Oggi il Consiglio ha adottato conclusioni su un approccio coerente alla fragilità, l’azione esterna dell’UE e lo sviluppo sostenibile , sottolineando che la fragilità è una sfida globale sempre più acuta e sistemica con conseguenze dirette per la stabilità, la sicurezza e lo sviluppo internazionali. Nelle conclusioni il Consiglio sottolinea la necessità di un approccio più incisivo, coordinato e a lungo termine ai contesti fragili , basato sul nesso tra azione umanitaria, sviluppo e pace e volto ad affrontare le cause profonde della fragilità, compresi i conflitti, la povertà e i cambiamenti climatici.
Nelle conclusioni si sottolinea l’importanza di un impegno dell’UE costante, mirato e duraturo nei paesi e nelle regioni partner fragili, in particolare nei casi in cui la fragilità è elevata o estrema, anche attraverso la cooperazione allo sviluppo, finanziamenti flessibili e un più stretto coordinamento di Team Europa, integrati da un multilateralismo efficace e dalla cooperazione con gli attori locali. Il Consiglio evidenzia inoltre l’importanza di sostenere istituzioni resilienti, l’accesso ai servizi di base, la creazione di posti di lavoro e la titolarità a livello locale, ribadendo nel contempo l’impegno dell’UE a favore dei diritti umani, della parità di genere e dell’emancipazione delle donne e dei giovani quali fattori chiave della stabilità e dello sviluppo sostenibile.
Nelle conclusioni viene altresì posta in rilievo l’importanza di orientare l’aiuto pubblico allo sviluppo dell’UE verso contesti fragili e colpiti da conflitti , al fine di supportare la resilienza, la stabilità e lo sviluppo sostenibile.
Il testo sottolinea inoltre che l’azione esterna dell’UE dovrebbe continuare a essere coerente, sensibile ai conflitti e basata su una solida analisi del contesto. Nelle conclusioni si indica il potenziale della strategia “Global Gateway” di sostenere partenariati reciprocamente vantaggiosi, investimenti sostenibili, la stabilità e le opportunità economiche in contesti fragili, insieme ad altri strumenti e partenariati dell’UE.
Il Consiglio, inoltre, accoglie con favore la relazione 2025 sull’attuazione degli strumenti di azione esterna dell’UE e ribadisce la posizione dell’UE quale principale fornitore mondiale di aiuto pubblico allo sviluppo (APS), il cui valore ha rappresentato il 48% dell’APS globale nel 2025, prendendo nel contempo atto con preoccupazione del calo storico dell’APS in tutto il mondo nel 2025, come riportato dall’OCSE. Il Consiglio sottolinea la necessità che l’UE e i suoi Stati membri continuino a dare l’esempio collettivamente come Team Europa.
Le conclusioni riguardano anche la relazione speciale della Corte dei conti europea dal titolo “Il sostegno della Commissione alla lotta contro la fame nell’Africa subsahariana”. Al riguardo, il Consiglio rileva che, nell’ultimo decennio (2014-2024), le azioni dell’UE a titolo di tutti gli strumenti hanno portato alla conclusione di contratti per un importo pari a circa 23,2 miliardi di euro a favore di iniziative legate alla fame e quasi la metà di tale importo è stata destinata all’Africa subsahariana. In tale contesto, il Consiglio evidenzia la necessità di trovare un equilibrio tra il sostegno umanitario, i risultati dello sviluppo sostenibile a lungo termine e il rafforzamento della resilienza.