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Pacchetto infrazioni di aprile: decisioni principali riguardanti l’Italia

Panoramica per settore

Con le decisioni sui casi di infrazione adottate periodicamente, la Commissione europea avvia azioni legali nei confronti degli Stati membri inadempienti agli obblighi previsti dal diritto dell’UE. Le decisioni qui esposte, relative a diversi ambiti delle politiche dell’UE, mirano a garantire la corretta applicazione del diritto dell’UE a beneficio dei cittadini e delle imprese. Le decisioni principali adottate dalla Commissione sono illustrate di seguito, raggruppate per settore. La Commissione procede inoltre all’archiviazione di 70 casi in cui le divergenze con gli Stati membri interessati sono state risolte. In tali casi la Commissione non deve proseguire oltre nella procedura di infrazione. 
È possibile seguire le attività della Commissione in materia di applicazione delle norme e reperire informazioni sulla conformità degli Stati membri al diritto dell’UE attraverso mappe interattive e grafici personalizzabili. Per ulteriori dettagli sulla cronologia di un caso o per l’accesso alla banca dati completa delle decisioni di infrazione, può essere consultato il registro delle decisioni sui procedimenti di infrazione. Ulteriori informazioni sulla procedura di infrazione dell’UE sono disponibili nelle domande frequenti.

La Commissione invita l’ITALIA a recepire correttamente la direttiva sull’acqua potabile 

 
La Commissione ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora all’Italia (INFR(2026)2038) per il non corretto recepimento della direttiva sull’acqua potabile (direttiva (UE) 2020/2184). Come sottolineato nella strategia sulla resilienza idrica, la piena attuazione delle prescrizioni dell’UE riguardanti la qualità delle acque è fondamentale per proteggere la salute umana e l’ambiente. La rifusione della direttiva sull’acqua potabile mira a proteggere la salute umana prevedendo la fornitura di acqua di rubinetto più pulita, norme aggiornate in materia di qualità dell’acqua e il contrasto degli inquinanti che destano preoccupazione, come gli interferenti endocrini e le microplastiche. Gli Stati membri erano tenuti recepire la direttiva nel diritto nazionale e a conformarsi alle sue disposizioni entro il 12 gennaio 2023. Vi sono ancora diverse carenze nel recepimento di tale direttiva da parte dell’Italia, tra cui la limitazione della portata della valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione domestici, il rinvio di determinati obblighi, la mancanza dell’obbligo di informare le persone vulnerabili sulle modalità di accesso all’acqua potabile, la limitazione delle deroghe solo a circostanze debitamente giustificate e al periodo più breve possibile, nonché la mancanza di un valore guida per gestire la presenza di metaboliti non rilevanti dei pesticidi nell’acqua potabile. La Commissione procede pertanto all’invio di una lettera di costituzione in mora all’Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione, trascorsi i quali, in assenza di una risposta soddisfacente, quest’ultima potrà decidere di emettere un parere motivato.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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