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Gli accordi commerciali dell’UE continuano a giovare alle imprese europee

Secondo una relazione pubblicata oggi, la crescente rete di accordi commerciali dell’UE aiuta le imprese europee ad accedere a nuovi mercati di esportazione e crea un contesto commerciale e di investimento più prevedibile. La sesta relazione annuale sull’attuazione e l’applicazione della politica commerciale e di sicurezza economica dell’UE, che copre il 2025, conclude che gli accordi commerciali dell’UE svolgono un ruolo cruciale nell’aumentare la resilienza e la competitività degli operatori dell’UE.

Lavori commerciali preferenziali

  • Alla fine del 2025 l’UE aveva concluso 44 accordi commerciali preferenziali con 76 paesi, che rappresentavano il 46,3 % del commercio estero dell’UE. Gli scambi di merci con questi paesi partner sono cresciuti più rapidamente del totale degli scambi dell’UE con altri paesi terzi: Crescita del 3,1% rispetto all’1,4%. Nel 2025 le esportazioni agroalimentari dell’UE verso i paesi con un accordo commerciale sono aumentate del 4,6 %, mentre quelle verso partner non preferenziali sono diminuite del 3,6 %.
  • L’accordo commerciale interinale UE-Cile (ITA) illustra l’impatto immediato e positivo che un nuovo accordo commerciale può avere. Il totale degli scambi bilaterali è stato pari a 20,8 miliardi di EUR nei primi 11 mesi dalla sua entrata in vigore il 1o febbraio 2025, con un aumento del 3 % su base annua. Le esportazioni dell’UE di macchinari e apparecchi sono cresciute del 9%, quelle di prodotti chimici dell’8% e quelle di strumenti ottici e fotografici del 17%.
  • Concentrandosi costantemente sull’efficace attuazione degli accordi commerciali dell’UE, la Commissione, in stretta cooperazione con gli Stati membri e le imprese, è stata in grado di eliminare in tutto o in parte 20 ostacoli agli scambi in 14 paesi partner. Ciò contribuisce a migliorare l’accesso al mercato per gli operatori dell’UE.

Rafforzare la presenza geopolitica dell’UE

Gli accordi commerciali dell’UE continuano a rafforzare la presenza geopolitica dell’UE in un contesto internazionale difficile. Nel periodo di riferimento le esportazioni di beni dell’UE verso i partner dell’ALS sono aumentate di 250 miliardi di EUR, contribuendo a compensare la riduzione delle esportazioni di beni verso la Russia, diminuite di 54,5 miliardi di EUR durante tale periodo.

Nel 2025 gli accordi commerciali dell’UE hanno nuovamente svolto un ruolo significativo nel fornire fonti stabili di importazione di materie prime e prodotti energetici di importanza strategica per l’economia dell’UE:

  • I partner preferenziali forniscono un quarto delle importazioni di materie prime critiche dell’UE. Ad esempio, tra il 2024 e il 2025 le importazioni di materie prime critiche dell’UE dal Canada sono aumentate del 62 % in termini di valore, raggiungendo i 3,3 miliardi di EUR.
  • Gli accordi commerciali dell’UE con partner ricchi di risorse come il Canada e il Cile hanno agevolato le importazioni di prodotti minerali. Tra il 2024 e il 2025 le importazioni di prodotti minerali dal Canada sono aumentate del 14 % (in termini di valore) fino a raggiungere 6,1 miliardi di EUR: mantenere una tendenza osservata dal 2022. Oltre un quarto delle importazioni di prodotti minerali dell’UE proviene ora dal Canada. Dall’entrata in vigore dell’ITA UE-Cile nel febbraio 2025, le importazioni dell’UE di prodotti minerali sono aumentate del 33 %.

L’UE ha attualmente in vigore 45 accordi commerciali che riguardano 81 partner commerciali preferenziali.

Inoltre, l’UE continua ad ampliare la sua rete di accordi commerciali:

  • Nel 2025 e nella prima metà del 2026 l’UE ha concluso accordi commerciali con il Mercosur (in vigore provvisoriamente dal 1o maggio 2026), il Messico, l’Indonesia, l’India, l’Australia e i quattro paesi dell’Africa orientale e meridionale (Comoro, Madagascar, Maurizio e Seychelles). Insieme, aumenteranno la quota di scambi preferenziali dell’UE al 53,3%.
  • L’UE sta attualmente negoziando accordi commerciali con la Malaysia, le Filippine, la Thailandia e gli Emirati arabi uniti. Inoltre, oltre a cercare di ampliare la sua rete di accordi commerciali negli ultimi anni, l’UE ha perseguito altre forme di impegno con i paesi partner, in particolare accordi commerciali digitali con Singapore e la Corea, un accordo sull’agevolazione degli investimenti sostenibili con l’Angola e un partenariato per il commercio e gli investimenti puliti con il Sud Africa.

Contesto

La presente relazione sull’attuazione e l’applicazione della politica commerciale ed economica dell’UE nel 2025 fornisce un aggiornamento sulle principali attività e sui principali risultati dell’UE, sotto la guida del responsabile dell’esecuzione degli accordi commerciali della Commissione europea. La relazione illustra l’impatto dell’eliminazione degli ostacoli agli scambi e della risoluzione delle controversie nei partner commerciali di paesi terzi, anche con l’aiuto della risoluzione delle controversie e del pacchetto rafforzato di strumenti autonomi di esecuzione dell’UE. Sottolinea inoltre gli sforzi volti a promuovere i vantaggi degli accordi commerciali dell’UE per i principali portatori di interessi, come le piccole e medie imprese, in particolare attraverso il portale Access2Markets.

Citazioni

“Per le imprese dell’UE, gli accordi commerciali, se attuati e applicati in modo efficace, aprono nuove opportunità in alcuni dei mercati più grandi e in rapida crescita del mondo e rendono le loro catene di approvvigionamento più resilienti. Da un punto di vista politico, tali accordi sono anche un elemento chiave per perseguire la strategia di sicurezza economica dell’Unione, garantendo l’accesso a fattori produttivi critici, come l’energia e le materie prime critiche, e riducendo le nostre dipendenze in tempi di crescenti sfide geopolitiche. Attualmente abbiamo 45 accordi commerciali in atto con 81 paesi e stiamo espandendo attivamente la nostra rete al fine di offrire ancora più benefici alle nostre imprese e ai consumatori.”

Maroš Šefčovič, Commissario per il Commercio e la sicurezza economica e per le Relazioni interistituzionali e la trasparenza

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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