Nell’ottica di rafforzare la competitività dell’UE, il Consiglio ha dato oggi il via libera definitivo alla semplificazione degli obblighi delle imprese relativi alla rendicontazione di sostenibilità e al dovere di diligenza ai fini della sostenibilità . La normativa semplifica le direttive relative rispettivamente alla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD ) e al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (CSDDD ), riducendo l’onere di rendicontazione e limitando le ripercussioni a cascata di tali obblighi sulle imprese più piccole.
Il pacchetto di semplificazione omnibus I riduce la complessità, gli ostacoli inutili e la burocrazia, migliora l’efficienza e introduce una maggiore flessibilità per le imprese che continuano a rientrare nel suo ambito di applicazione, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’UE, in particolare in un contesto geopolitico in costante evoluzione.
“La semplificazione è una priorità assoluta per la presidenza cipriota. Con la decisione odierna manteniamo il nostro impegno a favore di un’Unione europea più competitiva. Grazie al pacchetto adottato stiamo riducendo gli oneri inutili e sproporzionati che gravano sulle nostre imprese, introducendo norme più semplici, mirate e proporzionate sia per le imprese che per i cittadini dell’UE, con l’obiettivo di un’Unione più autonoma, che significa anche un’Unione più competitiva.”
Marilena Raouna, viceministra degli Affari europei della Repubblica di Cipro
Direttiva sulla rendicontazione societaria di sostenibilità L’ambito di applicazione della direttiva sulla rendicontazione societaria di sostenibilità è stato ridotto innalzando le soglie alle imprese con più di 1 000 dipendenti e oltre 450 milioni di euro di ricavi netti annui . Per quanto riguarda le imprese di paesi terzi, gli obblighi aggiornati si applicheranno solo alle società con ricavi netti superiori a 450 milioni di euro per l’impresa madre all’interno dell’UE e che generano un fatturato superiore a 200 milioni di euro per l’impresa figlia o la succursale.
La direttiva di modifica prevede inoltre un’esenzione transitoria per le imprese che hanno dovuto avviare la rendicontazione a partire dall’esercizio finanziario 2024 (le cosiddette imprese della “prima fase” ) che non rientrano nell’ambito di applicazione per il 2025 e il 2026, oltre a un’esenzione dalla rendicontazione consolidata per determinate imprese di partecipazione finanziaria dell’UE e di paesi terzi.
Direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità L’ambito di applicazione della direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità è stato ridotto innalzando le soglie alle imprese con più di 5 000 dipendenti e oltre 1,5 miliardi di euro di ricavi netti , considerando che queste grandi imprese hanno un’influenza maggiore sulla loro catena del valore e sono meglio attrezzate per avere un impatto positivo e assorbire i costi e gli oneri delle procedure di dovuta diligenza.
Per quanto riguarda l’individuazione e la valutazione degli impatti negativi, le società possono concentrarsi sui settori delle loro catene di attività in cui è più probabile che si verifichino impatti negativi effettivi e potenziali. Per offrire flessibilità alle imprese, quando individuano impatti negativi ugualmente probabili o ugualmente gravi in vari settori, le imprese hanno la facoltà di dare priorità alla valutazione degli impatti negativi che coinvolgono partner commerciali diretti. Inoltre, le imprese dovrebbero basare i loro sforzi sulle informazioni ragionevolmente disponibili , il che ridurrà le ripercussioni a cascata delle richieste di informazioni sui partner commerciali più piccoli.
Per consentire un alleggerimento significativo degli oneri, è stato soppresso l’obbligo per le imprese di adottare un piano di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici a norma della direttiva sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità.
Le norme aggiornate sopprimono inoltre il regime armonizzato di responsabilità dell’UE e l’obbligo per gli Stati membri di garantire che le norme in materia di responsabilità siano di applicazione necessaria nei casi in cui il diritto applicabile non sia il diritto nazionale di uno Stato membro.
Per quanto riguarda le sanzioni , le imprese saranno responsabili a livello nazionale della non corretta applicazione delle norme. La nuova direttiva prevede un limite massimo pari al 3% del fatturato netto a livello mondiale dell’impresa. Al riguardo, è previsto che la Commissione elabori i necessari orientamenti.
Infine, la direttiva di modifica rinvia di un altro anno, ossia al 26 luglio 2028 , il termine di recepimento della CSDDD nel diritto nazionale da parte degli Stati membri. Le imprese dovranno conformarsi alle nuove misure entro luglio 2029.
Prossime tappe Il testo dell’atto legislativo sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE nei prossimi giorni ed entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla data di pubblicazione.
Gli Stati membri avranno un anno di tempo dall’entrata in vigore della direttiva per recepirne le disposizioni nella legislazione nazionale, ad eccezione dell’articolo 4 sul livello di armonizzazione, al quale devono conformarsi al più tardi entro il 26 luglio 2028.
Informazioni generali Nell’ottobre 2024 il Consiglio europeo ha invitato l’insieme delle istituzioni, degli Stati membri e dei portatori di interessi dell’UE, in via prioritaria, a portare avanti i lavori, segnatamente per rispondere alle sfide individuate nelle relazioni di Enrico Letta (“Much more than a market”) e di Mario Draghi (“The future of European competitiveness”). Nella dichiarazione di Budapest dell’8 novembre 2024 si è in seguito chiesto di “avviare una rivoluzione di semplificazione”, garantendo un quadro normativo chiaro, semplice e intelligente per le imprese e riducendo drasticamente gli oneri amministrativi, normativi e di informazione, in particolare per le PMI. Il 26 febbraio 2025, a seguito dell’invito dei leader dell’UE, la Commissione ha presentato il cosiddetto pacchetto “omnibus I”, volto a semplificare la legislazione in vigore nel settore della sostenibilità.