPAI nel pollame comporta restrizioni agli scambi internazionali di volatili vivi e carni di pollame provenienti dalla regione/dal paese infetto.

Sebbene l’influenza aviaria non sia una malattia elencata nei mammiferi, continuano ad applicarsi le prescrizioni generali in materia di sanità animale. In particolare, possono essere oggetto di scambi solo animali sani e la certificazione veterinaria è richiesta per gli scambi di animali verso altri paesi.

È sicuro mangiare carne di pollame e prodotti a base di pollame?

Secondo l’EFSA, non vi sono prove che l’influenza aviaria possa essere trasmessa all’uomo attraverso il consumo di prodotti a base di pollame contaminati. In ogni caso, i prodotti a base di carne e pollame provenienti da allevamenti infetti sono distrutti e non entrano nella catena alimentare. Una manipolazione sicura della carne cruda e di altri ingredienti alimentari crudi, una cottura accurata e una buona igiene della cucina possono prevenire o ridurre i rischi posti dagli alimenti contaminati.

Quali misure devono essere adottate in caso di presenza dell’influenza aviaria nei volatili selvatici?

Le misure di biosicurezza nelle aziende agricole sono la prima linea di protezione contro l’introduzione e la diffusione di virus dell’influenza aviaria nel pollame o nei volatili in cattività, in caso di focolaio nei volatili selvatici. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha fornito orientamenti dettagliati sul tipo di misure da adottare. Tra queste figurano, tra l’altro:

  • limitare l’accesso e il contatto dei volatili selvatici al pollame;
  • evitare stagni o altre superfici idriche nelle strutture avicole a cui i volatili selvatici avrebbero accesso;
  • confinare al chiuso gli uccelli domestici per quanto possibile in periodi ad alto rischio;
  • utilizzare serrature igieniche e limitare l’accesso delle persone ai ricoveri per pollame.

Esistono vaccini per gli uccelli contro l’influenza aviaria?

La vaccinazione contro l’influenza aviaria può essere applicata a determinate condizioni. Attualmente sono in corso di attuazione campagne di vaccinazione per il pollame (Francia) o per i giardini zoologici (Paesi Bassi, Spagna).

Attualmente nell’UE sono autorizzati diversi vaccini contro l’influenza aviaria. Spetta agli Stati membri decidere se utilizzare tali vaccini sul loro territorio per prevenire o controllare le malattie, ove opportuno e necessario.

Nel 2023 la Commissione ha fornito lo strumento giuridico per consentire la vaccinazione dei volatili contro l’influenza aviaria ad alta patogenicità, che ha ampliato il pacchetto di strumenti dell’UE per la prevenzione e il controllo delle malattie. Garantisce che gli Stati membri dispongano delle migliori opzioni scientifiche per rispondere alla situazione della malattia e alle circostanze locali. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha recentemente pubblicato un nuovo parere scientifico sulla vaccinazione contro l’HPAI, per aiutare gli Stati membri a rendere le loro strategie di vaccinazione ancora più efficienti ed efficaci.

Secondo le norme internazionali (codice terrestre dell’Organizzazione mondiale per la salute animale), la vaccinazione non inciderà sullo status di indenne da HPAI di un paese o di una zona se un’adeguata sorveglianza dimostra che non vi è infezione da virus.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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