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Pacchetto infrazioni di marzo: decisioni principali riguardanti l’Italia

Panoramica per settore

Con le decisioni sui casi di infrazione adottate periodicamente, la Commissione europea avvia azioni legali nei confronti degli Stati membri inadempienti agli obblighi previsti dal diritto dell’UE. Le decisioni qui esposte, relative a diversi ambiti delle politiche dell’UE, mirano a garantire la corretta applicazione del diritto dell’UE a beneficio dei cittadini e delle imprese. Le decisioni principali adottate dalla Commissione sono illustrate di seguito, raggruppate per settore. La Commissione procede inoltre all’archiviazione di 44 casi in cui le divergenze con gli Stati membri interessati sono state risolte. In tali casi la Commissione non deve proseguire oltre nella procedura di infrazione. 

Di seguito le principali decisioni riguardanti l’Italia

Ambiente

La Commissione invita l’ITALIA a conformarsi alla direttiva sulla plastica monouso e alle norme procedurali dell’UE sulla trasparenza del mercato interno
Oggi la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all’Italia (INFR (2024)2053) per il non corretto e incompleto recepimento della direttiva sulla plastica monouso (direttiva (UE) 2019/904) e per inadempimento degli obblighi previsti dalla direttiva sulla trasparenza del mercato unico (direttiva (UE) 2015/1535) La direttiva sulla plastica monouso mira a prevenire e ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente e sulla salute umana, e a promuovere la transizione verso un’economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili, contribuendo in tal modo al corretto funzionamento del mercato interno. L’Italia non ha recepito, o non ha recepito correttamente, alcune disposizioni della direttiva sulla plastica monouso nel diritto nazionale. Le questioni principali riguardano: l’introduzione di una soglia minima in relazione alla definizione di “plastica”, l’esenzione dei prodotti di plastica biodegradabile dall’applicazione di alcune disposizioni e la limitazione della responsabilità dei produttori di coprire i costi della raccolta dei rifiuti. Tale restrizione dell’ambito di applicazione rischia di compromettere l’approccio preventivo della direttiva e potenzialmente rischia di determinare un aumento dei rilasci di frammenti di plastica persistenti e di microplastiche nell’ambiente. Inoltre un ambito di applicazione della direttiva divergente tra i diversi Stati membri inciderebbe negativamente sul funzionamento del mercato interno. Adottando la legislazione di recepimento della direttiva sulla plastica monouso prima della scadenza del termine di differimento di 3 mesi stabilito nella direttiva sulla trasparenza del mercato unico, l’Italia ha inoltre violato le norme procedurali stabilite da quest’ultima direttiva. La Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora all’Italia nel maggio 2024. In seguito alla valutazione della risposta, la Commissione ha concluso che il recepimento della direttiva da parte dell’Italia continua a non essere corretto. La Commissione ha pertanto deciso di emettere un parere motivato nei confronti dell’Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondere e adottare le misure necessarie, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell’UE.

FONTE: COMUNICATO STAMPA DELLA COMMISSIONE EUROPEA

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