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L’UE adotta il 12 o pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia per il proseguimento della sua guerra illegale contro l’Ucraina

 

La Commissione accoglie con favore l’adozione da parte del Consiglio del 12o pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia. L’obiettivo del pacchetto è imporre ulteriori divieti di importazione ed esportazione alla Russia, combattere l’elusione delle sanzioni e colmare le lacune.

In particolare, il pacchetto comprende ulteriori inserimenti in elenco di persone fisiche e società russe e nuovi divieti di importazione ed esportazione (come il divieto di esportazione di diamanti russi verso l’Europa) in stretta cooperazione con i nostri partner del G7. Questo pacchetto rafforza inoltre l’attuazione del tetto sui prezzi del petrolio monitorando più attentamente il modo in cui le navi cisterna possono essere utilizzate per eluderlo. Comprende infine obblighi più rigorosi in materia di tracciamento dei beni e misure severe nei confronti delle imprese di paesi terzi che eludono le sanzioni.

Il 12o pacchetto consta dei seguenti elementi principali.

ULTERIORI INSERIMENTI IN ELENCO

  • Aggiunta di oltre 140 persone fisiche ed entità sottoposte al congelamento dei beni. Tra di essi figurano soggetti dell’esercito e della difesa russi, incluse imprese dell’industria militare e imprese militari private. Sono compresi anche soggetti del settore informatico e altri importanti attori economici. Le misure riguardano anche i soggetti che hanno orchestrato recentemente le cosiddette “elezioni” illegali nei territori dell’Ucraina che la Russia ha temporaneamente occupato, i responsabili della “rieducazione” forzata dei minori ucraini, nonché i soggetti che diffondono disinformazione/propaganda a sostegno della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina.

 MISURE COMMERCIALI

  • Divieto di importazione di diamanti russi: restrizioni all’importazione di diamanti non industriali, estratti, trasformati o prodotti in Russia. Le sanzioni proposte rientrano nel divieto relativo ai diamanti coordinato a livello internazionale dal G7, nell’intento di privare la Russia di questo importante flusso di entrate del valore stimato di 4 miliardi di €. Tutti i membri del G7 applicheranno un divieto diretto sui diamanti esportati dalla Russia al più tardi entro il 1º gennaio 2024. Dal 1º marzo 2024 entrerà in vigore il divieto relativo ai diamanti russi sottoposti a finitura in un paese terzo e dal 1º settembre 2024 il divieto sarà esteso ai diamanti coltivati in laboratorio, ai gioielli e agli orologi che contengono diamanti. Per migliorare l’efficacia di tali misure, nell’ambito del G7 sarà istituito un solido meccanismo di verifica e certificazione basato sulla tracciabilità dei diamanti grezzi.
  • Divieto di importazione di materie prime per la produzione di acciaio e di prodotti trasformati di alluminio e di altri prodotti metallici: nuove misure che limitano le importazioni dalla Russia di determinati prodotti metallici.
  • Restrizioni all’esportazione: ulteriori restrizioni all’esportazione di beni a duplice uso, tecnologici avanzati e industriali, per un valore di 2,3 miliardi di € all’anno. In particolare:
  • nuovi controlli sulle esportazioni di beni a duplice uso/ tecnologie avanzate al fine di indebolire ulteriormente le capacità militari della Russia, compresi prodotti chimici, termostati, motori e servomotori a corrente continua per veicoli aerei senza pilota (UAV), macchine utensili e parti di macchine o di apparecchi;
  • nuovi divieti di esportazione di beni industriali dell’UE per contrastare ulteriormente le capacità della Russia nel settore industriale, tra cui macchinari e parti, prodotti per l’edilizia, prodotti trasformati di acciaio, rame e alluminio, laser e batterie;
  • aggiunta di 29 entità russe e di paesi terzi all’elenco delle entità associate al complesso militare e industriale russo (tra cui entità registrate in Uzbekistan e Singapore);
  • divieto di fornire software per le imprese e la progettazione al governo russo o alle società russe. L’obiettivo è contrastare ulteriormente le capacità della Russia nel settore industriale. Le restrizioni nel settore dei servizi sono un ambito in cui abbiamo lavorato a stretto contatto con i nostri partner internazionali, tra cui gli Stati Uniti e il Regno Unito.

OBBLIGHI PIÙ RIGOROSI IN MATERIA DI CONGELAMENTO DEI BENI

  • Nuovo criterio di inserimento in elenco: il Consiglio ha approvato un nuovo criterio di inserimento in elenco per includere le persone che beneficiano del trasferimento forzato di proprietà o di controllo di controllate russe di imprese dell’UE. Ciò garantirà che nessuno tragga profitto dalle perdite subite dalle imprese dell’UE quando le loro controllate sono acquisite con la forza da proprietari/dirigenti russi.
  • Possibilità di mantenere le persone decedute nell’elenco di congelamento dei beni, al fine di evitare che la misura di congelamento sia potenzialmente compromessa.
  • Introduzione di un obbligo più stringente per gli Stati membri di rintracciare proattivamente i beni delle persone inserite in elenco, al fine di prevenire e individuare i casi di violazione o elusione delle sanzioni.

MISURE SULL’ENERGIA

  • Tetto sui prezzi del petrolio: Affinché per la Russia sia più difficile sostenere la guerra, abbiamo rafforzato il tetto sui prezzi del petrolio stabilito a livello internazionale dal G7+, introducendo nuove misure per monitorare più da vicino la vendita di navi cisterna ai paesi terzi e per precisare requisiti di attestazione più dettagliati. Ciò contribuirà a contrastare la “flotta sommersa” utilizzata dalla Russia per eludere il tetto sui prezzi. A tale riguardo, l’UE è in stretto dialogo con i partner del G7 per garantire l’allineamento delle nostre misure e dei nostri orientamenti futuri.
  • Nuovo divieto di importazione di gas di petrolio liquefatto (GPL), il cui impatto sulle importazioni annuali supera 1 miliardo di €, con clausola di mantenimento dei diritti acquisiti (grandfathering) dei contratti esistenti per un periodo massimo di 12 mesi.

MISURE ANTIELUSIONE PIÙ SEVERE

  • Ampliamento dell’ambito di applicazione del divieto di transito attraverso la Russia con l’aggiunta di alcuni beni economicamente critici quando sono destinati all’esportazione verso paesi terzi.
  • Obbligo per gli operatori di vietare contrattualmente la riesportazione in Russia di determinate categorie di beni sensibili, tra cui i beni relativi all’aviazione, i carboturbi, le armi da fuoco e i beni che figurano nell’elenco dei prodotti comuni ad alta priorità.
  • Introduzione di una nuova misura che richiederà la notifica di determinati trasferimenti di fondi al di fuori dell’UE da entità dell’UE possedute direttamente o indirettamente per più del 40% da cittadini russi o entità stabilite in Russia.

MISURE SUPPLEMENTARI

  • Introduzione di una nuova deroga per consentire i casi in cui gli Stati membri decidano, nell’interesse pubblico, di privare una persona inserita in elenco di fondi o risorse economiche.
  • Introduzione di una deroga per consentire il risarcimento di danni da parte di una società di assicurazione recentemente inserita in elenco.
  • Introduzione di una deroga per consentire la vendita di società dell’UE di proprietà di determinate persone o entità inserite in elenco.

ALTRO

  • Inserimento di una modifica tecnica che consente la prestazione di servizi di pilotaggio necessari per la sicurezza marittima.

Contesto

L’UE è fermamente al fianco dell’Ucraina e del suo popolo e continuerà a sostenere con forza l’economia, la società, le forze armate e la futura ricostruzione del paese. Le sanzioni dell’UE sono un elemento essenziale della risposta dell’UE all’aggressione militare ingiustificata della Russia nei confronti dell’Ucraina, in quanto degradano la capacità militare e tecnologica della Russia, escludono il paese dai mercati globali più sviluppati, privano il Cremlino delle entrate con cui finanzia la guerra e impongono costi sempre più elevati all’economia russa. A tale riguardo, le sanzioni contribuiscono al conseguimento dell’obiettivo fondamentale dell’UE: continuare ad adoperarsi per una pace giusta e duratura, evitando un altro conflitto congelato. Gli effetti diventano visibili con il tempo man mano che le sanzioni erodono la base industriale e tecnologica della Russia. L’UE continua inoltre ad adoperarsi affinché le sue sanzioni non si ripercuotano sulle esportazioni di energia e di prodotti agroalimentari dalla Russia verso paesi terzi.

In quanto custode dei trattati dell’UE, la Commissione europea monitora l’applicazione delle sanzioni da parte di tutti gli Stati membri dell’UE.

I dati anomali crescenti sugli scambi commerciali di determinati prodotti/con determinati paesi dimostrano nei fatti che la Russia tenta attivamente di eludere le sanzioni. Ciò ci impone di raddoppiare l’impegno per contrastare l’elusione delle sanzioni e di chiedere ai nostri vicini una cooperazione ancora più stretta. L’inviato dell’UE per il rispetto delle sanzioni David O’Sullivan continua a spingere sui paesi terzi cruciali per combattere l’elusione. Sono già visibili i primi risultati tangibili: in alcuni paesi sono stati predisposti sistemi di monitoraggio, controllo e blocco delle riesportazioni. In collaborazione con i partner che condividono i nostri principi, abbiamo inoltre concordato un elenco di prodotti comuni ad alta priorità oggetto di sanzioni a cui le imprese dovrebbero prestare particolare attenzione e che i paesi terzi devono astenersi dall’esportare in Russia. All’interno dell’UE abbiamo inoltre stilato un elenco dei beni economicamente critici oggetto di sanzioni su cui le imprese e i paesi terzi dovrebbero vigilare con particolare attenzione.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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