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Domande e risposte sull’iniziativa dei cittadini europei “Fur Free Europe” (Basta pellicce in Europa)

 

Che cos’è l’iniziativa dei cittadini europei “Fur Free Europe” (Basta pellicce in Europa)?

L’iniziativa “Fur Free Europe” invita la Commissione a intervenire per vietare principalmente due pratiche:

  • la detenzione e l’abbattimento di animali allo scopo esclusivo o principale di produrre pellicce;
  • l’immissione sul mercato dell’UE di pellicce di allevamento e di prodotti che le contengono.

Nel mese di luglio gli organizzatori dell’ICE si sono riuniti con la Commissione per illustrare gli obiettivi della loro iniziativa e per chiarirne la portata. In ottobre si sono poi svolti un’audizione e uno scambio di opinioni in seno al Parlamento europeo.

La Commissione ha registrato l’iniziativa dei cittadini europei “Fur Free Europe” il 16 marzo 2022. Gli organizzatori hanno raccolto le firme a sostegno dell’iniziativa tra il 18 maggio 2022 e il 1o marzo 2023. Il 14 giugno 2023, dopo la verifica di 1 502 319 dichiarazioni di sostegno valide svolta dalle autorità degli Stati membri, gli organizzatori hanno sottoposto l’iniziativa alla Commissione affinché la esaminasse e fornisse una risposta.

Che risposta ha dato la Commissione a questa iniziativa?

La Commissione si è impegnata a valutare attentamente la necessità e la fattibilità di vietare l’allevamento di animali da pelliccia e la commercializzazione delle pellicce nell’UE. Sulla base del parere scientifico che l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) dovrà presentare entro marzo 2025 e di un’ulteriore valutazione, la Commissione renderà noto entro marzo 2026 se ritenga opportuno proporre un divieto dopo un periodo transitorio. La Commissione valuterà inoltre se adottare altre misure per garantire il benessere degli animali da pelliccia di allevamento.

Nel frattempo la Commissione sta adottando diverse misure in relazione al benessere degli animali, alla salute pubblica e alle conseguenze ambientali dell’allevamento di animali da pelliccia. Tra queste vi sono visite ad allevamenti di animali da pelliccia negli Stati membri per esaminare i controlli “One Health” predisposti, una valutazione d’impatto in vista di un’eventuale revisione del regolamento sull’etichettatura dei prodotti tessili e, in funzione dell’esito di tale valutazione, l’eventuale inclusione del visone americano nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale. La Commissione seguirà un approccio “One Health”, nella consapevolezza che la salute umana, animale e ambientale sono collegate in maniera indissolubile, per prevenire e individuare i focolai di malattie negli allevamenti di animali da pelliccia e per farvi fronte.

Che cosa ha chiesto la Commissione all’EFSA di valutare e perché?

La Commissione ha chiesto all’EFSA di fornire entro marzo 2025 un parere scientifico sul benessere degli animali da pelliccia. L’EFSA dovrebbe concentrarsi sugli animali allevati esclusivamente per la produzione di pellicce, vale a dire visoni, volpi, cani procioni e cincillà. Più specificamente, la Commissione ha chiesto all’EFSA di analizzare il benessere di questi animali, i sistemi di allevamento comuni e le modalità per prevenire o attenuare eventuali problemi di benessere animale nelle attuali condizioni di allevamento.

Sulla base di tale parere la Commissione valuterà, specie per specie, se proporre un divieto dell’allevamento di animali da pelliccia e/o della commercializzazione delle pellicce nell’UE dopo un periodo transitorio. La Commissione terrà conto anche di considerazioni relative alla salute e al benessere degli animali, alla salute pubblica e all’ambiente, in linea con l’approccio “One Health”. Nel valutare la possibilità di vietare la commercializzazione delle pellicce di allevamento occorrerà prendere in considerazione anche altri fattori, come le norme commerciali internazionali.

Qual è attualmente la situazione degli allevamenti di animali da pelliccia nell’UE?

Si stima che nell’UE siano attivi circa 1 000 allevamenti di animali da pelliccia (visoni, volpi e cani procioni), con circa 7,7 milioni di animali. Attualmente nell’Unione nessun’altra specie animale è allevata unicamente o prevalentemente ai fini della produzione di pellicce.

Attualmente non esiste una normativa specifica dell’UE sul benessere animale riguardante gli animali allevati per la produzione di pellicce. Gli animali presenti negli allevamenti da pelliccia sono tuttavia disciplinati dalle norme dell’UE sulla protezione degli animali negli allevamenti.

Tale normativa impone norme minime in materia di alimentazione e abbeveraggio, stabulazione, selezione, manipolazione e salute degli animali; devono essere prese in considerazione anche le loro esigenze fisiche e comportamentali naturali.

La maggior parte degli Stati membri (17 Stati) ha già introdotto un divieto totale o parziale di allevare animali da pelliccia. Altri Stati membri hanno tuttavia obiettato che un divieto unionale di allevare animali da pelliccia sarebbe sproporzionato e avrebbe un impatto economico negativo, in particolare su comunità rurali vulnerabili.

In cosa consiste l’iniziativa dei cittadini europei?

L’iniziativa dei cittadini europei (ICE) è stata introdotta nell’aprile 2012 come strumento per dare modo ai cittadini di definire priorità strategiche. L’ICE consente a 1 milione di cittadini appartenenti ad almeno 7 Stati membri dell’UE di invitare la Commissione europea a proporre atti giuridici nei settori di sua competenza.

Ai sensi del regolamento ICE, la Commissione ha l’obbligo di reagire entro 6 mesi dalla presentazione di un’ICE che sia riuscita a raccogliere 1 milione di dichiarazioni di sostegno valide in almeno 7 Stati membri.

La Commissione deve decidere se adottare atti normativi, agire in altro modo per conseguire gli obiettivi dell’ICE o non agire affatto, motivando la propria decisione.

La Commissione deve inoltre spiegare la propria posizione in una comunicazione adottata dal collegio dei commissari. Se la Commissione intende agire, la comunicazione deve contenere anche il calendario indicativo delle azioni previste.

Quante sono state in totale le ICE registrate finora? A che punto si trovano?

Al 6 dicembre 2023 la Commissione ha registrato 107 iniziative dei cittadini europei.

Di queste 107 ICE:

  • 10 hanno raggiunto la soglia di 1 milione di firme e sono state presentate alla Commissione; 9 di esse hanno già ricevuto una risposta dalla Commissione, da ultima “Salvare i cosmetici cruelty-free” nel luglio 2023;
  • 2 iniziative hanno dichiarato di avere raggiunto il sostegno richiesto ma non sono state ancora presentate all’esame della Commissione;
  • 10 stanno raccogliendo dichiarazioni di sostegno; altre 4 sono state registrate ma devono ancora iniziare a raccogliere le dichiarazioni di sostegno;
  • per 60 il periodo di raccolta si è concluso senza che fosse raggiunta la soglia necessaria;
  • 21 sono state ritirate dagli organizzatori senza ottenere il sostegno necessario.

Questa è la decima ICE a essere presentata con successo alla Commissione e la sesta iniziativa di successo riguardante gli animali.

Un’ICE ha mai portato concretamente a una proposta legislativa della Commissione?

Dal 2012, anno dell’introduzione di questo strumento, 12 iniziative hanno raccolto oltre 1 milione di firme ciascuna. A 9 la Commissione ha risposto ufficialmente.

La Commissione si è impegnata a intraprendere azioni per 8 delle 9 ICE suddette. Ad esempio:

  • in risposta all’iniziativa “L’acqua è un diritto” (Right2Water), la Commissione ha proposto una revisione della direttiva sull’acqua potabile per garantire ai cittadini europei l’accesso all’acqua potabile sicura. Nel dicembre 2019 il Parlamento europeo e il Consiglio dell’UE hanno raggiunto un accordo su norme UE più moderne. La direttiva è entrata in vigore nel gennaio 2021 e gli Stati membri erano tenuti a recepirla nella legislazione nazionale entro il gennaio 2023;
  • in risposta a uno degli obiettivi dell’iniziativa “Vietare il glifosato e proteggere le persone e l’ambiente dai pesticidi tossici”, la Commissione ha adottato una proposta di regolamento relativo alla trasparenza e alla sostenibilità dell’analisi del rischio dell’Unione nella filiera alimentare, che modifica il regolamento sulla legislazione alimentare generale. Il regolamento, adottato nel 2019, si applica dal 27 marzo 2021.

Nella sua recente risposta all’iniziativa “Salvare i cosmetici cruelty-free: impegnarsi per un’Europa senza sperimentazione animale“, la Commissione si è impegnata a predisporre una tabella di marcia per sostituire la sperimentazione animale nelle valutazioni della sicurezza chimica e ad avviare una serie di azioni per accelerare la riduzione della sperimentazione animale nella ricerca, nell’istruzione e nella formazione.

Nella sua recente risposta all’iniziativa “Stop Finning – Stop the trade” (Stop all’asportazione e al commercio delle pinne di squalo), che chiede di vietare l’importazione, l’esportazione e il transito di pinne di squalo sfuse, la Commissione si è impegnata a:

  • avviare una valutazione d’impatto sulle conseguenze ambientali, sociali ed economiche dell’immissione sul mercato dell’UE e sull’esportazione solo di esemplari interi, con le pinne attaccate al corpo;
  • fornire informazioni più dettagliate per migliorare le statistiche sul commercio di prodotti derivati dagli squali;
  • rafforzare l’applicazione delle norme dell’UE in materia di tracciabilità nell’intera catena del valore.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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