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La Commissione fa il punto sui dialoghi intavolati con l’industria e le parti sociali dell’UE sulla transizione pulita

La Commissione ha adottato oggi una comunicazione per tracciare un bilancio di una serie di dialoghi sulla transizione pulita intesa a trasformare l’Europa in un’economia pulita, efficiente sotto il profilo delle risorse, equa e competitiva. L’avvio dei dialoghi era stato annunciato dalla Presidente della Commissione von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione del 2023, al fine di discutere con l’industria e le parti sociali europee su come rafforzare e sostenere la realizzazione del Green Deal europeo, contribuendo alla creazione di un approccio industriale consolidato. I dialoghi sono stati presieduti dal Vicepresidente esecutivo Maroš Šefčovič. Il bilancio tracciato oggi alimenterà il dibattito dei leader dell’UE al prossimo Consiglio europeo sulle prossime tappe della transizione pulita in Europa.

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Il Green Deal europeo è, ed è sempre stato, la strategia di crescita dell’Europa. La nostra industria trae benefici reali dalla crescita pulita e vi ha perciò aderito. Questo perché nell’economia europea del futuro la competitività e la sostenibilità andranno di pari passo. Ora che disponiamo di un quadro normativo prevedibile, i dialoghi sulla transizione pulita saranno importanti per attuarlo nel modo più efficace possibile attraverso la collaborazione con l’industria e le parti sociali. I dialoghi hanno dimostrato l’impegno di tutti i partner ad andare fino in fondo e a conseguire i nostri obiettivi tanto ambiziosi quanto essenziali. Grazie alle informazioni che ne trarrà, l’Europa continuerà a sostenere l’industria nella costruzione di modelli imprenditoriali adatti a un’economia decarbonizzata.”

I nove dialoghi sulla transizione pulita tenuti finora hanno confermato il forte impegno con cui l’industria e le parti sociali stanno definendo e attuando il Green Deal europeo: per le parti sociali è importante garantire l’equità sociale della transizione e creare posti di lavoro di buona qualità, come pure è necessario rafforzare un dialogo sociale strutturato. I dialoghi si sono incentrati sull’idrogeno, sulle industrie ad alta intensità energetica, sulle tecnologie pulite, sulle infrastrutture energetiche, sulle materie prime critiche, sulla bioeconomia forestale, sulle città, sulla mobilità pulita e sulla siderurgia. 

Un approccio industriale consolidato: filoni d’azione ed elementi principali

La comunicazione odierna evidenzia una serie di importanti filoni d’azione, individuati attraverso i dialoghi, che potrebbero sostenere un approccio industriale consolidato per realizzare il Green Deal europeo: un quadro normativo efficace e semplificato che permetta alle imprese di realizzare la transizione, un intervento sui prezzi dell’energiainfrastrutture moderne, un accesso più agevole ai finanziamenti e un mercato unico più forte in un contesto competitivo a livello mondiale. La Commissione continuerà a interagire con l’industria e le parti sociali attraverso i dialoghi sulla transizione pulita ed è pronta ad avviare un dibattito approfondito con il Consiglio e il Parlamento sui fattori chiave di cui tenere conto.

  • Risultati attraverso un’attuazione e una semplificazione efficaci

L’UE si è dotata del quadro politico e normativo per conseguire gli obiettivi per il 2030 e mantenersi sulla buona strada verso il raggiungimento della neutralità climatica e di un’economia sostenibile entro il 2050. Questo quadro normativo chiaro crea stabilità e prevedibilità per tutti i portatori di interessi. Ora si tratta di attuarlo: la Commissione formulerà nuovi orientamenti per aiutare l’industria e gli Stati membri ad applicare la legislazione dell’UE e presterà particolare attenzione alla riduzione degli oneri. Pubblicherà su una piattaforma dedicata una serie di indicatori fondamentali per monitorare e misurare i progressi compiuti nella transizione verde, nella competitività dell’economia dell’UE e nella transizione sociale. Per sostenere ancor più l’industria, doterà i lavoratori delle competenze necessarie per la transizione e continuerà a collaborare con le città e le autorità regionali e locali.

  • Energia pulita abbondante e a prezzi accessibili

Gli Stati membri dovrebbero usufruire appieno del quadro giuridico aggiornato, in particolare della direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili, per assicurare che l’industria e i cittadini ricevano i benefici della transizione pulita. Secondo i partecipanti ai dialoghi la garanzia di un approvvigionamento di energia a zero e a basse emissioni di carbonio, abbondante e a prezzi accessibili, è una condizione fondamentale per accelerare la decarbonizzazione dell’economia dell’UE e preservare la competitività dell’industria europea, in particolare delle industrie ad alta intensità energetica. Alcuni settori industriali e dei trasporti hanno chiesto l’adozione di ulteriori misure innovative transitorie per garantire energia a prezzi più bassi e, nel contempo, offrire certezza ai produttori attraverso acquisti nel lungo termine. L’industria ha inoltre sollecitato la creazione di cluster industriali che colleghino i principali impianti e poli di produzione a impianti di generazione a zero e a basse emissioni di carbonio, impianti di produzione di idrogeno e combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, o infrastrutture di cattura, stoccaggio, trasporto e utilizzo del carbonio. I partecipanti hanno invitato gli Stati membri a riconsiderare il livello di tasse e tributi sull’energia, compresa l’energia elettrica. La Commissione ricorda che gli Stati membri devono adottare misure per eliminare le sovvenzioni ai combustibili fossili, in linea con le recenti conclusioni della COP e con la proposta della Commissione di rivedere la direttiva sulla tassazione dell’energia.

  • Infrastrutture moderne come spina dorsale dell’industria

Lo sviluppo delle infrastrutture per la transizione all’energia pulita richiede un maggiore coordinamento tra la Commissione, gli Stati membri, le autorità locali e regionali, i gestori delle reti, gli attori industriali, le autorità di regolamentazione e gli enti finanziari. La Commissione adeguerà i formati esistenti per offrire una piattaforma che assicuri un dialogo regolare e diretto con tutti gli attori chiave, concentrandosi su progetti infrastrutturali concreti. I requisiti di resilienza applicabili agli appalti e alle aste contribuiranno a creare la domanda di apparecchiature e componenti prodotti nell’UE che soddisfino standard elevati per l’uso nello sviluppo delle infrastrutture. La Commissione valuterà la possibilità di sostenere l’industria nella standardizzazione della domanda di cavi, condotte e tecnologie necessari per sviluppare la rete energetica.

  • Sbloccare i finanziamenti per la transizione

Anche se non ancora mobilitati in misura sufficiente, gli investimenti privati continueranno a trainare la transizione all’energia pulita. I partecipanti hanno sottolineato anche la necessità di ridurre il costo della raccolta di capitali, diversificare le opzioni di finanziamento per le imprese, proporre nuovi strumenti finanziari innovativi e agevolare gli investimenti transfrontalieri. Per realizzare investimenti di qualità superiore è necessario un bilancio dell’UE solido; in tale contesto la Commissione esorta a procedere rapidamente sia riguardo alle modalità innovative di utilizzo dei fondi pubblici per attirare investimenti privati, sia riguardo alla proposta relativa alla risorsa propria basata sull’ETS. Nel complesso urge coordinare maggiormente i finanziamenti a livello dell’UE, creare economie di scala, migliorare l’allocazione efficiente delle risorse e avvalersi del mercato unico. Le istituzioni europee dovrebbero migliorare la cooperazione con gli attori istituzionali per mobilitare finanziamenti privati; la Commissione dovrebbe rafforzare l’impegno e il dialogo politici con la Banca europea per gli investimenti (BEI), la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), le istituzioni finanziarie internazionali e le banche private. Esempi di strumenti di finanziamento promettenti, messi a punto per la transizione, comprendono l’uso dei proventi aggiuntivi del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE, della piattaforma per le tecnologie strategiche per l’Europa e dei meccanismi di asta “come servizio”, come nell’ambito della Banca europea dell’idrogeno. I partecipanti ai dialoghi hanno evidenziato la forte discrepanza tra i significativi costi di investimento iniziali per sviluppare le infrastrutture e i fondi disponibili.

  • Sfruttare il mercato unico pulito in un contesto competitivo a livello mondiale

Il mercato unico è il grande punto di forza dell’UE, in quanto offre la possibilità di agire su vasta scala e promuove standard elevati anche al di fuori dell’Europa. Visto il risultato positivo dell’acquisto in comune di gas, la Commissione valuterà l’opportunità di sviluppare l’aggregazione della domanda e l’acquisto in comune per altri prodotti strategici, di lanciare un progetto pilota per l’idrogeno e di organizzare acquisti in comune anche delle materie prime critiche. La Commissione e gli Stati membri dovrebbero avvalersi pienamente degli strumenti strategici di lotta alla concorrenza sleale a livello globale, per garantire condizioni di parità nel mercato interno e in quello mondiale. Di eguale importanza sono l’attuazione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere e una maggiore diffusione mondiale del prezzo del carbonio attraverso il rafforzamento della diplomazia.

Contesto

Per trasformare l’Europa in un’economia pulita, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, nel 2019 la Commissione ha presentato il Green Deal europeo. Sono seguite numerose iniziative concrete, oggi in buona parte integrate nel diritto dell’UE. L’attenzione è ora rivolta all’attuazione e al raggiungimento dei risultati, che faranno del Green Deal un successo concreto.

L’industria europea, insieme alle parti sociali, deve essere a capo della transizione dell’economia europea, ma è messa sotto pressione dal peggioramento del contesto di sicurezza, geopolitico ed economico, come pure dall’assenza di condizioni di parità.

I dialoghi sulla transizione pulita sono stati avviati dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo stato dell’Unione del 2023 come nuove modalità con cui la Commissione può interagire con l’industria e le parti sociali, comprenderne le sfide attuali e rafforzare e sostenere l’attuazione del Green Deal europeo.   

Citazioni

  • “Il Green Deal europeo è, ed è sempre stato, la strategia di crescita dell’Europa. La nostra industria trae benefici reali dalla crescita pulita e vi ha perciò aderito. Questo perché nell’economia europea del futuro la competitività e la sostenibilità andranno di pari passo. Ora che disponiamo di un quadro normativo prevedibile, i dialoghi sulla transizione pulita saranno importanti per attuarlo nel modo più efficace possibile attraverso la collaborazione con l’industria e le parti sociali. I dialoghi hanno dimostrato l’impegno di tutti i partner ad andare fino in fondo e a conseguire i nostri obiettivi tanto ambiziosi quanto essenziali. Grazie alle informazioni che ne trarrà, l’Europa continuerà a sostenere l’industria nella costruzione di modelli imprenditoriali adatti a un’economia decarbonizzata.”
Ursula von der Leyen, President of the European Commission
  • “I nostri obiettivi di decarbonizzazione, la crescita verde e la competitività europea vanno di pari passo. Il bilancio odierno sui dialoghi sulla transizione pulita evidenzia la necessità di investire in questa transizione e di realizzarla. A tal fine occorre un approccio industriale consolidato che doni prevedibilità agli investitori, mantenga l’attrattiva del mercato unico per gli attori industriali rafforzando l’interesse commerciale degli investimenti, innovi e tragga il massimo vantaggio dalle opportunità che il Green Deal europeo riserva all’industria. Un’energia pulita abbondante a prezzi accessibili e condizioni di parità a livello mondiale sono elementi indispensabili per la prosperità dell’industria europea. Un approccio collaborativo è fondamentale e la Commissione continuerà a interagire con l’industria e le parti sociali attraverso i dialoghi sulla transizione pulita.”
Maroš Šefčovič, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo, le relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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