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La Commissione propone nuove iniziative per rafforzare la sicurezza economica

La Commissione ha adottato cinque iniziative per rafforzare la sicurezza economica dell’UE in un momento caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche e profondi cambiamenti tecnologici. Il pacchetto rafforza la sicurezza economica dell’UE, sostenendo nel contempo l’apertura del commercio, degli investimenti e della ricerca per l’economia dell’UE, in linea con la strategia europea di sicurezza economica del giugno 2023.

Le proposte odierne fanno parte di un più ampio approccio a tre pilastri volto a garantire la sicurezza economica dell’UE attraverso la promozione della competitività dell’UE, la protezione dai rischi e il partenariato con la più ampia gamma possibile di paesi per promuovere interessi condivisi in materia di sicurezza economica.

Le iniziative proposte oggi mirano a:

  • rafforzare ulteriormente la protezione della sicurezza e dell’ordine pubblico dell’UE migliorando il controllo degli investimenti esteri nell’UE;
  • stimolare discussioni e azioni per un maggiore coordinamento europeo in materia di controlli sulle esportazioni, nel pieno rispetto dei regimi multilaterali esistenti e delle prerogative degli Stati membri;
  • consultare gli Stati membri e i portatori di interessi per individuare i potenziali rischi derivanti dagli investimenti in uscita in relazione a una serie limitata di tecnologie;
  • promuovere ulteriori discussioni riguardo ai modi per sostenere al meglio la ricerca e lo sviluppo su tecnologie potenzialmente a duplice uso;
  • proporre al Consiglio di raccomandare misure volte a rafforzare la sicurezza della ricerca a livello nazionale e settoriale.

Le azioni future dell’UE continueranno a basarsi sulle valutazioni del rischio in corso e sul coordinamento strategico con gli Stati membri per giungere a una visione condivisa dei rischi cui l’Europa si trova confrontata e degli interventi atti a pararli.

Proposta legislativa per rafforzare il controllo degli investimenti esteri

Gli investimenti esteri nell’UE vanno a beneficio dell’economia europea. Tuttavia, alcuni investimenti esteri possono presentare rischi per la sicurezza e l’ordine pubblico dell’UE. La Commissione ha esaminato oltre 1 200 operazioni di investimenti esteri diretti (IED) notificate dagli Stati membri negli ultimi 3 anni a norma dell’attuale regolamento sul controllo degli IED. Sulla base di questa esperienza e di un’ampia valutazione del funzionamento dell’attuale regolamento, la proposta contiene rimedi contro le carenze esistenti e a migliora l’efficienza del sistema:

  1. garantendo che tutti gli Stati membri dispongano di un meccanismo di controllo, con norme nazionali più armonizzate;
  2. individuando l’ambito di applicazione settoriale minimo in cui tutti gli Stati membri devono controllare gli investimenti esteri.
  3. estendendo i controlli svolti dall’UE anche agli investimenti degli investitori dell’UE che in ultima istanza sono controllati da privati o imprese di un paese terzo.

Monitoraggio e valutazione dei rischi di investimento in uscita

L’UE è uno dei maggiori investitori stranieri al mondo e riconosce l’importanza dell’apertura dei mercati globali. Rileva altresì la crescente preoccupazione che suscitano gli investimenti in uscita in una limitata serie di tecnologie avanzate in grado di rafforzare le capacità militari e di intelligence di soggetti che potrebbero servirsene contro l’UE o per compromettere la pace e la sicurezza internazionali.

Questo aspetto non viene attualmente monitorato né controllato a livello dell’UE o degli Stati membri. Il Libro bianco della Commissione sugli investimenti in uscita propone pertanto un’analisi graduale degli investimenti in uscita per comprendere meglio i potenziali rischi ad essi connessi. Tale analisi prevede una consultazione dei portatori di interessi della durata di tre mesi nonché un monitoraggio e una valutazione degli investimenti in uscita a livello nazionale della durata di 12 mesi. Le informazioni così ricavate confluiranno in una relazione congiunta di valutazione dei rischi. Sulla base dei risultati della valutazione dei rischi, la Commissione stabilirà, insieme agli Stati membri, se una risposta politica sia giustificata, e, in caso affermativo, quale.

Controllo più efficace delle esportazioni di beni a duplice uso da parte dell’UE

L’attuale contesto geopolitico, sempre più problematico, richiede un’azione più coordinata a livello dell’UE per migliorare il coordinamento dei controlli sulle esportazioni di prodotti di duplice uso, civile e di difesa (elettronica avanzata, tossine, tecnologia nucleare o missilistica, ecc.), al fine di garantire che non siano utilizzati per compromettere la sicurezza e i diritti umani. Il Libro bianco sul controllo delle esportazioni pubblicato oggi propone azioni sia a breve che a medio termine, nel pieno rispetto delle norme vigenti a livello dell’UE e multilaterale. La Commissione proporrà di introdurre controlli uniformi a livello dell’UE sui prodotti non inseriti nei regimi multilaterali di controllo delle esportazioni a causa del blocco da parte di alcuni membri. Tale introduzione scongiurerebbe un pot-pourri di approcci nazionali.

Il Libro bianco prevede inoltre un forum ad alto livello per il coordinamento politico e annuncia una raccomandazione della Commissione, prevista nell’estate 2024, per assicurare un migliore coordinamento degli elenchi nazionali di controllo prima della prevista adozione dei controlli nazionali. La valutazione del regolamento dell’UE sui prodotti a duplice uso è anticipata al 2025.

Opzioni per sostenere la ricerca e lo sviluppo di tecnologie potenzialmente a duplice uso

Insieme alla pubblicazione di un Libro bianco sulle opzioni per rafforzare il sostegno alla ricerca e allo sviluppo (R&S) di tecnologie potenzialmente a duplice uso, la Commissione avvia una consultazione pubblica. Annunciato dalla presidente von der Leyen nel novembre 2023, il Libro bianco contribuisce alla dimensione “promozione” della strategia europea di sicurezza economica, con l’obiettivo di mantenere un vantaggio competitivo nelle tecnologie critiche ed emergenti che possono avere applicazioni sia civili che militari.

Il Libro bianco esamina gli attuali programmi di finanziamento dell’UE in materia alla luce delle sfide geopolitiche presenti ed emergenti e valuta se tale sostegno sia adeguato per le tecnologie potenzialmente a duplice uso. Quindi delinea tre opzioni per la strada da seguire: 1) continuare in base all’assetto attuale; 2) eliminare l’esclusività delle applicazioni nel settore civile da specifiche parti del programma che subentrerà a Orizzonte Europa; 3) creare uno strumento specifico per la ricerca e sviluppo sui prodotti a duplice uso. Le autorità pubbliche, la società civile, l’industria e il mondo accademico possono esprimersi in una consultazione pubblica aperta e orientare così i prossimi passi della Commissione fino al 30 aprile 2024.

Rafforzare la sicurezza della ricerca in tutta l’UE

Nel complesso contesto geopolitico odierno, vi è il pericolo che l’apertura e la cooperazione senza frontiere nel settore della ricerca e dell’innovazione possano essere sfruttate e trasformate in vulnerabilità. I risultati della cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione rischiano di essere utilizzati per scopi militari in paesi terzi o in violazione dei valori fondamentali. Gli istituti di istruzione superiore e di ricerca potrebbero cadere vittime di un’influenza malevole da parte di Stati autoritari.

In tale contesto, la Commissione presenta una proposta di raccomandazione del Consiglio volta a fornire maggiore chiarezza, orientamenti e sostegno agli Stati membri e al settore della ricerca e dell’innovazione in generale. L’azione dell’UE è necessaria per garantire la coerenza in tutta Europa ed evitare un pot-pourri di misure. Unendo le forze a tutti i livelli e nell’intera Unione possiamo mitigare i rischi per la sicurezza della ricerca e garantire che la cooperazione internazionale in materia di ricerca e innovazione sia aperta e sicura. L’approccio globale segue il principio “il più aperto possibile, chiuso il tanto necessario” per quanto riguarda la cooperazione internazionale in materia di ricerca.

Contesto

Il 20 giugno 2023 la Commissione europea e l’Alto rappresentante hanno pubblicato una comunicazione congiunta sulla strategia europea per la sicurezza economica volta a ridurre al minimo i rischi nel contesto delle accresciute tensioni geopolitiche e dei rapidi cambiamenti tecnologici, mantenendo nel contempo la massima apertura economica e i più elevati livelli di dinamismo. La comunicazione delinea il quadro che permette di valutare e parare, in modo proporzionato, preciso e mirato, i rischi per la sicurezza economica dell’Unione, garantendo nel contempo che questa rimanga una delle destinazioni più aperte e più attraenti per gli affari e gli investimenti.

La strategia ha individuato quattro categorie di rischi da parare in via prioritaria: catene di approvvigionamento; sicurezza fisica e informatica delle infrastrutture critiche; sicurezza tecnologica e fuga di tecnologie; strumentalizzazione delle dipendenze economiche a fini bellici o coercizione economica.

La strategia punta a parare detti rischi agendo su tre fronti:

  • promozione della competitività e della crescita dell’UE, rafforzamento del mercato unico, sostegno a un’economia forte e resiliente e potenziamento della base scientifica, tecnologica e industriale dell’UE;
  • protezione della sicurezza economica dell’UE attraverso una serie di politiche e strumenti, compresi nuovi strumenti mirati ove necessario;
  • partenariato e intensificazione della cooperazione con i paesi di tutto il mondo accomunati all’UE dalle stesse preoccupazioni o dagli stessi interessi di sicurezza economica.

Citazioni

“La sicurezza economica dell’UE si basa sulla promozione del nostro vantaggio tecnologico e sulla prevenzione di fughe indesiderate di tecnologie. Per rafforzare la nostra competitività e resilienza è necessario un approccio comune alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie potenzialmente a duplice uso. Attraverso il suo approccio equilibrato al rafforzamento della sicurezza della ricerca in tutta l’Unione, la Commissione vuole fare sì che la comunità di ricerca possa orientarsi nella complessa situazione odierna. Dobbiamo ridurre i rischi per la cooperazione internazionale adottando un approccio efficace e proporzionato e unendo le forze per garantire la possibilità di cooperare responsabilmente, in modo aperto e sicuro. Attendiamo con interesse le idee suggerite dal pubblico sul modo migliore per farlo.”

Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale
  • “L’UE ha tratto grande beneficio dal fatto di essere una potenza esportatrice, che investe all’estero e mantiene il proprio mercato aperto al commercio e agli investitori stranieri. Tuttavia, per continuare a sfruttare al meglio queste opportunità, dobbiamo essere più consapevoli dei rischi che ci troviamo ad affrontare in questo momento storico, caratterizzato da profondi disordini geopolitici e da rapidi cambiamenti tecnologici. Dobbiamo migliorare la nostra comprensione e il nostro coordinamento per affrontare queste sfide comuni, in modo da poterci proteggere meglio, rendere gli investimenti più sicuri e controllare le esportazioni di prodotti sensibili per evitare che finiscano nelle mani sbagliate. Il miglioramento della nostra sicurezza economica ci consentirà di preservare l’apertura che caratterizza il nostro modello economico e di agire in modo più efficace contro i rischi.”
Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo responsabile per il Commercio
  • “L’apertura e la collaborazione fanno parte del DNA della grande scienza, ma possono anche renderla vulnerabile ad influenze malevoli e al trasferimento indesiderato di tecnologie critiche, con potenziali pericoli per la nostra sicurezza. Oggi proponiamo al Consiglio una serie di misure che aiuteranno gli istituti di istruzione superiore e le organizzazioni che svolgono attività di ricerca a individuare e ridurre i rischi di uso improprio delle nostre tecnologie critiche interne, mantenendo nel contempo aperta e forte la cooperazione in materia di ricerca. Invitiamo inoltre le autorità pubbliche, la società civile, l’industria e il mondo accademico di tutta Europa ad esprimersi sulle opzioni disponibili per un migliore sostegno alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie impiegabili a fini sia civili che di difesa. Il vostro contributo orienterà le prossime azioni della Commissione.”
Iliana Ivanova, commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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