Panoramica per settore
Con le decisioni sui casi di infrazione adottate periodicamente, la Commissione europea avvia azioni legali nei confronti degli Stati membri inadempienti agli obblighi previsti dal diritto dell’UE. Le decisioni qui esposte, relative a diversi ambiti delle politiche dell’UE, mirano a garantire la corretta applicazione del diritto dell’UE a beneficio dei cittadini e delle imprese. Le decisioni principali adottate dalla Commissione sono illustrate di seguito, raggruppate per settore. La Commissione procede inoltre all’archiviazione di 72 casi in cui le divergenze con gli Stati membri interessati sono state risolte. In tali casi la Commissione non deve proseguire oltre nella procedura di infrazione.
Allo stesso tempo la Commissione avvia provvedimenti nei confronti di diversi Stati membri dell’UE che non hanno notificato le misure adottate per recepire alcune direttive dell’UE nei rispettivi ordinamenti nazionali. Il termine per il recepimento di queste 10 direttive è scaduto di recente. La Commissione provvede a inviare lettere di costituzione in mora agli Stati membri interessati, concedendo loro 2 mesi per rispondere e completare il recepimento delle direttive. Se non lo faranno, la Commissione potrà passare alla fase successiva ed emettere un parere motivato. La Commissione esorta tali Stati membri ad agire immediatamente per allineare la loro legislazione ai requisiti dell’UE.
È possibile seguire le attività della Commissione in materia di applicazione delle norme e reperire informazioni sulla conformità degli Stati membri al diritto dell’UE attraverso mappe interattive e grafici personalizzabili. Per ulteriori dettagli sulla cronologia di un caso o per l’accesso alla banca dati completa delle decisioni di infrazione, può essere consultato il registro delle decisioni sui procedimenti di infrazione. Ulteriori informazioni sulla procedura di infrazione dell’UE sono disponibili nelle domande frequenti.
1. Ambiente
La Commissione invita la DANIMARCA, l’ITALIA e il LUSSEMBURGO a garantire la conformità alla direttiva quadro sulle acque
La Commissione ha deciso di avviare procedure di infrazione inviando lettere di costituzione in mora alla Danimarca (INFR(2025)2209), all’Italia (INFR(2025)2207) e al Lussemburgo (INFR(2025)2216) per il non corretto recepimento della direttiva quadro sulle acque (direttiva 2000/60/CE), compreso l’obbligo di eseguire il riesame periodico dei permessi relativi alle risorse idriche. La piena attuazione delle norme relative alla qualità dell’acqua dell’UE è fondamentale per proteggere la salute umana e l’ambiente. La direttiva impone agli Stati membri di definire un programma di misure per ciascun distretto idrografico al fine di garantire un buono stato dei corpi idrici europei, come fiumi e laghi. Ciascun programma deve comprendere misure volte al controllo dei diversi tipi di pressioni cui sono sottoposti i corpi idrici, quali l’estrazione, gli scarichi da origini puntuali e le fonti diffuse di inquinamento. Gli Stati membri sono tenuti a riesaminare e aggiornare periodicamente tali misure di controllo, compresi gli eventuali permessi che sono stati concessi, per determinare se siano ancora atte a conseguire i loro obiettivi, e ad aggiornarle, ove necessario. In Danimarca i permessi di estrazione di acqua non sono riesaminati, anche se il loro periodo di validità può arrivare fino a 30 anni. Ciò non è in linea con gli obiettivi della direttiva. Inoltre la legislazione danese esenta i proprietari delle sponde dall’obbligo di ottenere un permesso per l’estrazione di acqua fluviale per l’abbeveramento dei loro bovini. Infine, 215 impianti di approvvigionamento idrico non dispongono di valide autorizzazioni di estrazione. In Italia la legislazione nazionale non prevede la registrazione di tutti i permessi l’estrazione e/o l’arginamento delle acque, ad esempio per l’arginamento delle acque mediante la costruzione di una diga. Inoltre le concessioni non sono soggette ad alcun riesame periodico, sebbene i periodi di validità possano essere di 30 o 40 anni. Ciò non è in linea con gli obiettivi della direttiva. Il Lussemburgo ha recepito in modo non corretto l’obbligo di riesaminare periodicamente i permessi per l’estrazione dell’acqua. In Lussemburgo i permessi per l’estrazione delle acque sotterranee concessi a partire dal 2015 sono validi per 7 anni. Tuttavia quelli concessi prima del 2015 rimangono validi a tempo indeterminato e non vi è alcun obbligo di riesaminarli periodicamente al fine di conseguire gli obiettivi della direttiva. Non vi è inoltre alcun riesame periodico dei permessi di durata illimitata per l’estrazione di acque superficiali e lo scarico in tali acque. La Commissione procede pertanto all’invio di lettere di costituzione in mora alla Danimarca, all’Italia e al Lussemburgo, che dispongono ora di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione, trascorsi i quali, in assenza di una risposta soddisfacente, quest’ultima potrà decidere di emettere un parere motivato.
La Commissione invita l’ITALIA ad aggiornare i suoi programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico per ridurre le emissioni di determinati inquinanti atmosferici
La Commissione ha deciso di avviare una procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora all’Italia (INFR(2025)2198) per il mancato aggiornamento dei suoi programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico a norma della direttiva concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici (direttiva NEC) (direttiva (UE) 2016/2284). La direttiva NEC stabilisce impegni nazionali di riduzione delle emissioni di diversi inquinanti atmosferici che ciascuno Stato membro deve conseguire ogni anno tra il 2020 e il 2029 e riduzioni più ambiziose a partire dal 2030. Impone inoltre agli Stati membri di adottare programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico (NAPCP) che stabiliscano misure volte a rispettare tali impegni. La direttiva NEC impone agli Stati membri di aggiornare i loro programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico almeno ogni 4 anni. Tali aggiornamenti mostrano i progressi compiuti dagli Stati membri nell’attuazione del programma e il modo in cui essi continuano a rispettare gli impegni assunti. Ciò contribuisce a ridurre le emissioni di inquinanti atmosferici, migliorando in tal modo la qualità dell’aria. Nonostante diversi solleciti, finora l’Italia non ha presentato alla Commissione il programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico aggiornato richiesto. La Commissione procede pertanto all’invio di una lettera di costituzione in mora all’Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.
2. Mercato interno, industria, imprenditoria e PMI
La Commissione invita gli STATI MEMBRI a rispettare la direttiva che semplifica le prescrizioni in materia di comunicazione nei settori degli alimenti e dei loro ingredienti, dell’emissione acustica ambientale, dei diritti dei pazienti e delle apparecchiature radio
La Commissione ha deciso di avviare procedure di infrazione inviando lettere di costituzione in mora a 12 Stati membri per la mancata notifica delle misure nazionali di recepimento della direttiva (UE) 2024/2839. Tale direttiva modifica diverse direttive dell’UE con l’obiettivo di semplificare le prescrizioni in materia di comunicazione nei settori degli alimenti e dei loro ingredienti, dell’emissione acustica ambientale, dei diritti dei pazienti e delle apparecchiature radio. Per quanto riguarda la direttiva 2000/14/CE sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto, la direttiva semplifica e razionalizza gli obblighi di comunicazione, riducendo gli oneri amministrativi e mantenendo nel contempo l’attuale livello di protezione dell’ambiente. La Cechia, la Danimarca, l’Estonia, la Spagna, la Croazia, l’Italia, i Paesi Bassi, l’Austria, il Portogallo, la Romania, la Slovenia e la Svezia non hanno notificato le misure nazionali di recepimento delle disposizioni relative alla direttiva 2000/14/CE entro il termine di recepimento o hanno comunicato solo misure parziali. La Commissione procede pertanto all’emissione di lettere di costituzione in mora nei confronti degli Stati membri interessati, che dispongono ora di 2 mesi per rispondere, completare il recepimento e notificare alla Commissione le relative misure. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di emettere un parere motivato.
FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA