Panoramica per settore
Con le decisioni sui casi di infrazione adottate periodicamente, la Commissione europea avvia azioni legali nei confronti degli Stati membri inadempienti agli obblighi previsti dal diritto dell’UE. Le decisioni qui esposte, relative a diversi ambiti delle politiche dell’UE, mirano a garantire la corretta applicazione del diritto dell’UE a beneficio dei cittadini e delle imprese. Le decisioni principali adottate dalla Commissione sono illustrate di seguito, raggruppate per settore.
La Commissione procede inoltre all’archiviazione di 83 casi in cui le divergenze con gli Stati membri interessati sono state risolte. In tali casi la Commissione non deve proseguire oltre nella procedura di infrazione.
È possibile seguire le attività della Commissione in materia di applicazione delle norme e reperire informazioni sulla conformità degli Stati membri al diritto dell’UE attraverso mappe interattive e grafici personalizzabili. Per ulteriori dettagli sulla cronologia di un caso o per l’accesso alla banca dati completa delle decisioni di infrazione, può essere consultato il registro delle decisioni sui procedimenti di infrazione. Ulteriori informazioni sulla procedura di infrazione dell’UE sono disponibili nelle domande frequenti.
1. Ambiente
La Commissione invita l’ITALIA a conformarsi alla direttiva sulle emissioni industriali
La Commissione ha deciso di inviare una lettera complementare di costituzione in mora all’Italia (INFR(2013)2177) per il non corretto e incompleto recepimento della direttiva relativa alle emissioni industriali (direttiva 2010/75/UE). L’Italia non ha inoltre rispettato alcune delle disposizioni di tale direttiva per quanto riguarda lo stabilimento di Acciaierie d’Italia (impianto siderurgico ILVA) a Taranto. La direttiva mira a prevenire, ridurre e, per quanto possibile, eliminare l’inquinamento proveniente da attività industriali per proteggere la salute umana e l’ambiente. Secondo la sentenza della Corte di giustizia dell’UE del 25 giugno 2024 (C-626/22), la legislazione italiana non è in linea con la direttiva sulle emissioni industriali. In particolare, non tiene conto dell’impatto delle installazioni sulla salute umana, non considera tutte le sostanze inquinanti emesse dall’installazione al momento del rilascio dell’autorizzazione e non sospende l’esercizio di un’installazione qualora la violazione delle condizioni di autorizzazione presenti un pericolo immediato per la salute umana o per l’ambiente. Inoltre l’Italia non garantisce che lo stabilimento di Acciaierie d’Italia a Taranto operi in conformità alla normativa dell’UE sulle emissioni industriali, con gravi conseguenze per la salute umana e l’ambiente. La Commissione procede pertanto all’invio di una lettera complementare di costituzione in mora all’Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate dalla Commissione, trascorsi i quali, in assenza di una risposta soddisfacente, quest’ultima potrà decidere di emettere un parere motivato.
FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA