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La Commissione decide di registrare due nuove iniziative dei cittadini europei

Oggi la Commissione europea ha deciso di registrare due iniziative dei cittadini europei intitolate “Vietare le pratiche di conversione nell’Unione europea” e “Iniziativa dei cittadini europei a difesa dell’agricoltura e dell’economia rurale in Europa”.

Gli organizzatori dell’iniziativa “Vietare le pratiche di conversione nell’Unione europea” chiedono di vietare gli interventi volti a modificare, reprimere o sopprimere l’orientamento sessuale, l’identità di genere e/o l’espressione di genere dei cittadini LGBTIQ+. In particolare, invitano la Commissione a proporre una direttiva che aggiunga le pratiche di conversione all’elenco dei reati dell’UE o a modificare la proposta di direttiva sulla parità per includervi il divieto di tali pratiche. Chiedono di modificare anche la direttiva 2012/29/UE che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato per estenderne l’ambito di applicazione alle vittime di pratiche di conversione.

L’“Iniziativa dei cittadini europei a difesa dell’agricoltura e dell’economia rurale in Europa” chiede la tutela dell’agricoltura e dell’economia rurale europee attraverso un quadro normativo basato su diversi punti, tra cui assicurare l’uso prioritario dei terreni agricoli per la produzione alimentare, garantire la sovranità alimentare e ovviare ai problemi della filiera alimentare e ai prezzi elevati. Gli organizzatori chiedono un piano idrologico europeo che garantisca l’approvvigionamento e la distribuzione di acqua in tutta l’Unione e l’istituzione di un’Agenzia dell’UE per l’agricoltura e l’economia rurale che assicuri la tutela dell’agricoltura e dell’economia rurale nei processi decisionali dell’Unione.

La decisione di registrare un’iniziativa si basa sull’analisi giuridica della sua ammissibilità ai sensi del regolamento sull’ICE. Essa non pregiudica le conclusioni giuridiche e politiche della Commissione su tali iniziative o le azioni da intraprendere qualora una delle iniziative ottenga il sostegno necessario di almeno un milione di cittadini europei.

Poiché entrambe le iniziative dei cittadini europei soddisfano le condizioni formali stabilite nella legislazione pertinente, la Commissione le ritiene giuridicamente ammissibili ma, in questa fase, non le ha ancora analizzate nel merito.

Prossime tappe

A partire da oggi, data di registrazione delle iniziative, gli organizzatori hanno sei mesi di tempo per avviare la raccolta delle firme. Se le iniziative riceveranno entro un anno un milione di dichiarazioni di sostegno provenienti da almeno sette diversi Stati membri, la Commissione sarà tenuta a reagire, decidendo se intervenire o no in risposta alle richieste e giustificando la decisione.

Contesto

Prevista dal trattato di Lisbona come strumento per dare modo ai cittadini di influire sul programma di lavoro della Commissione, l’iniziativa dei cittadini europei è stata varata nell’aprile 2012. Una volta registrata ufficialmente, consente a un milione di cittadini provenienti da almeno sette Stati membri di chiedere alla Commissione europea di proporre atti giuridici nei settori di sua competenza. Per essere ammissibile, l’azione proposta 1) non deve esulare manifestamente dalla competenza della Commissione di presentare una proposta di atto giuridico, 2) non deve essere manifestamente ingiuriosa, futile o vessatoria, 3) né manifestamente contraria ai valori dell’Unione.

Da quando è stata istituita l’iniziativa dei cittadini europei, la Commissione ha registrato 109 iniziative.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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