Quale sarà il ruolo dell’energia nucleare nel futuro mix energetico dell’UE?
L’energia autoctona, a prezzi accessibili e pulita è fondamentale affinché l’UE consegua i suoi obiettivi di decarbonizzazione, competitività e resilienza. Per realizzare un sistema energetico efficiente sotto il profilo dei costi e sostenibile, l’UE avrà bisogno di un mix energetico diversificato che incorpori tecnologie rinnovabili e a basse emissioni di carbonio.
Il piano per l’obiettivo climatico dell’UE per il 2040 sottolinea la necessità di un’ulteriore elettrificazione verso un sistema energetico completamente decarbonizzato. La valutazione d’impatto della Commissione alla base del piano mostra che le energie rinnovabili, integrate dall’energia nucleare, genereranno oltre il 90 % dell’energia elettrica consumata nell’UE entro il 2040.
I trattati dell’UE conferiscono a ciascuno Stato membro il diritto di scegliere il proprio mix energetico. Per alcuni di loro, l’energia nucleare è un mezzo importante per decarbonizzare la loro economia e contribuisce alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico. I piani nazionali aggiornati per l’energia e il clima presentati dagli Stati membri indicano che l’energia nucleare continuerà a fornire un contributo fondamentale alla produzione di energia elettrica pulita, al calore industriale e residenziale e alla produzione di idrogeno per gli Stati membri che hanno scelto di utilizzarla.
Fondamentalmente, l’energia nucleare dovrebbe essere sviluppata nel modo più efficace sotto il profilo dei costi ed essere utilizzata in linea con i più elevati standard di sicurezza, protezione e salvaguardie. Altrettanto importante è un atteggiamento responsabile nei confronti di una gestione sicura e sostenibile dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito, compreso il loro smaltimento finale in depositi geologici profondi.
Gli Stati membri dovrebbero inoltre continuare a lavorare sulla diversificazione, garantendo la sicurezza dell’approvvigionamento dal minerale al combustibile nucleare e portare avanti programmi per eliminare le dipendenze attuali ed evitare nuove dipendenze in futuro. Tutti gli Stati membri dovrebbero inoltre considerare l’importanza strategica della sicurezza dell’approvvigionamento di radioisotopi, che sono essenziali sia per l’assistenza sanitaria che per varie applicazioni industriali.
In che modo intende la Commissione garantire che l’energia nucleare in Europa segua i più elevati standard di sicurezza?
L’UE dispone di un quadro globale e rigoroso per la sicurezza nucleare e la gestione dei rifiuti che è alla base della sua leadership in questo settore.
Tutti i progetti di investimento nel settore nucleare devono rispettare i più elevati standard di sicurezza nucleare, radioprotezione, gestione dei rifiuti radioattivi e salvaguardie applicabili nell’UE. I nuovi progetti nucleari devono rispettare i più elevati obiettivi di sicurezza, garantendo che i progetti di reattori innovativi soddisfino questi rigorosi requisiti. Secondo PINC, gli Stati membri dovrebbero intensificare gli sforzi per fornire soluzioni a lungo termine per la gestione dei rifiuti radioattivi ad alto livello e del combustibile esaurito. Per garantire i più elevati standard possibili in materia di sicurezza nucleare, è fondamentale garantire autorità di sicurezza nucleare forti e indipendenti. Ciò significa che le autorità nazionali di regolamentazione della sicurezza nucleare sono risparmiate dall’influenza politica e possono contare su personale e risorse finanziarie sufficienti per svolgere efficacemente i loro compiti.
Anche il coinvolgimento della società civile e del pubblico in generale in un dialogo trasparente e aperto in tutte le fasi dello sviluppo dei progetti nucleari sarà fondamentale per il loro successo e accettazione.
Infine, saranno necessari sforzi per garantire politiche efficaci per la disattivazione e la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito. Gli Stati membri dell’UE sono tenuti a definire politiche che incentivino i progressi nella disattivazione e nello smaltimento dei rifiuti radioattivi, compresa la preparazione di impianti di smaltimento geologico profondo per il combustibile esaurito e i rifiuti ad alto livello. La pianificazione e gli investimenti in questo settore devono essere paralleli allo sviluppo della capacità nucleare.
In che modo intende la Commissione contribuire a stimolare gli investimenti necessari?
Alcuni Stati membri dell’UE stanno elaborando programmi nucleari per prolungare la vita operativa dei reattori esistenti e annunciando nuove costruzioni, mentre altri, alla luce degli ultimi sviluppi tecnologici, stanno valutando la possibilità di includere per la prima volta il nucleare nel loro mix energetico.
Sulla base dei piani nazionali aggiornati per l’energia e il clima e dei progetti di investimento comunicati dagli Stati membri, la Commissione stima uno scenario di 109 GWe di capacità netta di produzione di energia elettrica da reattori nucleari su larga scala entro il 2050 (con un intervallo di incertezza compreso tra 70 GWe e 144 GWe). Ciò richiederebbe investimenti per circa 241 miliardi di EUR in termini di valore attuale: 205 miliardi di euro per lo sviluppo di nuovi reattori su larga scala e 36 miliardi di euro per l’estensione della durata di vita di quelli esistenti.
La realizzazione di tali investimenti richiederà una combinazione di diverse fonti di finanziamento pubblico e privato, integrate da strumenti di riduzione dei rischi. Gli strumenti previsti dalla riforma dell’assetto del mercato dell’energia elettrica, in particolare i “contratti bidirezionali per differenza”, consentono agli Stati membri di sostenere i promotori di progetti riassegnando i rischi del mercato dell’energia elettrica e della costruzione. Inoltre, il finanziamento di un progetto può basarsi su accordi di compravendita di energia elettrica (AAP), che gli Stati membri possono concepire come strumenti di sostegno destinati al produttore.
Per agevolare gli investimenti necessari, la Commissione fornirà orientamenti agli Stati membri su come elaborare i CfD per i progetti connessi all’energia, compresa la loro potenziale combinazione con gli HTM, in linea con le norme in materia di aiuti di Stato, come indicato nella relazione di Draghi e annunciato nel patto per l’industria pulita.
FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

