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Eurobarometro: gli europei approvano le misure adottate per far fronte alla crisi energetica, promuovere la sostenibilità e sostenere l’Ucraina

 

L’indagine Eurobarometro Flash pubblicata oggi mostra un sostegno schiacciante tra gli europei per le misure adottate nell’ultimo anno per proteggere consumatori e imprese dalla volatilità dei prezzi dell’energia e per promuovere la sicurezza energetica e la transizione verde. L’indagine conferma inoltre un ampio consenso tra i cittadini dell’UE a favore della promozione dell’industria delle tecnologie pulite per una maggiore competitività, come pure delle azioni intraprese dall’UE in risposta all’invasione russa dell’Ucraina.

L’86% ritiene sia stato importante adottare iniziative a livello europeo nell’ultimo anno per limitare l’impatto immediato dell’aumento dei prezzi dell’energia su consumatori e imprese. Oltre 8 europei su 10 sono di tale opinione in merito alla promozione dell’uso sostenibile delle risorse naturali (86%), all’agevolazione dell’acquisto congiunto di gas da parte degli Stati membri dell’UE per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento (82%), alla creazione di partenariati con altri interlocutori a livello mondiale quali Regno Unito, Stati Uniti, Giappone e Australia (81%), alla riduzione delle eccessive dipendenze commerciali da paesi come la Russia o la Cina (80%) e al rafforzamento della competitività dell’industria europea delle tecnologie pulite (80%). Le misure dell’UE volte ad accelerare la trasformazione digitale proteggendo al tempo stesso i consumatori e aumentando la resilienza dell’economia dell’UE sono ritenute importanti rispettivamente dal 77% e dal 76% dei rispondenti.

Per quanto riguarda il futuro, l’86% ritiene che le scorte di gas nell’UE debbano essere ricostituite per evitare il rischio di penuria, l’85% che l’UE debba promuovere la produzione di tecnologie pulite all’interno degli Stati membri e il 79% che le misure dell’UE debbano mirare a ridurre il consumo energetico. Il 75% dei rispondenti ritiene che l’UE debba finanziare progetti comuni nel campo della difesa per sviluppare capacità e tecnologie strategiche di difesa.

Un’ampia maggioranza degli europei ritiene inoltre che la guerra in Ucraina dimostri la necessità per l’UE di garantire la propria sicurezza energetica ed economica (85%) e di rafforzare la cooperazione militare tra gli Stati membri (75%) continuando a mostrare solidarietà all’Ucraina (71%).

Gli europei restano favorevoli a sostenere l’Ucraina e gli ucraini. L’86% approva che l’UE continui a fornire sostegno umanitario alle persone colpite dalla guerra, il 77% accetta che le persone in fuga dalla guerra siano accolte nell’UE e il 71% è favorevole all’imposizione di sanzioni economiche nei confronti della Russia. Quasi 2/3 degli europei, rispettivamente il 67% e il 65%, ritengono che l’UE debba sostenere il percorso dell’Ucraina verso l’integrazione europea e l’integrazione del paese nel mercato unico. Infine, il 65% è favorevole a un sostegno finanziario ed economico all’Ucraina e il 57% ritiene che l’UE debba sostenere l’acquisto e la fornitura di materiale di difesa e la formazione militare all’Ucraina.

Ai cittadini intervistati è stato inoltre chiesto se una serie di valori sia incarnata meglio dall’UE, da altri paesi del mondo o da entrambi in egual misura. Circa la metà di essi ritiene che l’UE incarni meglio “il rispetto dei diritti e dei valori fondamentali” (53%), “l’uguaglianza e il benessere sociale” (50%), “la tolleranza e l’apertura agli altri” (49%) e “la pace” (48%), seguiti a ruota dalla “solidarietà con i paesi all’interno e all’esterno dell’UE” (46%) e dal “rispetto della natura e protezione del clima e dell’ambiente” (45%). Per ciascuno di questi valori, circa 1 rispondente su 6 ritiene che altri paesi li incarnino meglio e circa 1 su 4 dichiara di sentirsi rappresentato sia dall’UE che da altre entità.

Contesto

L’indagine Eurobarometro Flash sulle sfide e le priorità dell’UE nel 2023 è stata condotta nei 27 Stati membri tra il 24 e il 31 agosto 2023. Sono stati intervistati online 26 514 cittadini dell’UE.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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