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La Commissione accoglie con favore l’accordo politico sulle sementi e altri materiali riproduttivi vegetali

La Commissione europea accoglie con favore l’accordo politico raggiunto ieri sera dal Consiglio dell’UE e dal Parlamento europeo sulla revisione e la semplificazione delle norme dell’UE in materia di materiale riproduttivo vegetale. L’accordo odierno modernizza le norme attuali, consentendo ai produttori e alle imprese di beneficiare delle più recenti innovazioni, tecnologie e digitalizzazione in questo settore. La revisione razionalizza inoltre le varie direttive in vigore in un unico regolamento, conferendo maggiore chiarezza giuridica e coerenza agli operatori e alle autorità pubbliche.

Il materiale riproduttivo vegetale è costituito dai semi e da altro materiale vegetale utilizzato per produrre nuove piante. Costituiscono la base dell’agricoltura, garantendo che gli agricoltori e l’industria agricola dispongano di piante che soddisfino le loro esigenze. Avere le piante giuste può aiutare ad aumentare la resilienza delle piante e delle colture, combattendo la resistenza a determinati parassiti e la produttività. Le nuove norme forniranno garanzie sulla qualità di questi prodotti e rafforzeranno questo settore in Europa.

Il regolamento riveduto mantiene il sistema di immissione sul mercato dei prodotti riproduttivi vegetali, sia con la valutazione e la registrazione di nuove varietà, sia con una certificazione per garantirne l’elevata qualità. Introduce inoltre nuove deroghe a tali norme per agevolare l’ingresso sul mercato di diversi tipi di produttori e aumentare la disponibilità di prodotti più diversificati, in particolare per gli utilizzatori non professionali, a fini di conservazione e per soddisfare esigenze locali specifiche.

Una volta pienamente adottata e attuata, la revisione concordata oggi:

  • Garantire l’elevata qualità e disponibilità del materiale riproduttivo vegetale, rafforzando la competitività del settore agricolo.
  • Sostenere gli investimenti e l’innovazione nel settore promuovendo l’adozione delle tecniche e delle soluzioni digitali più recenti per trasformare i materiali riproduttivi vegetali in un settore lungimirante.
  • Migliorare l’esecuzione dei controlli ufficiali attraverso l’armonizzazione e l’adozione di un approccio basato sul rischio, garantendo la qualità del materiale riproduttivo vegetale.
  • Rafforzare la conservazione delle risorse fitogenetiche aumentando la disponibilità di materiali geneticamente più diversificati per soddisfare le esigenze future e migliorare la resilienza.

Contesto

Le norme dell’UE sul materiale riproduttivo vegetale risalgono agli anni ’60. Il 5 luglio 2023 la Commissione ha adottato una proposta legislativa sulla produzione e la commercializzazione di materiale riproduttivo vegetale (“regolamento sul materiale riproduttivo vegetale”). L’obiettivo della proposta di regolamento era sostituire e razionalizzare le attuali direttive di commercializzazione per le sementi di cereali, le sementi di barbabietole, le sementi di piante foraggere, le sementi di piante oleaginose e da fibra, le piante da frutto, i materiali di moltiplicazione della vite, i tuberi-seme di patate, le sementi di ortaggi e i materiali di moltiplicazione di ortaggi.

Prossime tappe

Il regolamento riveduto deve ora essere adottato formalmente dal Consiglio e dal Parlamento europeo.

Le nuove norme inizieranno ad applicarsi quattro anni dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento.

Citazioni

“I semi e altro materiale riproduttivo vegetale sono al centro dell’agricoltura, pertanto accolgo con grande favore l’accordo odierno sul materiale riproduttivo vegetale. Queste nuove norme dell’UE rispecchiano le realtà moderne, nel rispetto della necessità di conservare le risorse fitogenetiche. Dando agli agricoltori e ai produttori gli strumenti per affrontare le sfide attuali e future, compresi i cambiamenti climatici, stiamo rafforzando la resilienza, la diversità e la competitività dell’agricoltura europea.”

Olivér Várhelyi, Commissario per la Salute e il benessere degli animali

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA  

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