Il Consiglio ha adottato oggi nuove norme per migliorare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare dell’UE, garantendo loro una quota di valore più equa attraverso il rafforzamento del loro potere negoziale nei confronti di acquirenti quali trasformatori e dettaglianti.
Le modifiche mirano inoltre a promuovere contratti giusti e a rafforzare le organizzazioni di produttori.
La riforma introduce modifiche mirate al regolamento relativo all’organizzazione comune dei mercati (OCM) dei prodotti agricoli, unitamente a modifiche complementari alla politica agricola comune (PAC).
Rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori Le nuove norme rendono obbligatori i contratti scritti e includono clausole di riesame per rispecchiare i cambiamenti del mercato. Semplificano inoltre il riconoscimento delle organizzazioni di produttori e ne sostengono l’azione collettiva, anche attraverso i finanziamenti della PAC.
Sono introdotte norme armonizzate per le indicazioni di marketing volontarie quali “equo” e “filiera corta” al fine di migliorare la trasparenza.
Garantire norme chiare sulle denominazioni dei prodotti La normativa rafforza la protezione del termine “carne”, riservandolo ai prodotti di origine animale, e stabilisce regole più chiare per evitare il marketing ingannevole e garantire una concorrenza leale.
Rispondere alle preoccupazioni degli agricoltori Le misure rispondono alle preoccupazioni in merito alla posizione debole degli agricoltori nella filiera alimentare. Esse integrano le norme esistenti in materia di pratiche commerciali sleali e mirano a migliorare la stabilità del reddito e la distribuzione del valore.
Prossime tappe L’atto sarà ora firmato e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, dopodiché entrerà in vigore. Alcune modifiche, in particolare quelle relative alle denominazioni delle carni, inizieranno ad applicarsi dopo un periodo transitorio di tre anni per dare al settore il tempo di adeguarsi.
Citazioni “L’adozione odierna segna un passo importante verso un settore agroalimentare più equo e resiliente. Le nuove norme forniranno agli agricoltori strumenti più solidi per negoziare collettivamente e garantiranno loro una quota più equa del valore che essi creano. Gli sforzi della presidenza cipriota si sono costantemente concentrati sulla conclusione di accordi tempestivi ed efficienti a vantaggio degli agricoltori, sulla promozione del commercio equo e sul rafforzamento di una filiera alimentare in grado di fornire ai nostri cittadini alimenti adeguati e a prezzi accessibili.”
Maria Panayiotou, ministra dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e dell’ambiente della Repubblica di Cipro