Oggi la Commissione europea ha parzialmente registrato un’iniziativa dei cittadini europei (ICE), dal titolo “Iniziativa dell’UE per proteggere i cani randagi, i gatti randagi e gli animali nei rifugi nei paesi dell’UE/non UE”.
L’iniziativa invita la Commissione a “rafforzare la protezione dei cani randagi, dei gatti randagi e degli animali nei rifugi nell’UE e a garantire che l’azione dell’UE nei paesi terzi non contribuisca alla sofferenza degli animali”. Gli organizzatori chiedono ulteriori restrizioni all'”uso di cani e gatti a fini scientifici”e che gli “strumenti commerciali, di associazione e di finanziamento dell’UE”siano “concepiti in modo tale che i fondi, i benefici commerciali o la cooperazione dell’UE siano concessi solo se sono rispettate le norme minime per la protezione di cani e gatti”. Gli organizzatori ritengono inoltre che occorra promuovere “misure sostenibili e umane”.
La Commissione registra solo parzialmente l’iniziativa, in quanto può farlo solo nei settori in cui ha il potere di proporre nuove leggi. È il caso dei rifugi per animali, della sperimentazione animale a fini scientifici, degli scambi e della cooperazione con i paesi terzi e dei finanziamenti dell’Unione. Le politiche che hanno come obiettivo dichiarato il benessere degli animali sono di competenza esclusiva degli Stati membri. La Commissione non avrebbe il potere di proporre atti legislativi con questo obiettivo dichiarato e non è pertanto in grado di registrare questa parte dell’iniziativa.
La Commissione ritiene che le parti dell’iniziativa che soddisfano le condizioni formali stabilite nella legislazione pertinente siano giuridicamente ammissibili ai sensi del regolamento sull’iniziativa dei cittadini europei.
In questa fase la Commissione non ha analizzato la sostanza delle proposte. La registrazione parziale non incide sulla decisione finale della Commissione nel merito né su eventuali azioni da essa intraprese. La Commissione adotterà una decisione sull’iniziativa solo se gli organizzatori raccolgono almeno un milione di firme da cittadini dell’UE.
Prossime tappe
Dopo la registrazione odierna, gli organizzatori dispongono di sei mesi per aprire il periodo di raccolta delle firme di 12 mesi. Se un’ICE riceve almeno un milione di dichiarazioni di sostegno durante tale periodo, con un numero minimo raggiunto in almeno sette Stati membri, la Commissione è tenuta a reagire e a decidere quali azioni intraprendere in risposta all’iniziativa, giustificando la sua decisione.
Contesto
L’ICE è stata introdotta con il trattato di Lisbona come strumento di definizione dell’agenda per i cittadini. È stato lanciato ufficialmente nell’aprile 2012. Una volta formalmente registrata, un’iniziativa dei cittadini europei consente a un milione di cittadini di almeno sette Stati membri dell’UE di invitare la Commissione europea a proporre atti giuridici nei settori in cui ha il potere di agire. Le condizioni di ricevibilità sono le seguenti: (1) l’azione proposta non esula manifestamente dalla competenza della Commissione di presentare una proposta legislativa, (2) non è manifestamente abusiva, frivola o vessatoria e (3) non è manifestamente contraria ai valori dell’Unione.
Dall’inizio dell’iniziativa dei cittadini europei, la Commissione ha registrato 127 iniziative.
Il contenuto delle iniziative esprime solo il punto di vista degli organizzatori e non può in alcun modo essere preso in considerazione per rispecchiare il punto di vista della Commissione.
FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA