Oggi il Consiglio ha approvato conclusioni sul settore delle scienze della vita ai fini della competitività dell’Unione. Il Consiglio accoglie con favore l’ambizione di fare dell’UE il luogo più ambito al mondo per le scienze della vita entro il 2030, come indicato nella recente strategia della Commissione, e fornisce orientamenti per sfruttare appieno il potenziale dell’Unione in termini di competitività. Incoraggia il sostegno lungo l’intera catena del valore dalla ricerca fondamentale alla diffusione e a una più solida ricerca nel settore dei medicinali per terapie avanzate (ATMP), una leadership dell’UE nelle sperimentazioni cliniche e un ampio approccio alle biotecnologie. Chiede inoltre l’uso di tecnologie avanzate (come l’intelligenza artificiale e il calcolo quantistico) nelle scienze della vita, sottolineando al tempo stesso l’importanza di sviluppare competenze e attrarre e trattenere i talenti. Al tempo stesso, sottolinea l’importanza di un quadro normativo favorevole alle imprese, che riduca gli oneri amministrativi e sostenga le PMI innovative e le capacità di produzione sostenibili. Infine, nelle conclusioni si sottolinea la necessità di un quadro di governance coordinato per le scienze della vita e di una rapida attuazione delle azioni proposte.
“Le conclusioni odierne del Consiglio inviano un messaggio chiaro: l’UE dovrebbe guidare la corsa mondiale alle scienze della vita. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo agire con urgenza e determinazione, con una strategia coordinata che trasformi l’ambizione in azione.”
Christina Egelund, ministra danese dell’Istruzione superiore e della scienza
Ruolo mondiale di primo piano nel settore delle scienze della vita
Le scienze della vita sono essenziali per promuovere le conoscenze fondamentali e stimolare l’innovazione in settori strategici quali la salute, l’alimentazione e l’ambiente. L’UE si trova ad affrontare una forte concorrenza mondiale in questo settore: il divario in termini di innovazione, un ecosistema frammentato e altri ostacoli strutturali richiedono un’azione immediata. Il Consiglio chiede un approccio olistico alla ricerca e all’innovazione (R&I), sulla base delle capacità esistenti lungo l’intera catena del valore. In particolare, le conclusioni incoraggiano lo sviluppo di medicinali per terapie avanzate e accolgono con favore la creazione di una rete di centri di eccellenza in questo settore.
Sperimentazioni cliniche e dati sanitari
Il Consiglio sottolinea l’urgenza di affrontare la diminuzione della quota dell’UE in materia di sperimentazioni cliniche e il suo ridotto impatto globale in materia. Invita la Commissione a migliorare l’ecosistema delle sperimentazioni cliniche multinazionali e multicentriche, anche aggiornando il quadro normativo e istituendo un piano di investimenti per la ricerca clinica. Sottolinea inoltre le sfide poste dall’utilizzo dei dati sanitari per la ricerca e l’innovazione, insistendo sulla necessità di superare gli ostacoli rimanenti per rafforzare la prevenzione delle malattie e fornire un’assistenza sanitaria di alta qualità. Le misure comprendono un migliore coordinamento tra i progetti di sperimentazione clinica esistenti, un’ulteriore digitalizzazione dei sistemi sanitari e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Cogliere le opportunità e sviluppare le competenze
Nelle conclusioni approvate oggi il Consiglio chiede un ecosistema che stimoli la R&I, rafforzi il sostegno alle PMI innovative e preservi la capacità produttiva dell’Europa. Sarà fondamentale un quadro normativo favorevole alle imprese, che riduca gli oneri amministrativi e promuova l’innovazione. Il Consiglio attende con interesse le prossime proposte della Commissione (tra cui l’atto legislativo a favore dell’innovazione e quello sulle biotecnologie), che mirano a ridurre la frammentazione, semplificare le norme, migliorare la trasparenza e abbreviare i tempi necessari affinché le innovazioni biotecnologiche ad alta intensità di ricerca raggiungano il mercato. L’annunciata agenda di R&I sui sistemi alimentari e la strategia per la bioeconomia dovrebbero svolgere un ruolo importante anche nei sistemi agricoli, alimentari e ambientali, garantendo la sicurezza alimentare, tutelando la salute umana e animale e proteggendo l’ambiente.
È ora di agire
Il Consiglio invita inoltre gli Stati membri dell’UE e la Commissione a coordinare gli sforzi per costruire e collegare infrastrutture di ricerca, poli di innovazione e centri di eccellenza nelle scienze della vita, al fine di garantire l’autonomia dell’Unione nell’ambito della R&I e la sua leadership tecnologica in questo settore strategico.
Informazioni generali
Le scienze della vita erano già state oggetto di due serie di conclusioni del Consiglio nel 2003: prima quelle sulla tabella di marcia per una strategia sulle scienze della vita e la biotecnologia e poi quelle su scienze della vita e biotecnologia – una strategia per l’Europa. Le conclusioni hanno sottolineato il potenziale delle scienze della vita e delle biotecnologie in molteplici settori (quali i prodotti farmaceutici, l’agricoltura, l’alimentazione o l’energia) e hanno evidenziato i rischi di una crescente concorrenza a livello mondiale.
La bussola per la competitività, presentata nel gennaio 2025, ha individuato le scienze della vita e le biotecnologie come fondamentali motori della crescita. Ha inoltre annunciato un atto legislativo europeo sulle biotecnologie, una strategia per la bioeconomia e una strategia per le scienze della vita. Il 2 luglio 2025 la Commissione ha presentato una strategia per rendere l’UE il luogo più ambito al mondo per le scienze della vita entro il 2030.
FONTE: COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA